Smaltimento illecito di rifiuti a Ischia: indagini e operazioni di pulizia ambientale
Pezzi di barche, bottiglie di plastica, sacchetti di plastica, lattine: è il triste ‘tesoro’ portato a riva dai pescherecci che alle 17 di domani, venerdì 26, sarà consegnato alla società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti per essere smaltito a norma di legge. Ora i fondali dell’isola vulcanica del Golfo di Napoli sono più puliti grazie all’intervento svolto con l’ausilio del Nucleo subacqueo dell’Arma dei carabinieri, della guardia costiera, dei pescatori e di tanti volontari.

Operazione "Ischia clean blitz": un successo per la pulizia dei fondali
“Nella sola giornata di ieri pescati sui fondali marini ben 6 quintali di immondizia. Abbiamo trovato di tutto: cappelli, giocattoli, tubi di plastica, carte di caramelle, posate e bicchieri, cassette per la frutta rotte. E ancora nasse, un secchio, bottiglie di vetro, copertoni di ruote, reti, cime, ciabatte, mazze di scopa”, commenta Antonino Miccio, direttore dell’area marina protetta ‘Regno di Nettuno’ che coordina le operazioni ‘Ischia clean blitz’.
Questa operazione senza precedenti vede la collaborazione di più soggetti con l’obiettivo primario della protezione dell’ecosistema marino, sempre più minacciato dalla presenza di rifiuti che giacciono sia sui fondali che in superficie. I rifiuti galleggianti rinvenuti ogni anno sono numerosi e di vario tipo, come abbiamo potuto vedere anche da quanto stiamo raccogliendo in queste ore, soprattutto in una zona urbanizzata come l’Amp del Regno di Nettuno con i suoi flussi turistici considerevoli e dove numerosissime sono le imbarcazioni da diporto che transitano durante il periodo estivo.
Il ruolo fondamentale dei pescatori locali
I pescatori locali sono stati chiamati a collaborare alla raccolta e hanno dato la loro piena disponibilità ad essere di supporto in operazioni di salvaguardia e tutela del ‘loro’ mare. La loro esperienza e conoscenza del territorio marittimo sono state cruciali per il successo delle operazioni di pulizia.

Operazione "Clean Island": contrasto al traffico illecito di rifiuti
Parallelamente alle operazioni di pulizia ambientale, la Guardia Costiera di Ischia, unitamente al Commissariato della P.S. Ischia, ha effettuato una vasta operazione denominata ‘Clean Island’. Questa operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, mirava a contrastare le attività illecite di due ditte isolane operanti nel settore della pulizia delle fosse settiche (i cosiddetti ‘autospurghi’).
Alle ditte sono stati contestati i reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti. Il personale della Guardia Costiera e della Polizia di Stato ha eseguito la perquisizione delle sedi delle ditte e ha posto sotto sequestro i depositi e 10 automezzi impiegati nelle attività illecite.
Indagini e malaffare nel settore degli autospurghi
Dopo un lungo lavoro di indagine, iniziato nel 2020, attraverso appostamenti, pedinamenti e documentazione fotografica delle attività illecite, è stato messo in luce un diffuso malaffare nel settore degli autospurghi. I fanghi aspirati nelle operazioni di pulizia delle fosse settiche, sia di civili abitazioni che di attività commerciali, individuati dalla normativa come rifiuti liquidi da smaltire nei centri di conferimento autorizzati, erano invece riversati illecitamente negli alvi pluviali o in pozzi assorbenti appositamente realizzati, procurando un grave inquinamento ambientale.
Di conseguenza, le ditte provvedevano a smaltire legalmente in terra ferma, presso i centri autorizzati, solo una parte dei rifiuti. La posizione di due dei soggetti indagati è di particolare rilievo, poiché le loro attività illecite hanno assunto i connotati di vere e proprie organizzazioni imprenditoriali dedite al traffico illecito di rifiuti.

Profitto illecito e costi evitati
Al fine di conseguire un ingiusto profitto, consistente nel ritorno economico derivante dal mancato sostenimento dei costi dovuti per lo smaltimento presso i siti autorizzati, nonostante che i costi per le operazioni di smaltimento fossero ugualmente addebitati ai clienti, le ditte indagate hanno smaltito illecitamente ingenti quantità di rifiuti. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Un mondo di rifiuti (2022) | Dietro le Mappe | ARTE.tv Documentari
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