Salām/Shalom: La Pace Attraverso il Dolore Condiviso
Lo spettacolo teatrale "Salām/Shalom", interpretato da Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana, porta in scena una testimonianza potente e necessaria di fronte all'orrore della guerra in Palestina. In scena il 29 novembre alle ore 20:30 presso il laboratorio urbano Massimo, la performance rielabora la spaccatura tra la cultura israeliana e quella palestinese attraverso la lente del dolore comune di due padri che hanno perso le proprie figlie per mano del "nemico".

L'Apeirogon: Infinito nella Visione del Conflitto
Il titolo dello spettacolo si ispira al libro "Apeirogon" dello scrittore irlandese-americano Colum McCann, un'opera che esplora le infinite sfaccettature di un poligono con un numero illimitato di lati. Allo stesso modo, il libro e lo spettacolo presentano infiniti punti di vista da cui due padri, Rami, israeliano, e Bassam, palestinese - figure reali conosciute da McCann - cercano di comprendere una realtà complessa, troppo intricata per essere giudicata da un'unica prospettiva.
"Abbracciarsi, tenersi la mano. Guardarsi negli occhi - spiegano i due attori - Ascoltarsi, soprattutto. Piccoli gesti normali, per tempi normali. Per tempi di pace. Gesti eroici quando il tempo della guerra devasta e travolge le vite degli uomini. Infiniti gli sguardi. Come infinite e mutevoli le cose del mondo, luogo del caos e del rischio. Dentro quel caos, due padri: lo stesso dolore, la stessa forza. Parole di odio possono diventare parole di pace. Proviamo a mettere le parole nei corpi. Proviamo ad ascoltare davvero. Proviamo."
Storie di Dolore e Trasformazione
La performance teatrale riprende la storia vera raccontata in "Apeirogon", un libro che affronta il tema della guerra e della pace. La vicenda si concentra su Rami Elhanan, un israeliano, e Bassam Aramin, un palestinese, entrambi colpiti dalla perdita di una figlia per mano della violenza del conflitto.
- Rami ha perso la figlia tredicenne Smadar in un attentato kamikaze a Gerusalemme nel 1997.
- Bassam ha perso la figlia diciottenne Abir dieci anni dopo, colpita da un proiettile di plastica sparato da una guardia di frontiera israeliana, deceduta in ospedale dopo che l'ambulanza che la soccorreva era rimasta bloccata a un checkpoint.
Il loro dolore assoluto, inizialmente sfociato in odio e desiderio di vendetta, si trasforma gradualmente in compassione reciproca una volta che i due uomini si conoscono. Questa evoluzione emotiva, che porta a riconoscere nel dolore dell'altro il proprio, suggerisce la necessità di un percorso alternativo alla spirale di violenza.

Produzione e Accoglienza
L'adattamento teatrale, curato da Paola Fresa, è una produzione del CSS Teatro Stabile di Innovazione del Friuli Venezia Giulia e del festival vicino/lontano-Premio Terzani. Lo spettacolo, dopo il debutto a Udine e diverse repliche in teatri e scuole, è arrivato a Milano, suscitando un notevole interesse e registrando il tutto esaurito prima ancora dell'avvio di una massiccia campagna promozionale. Questo successo è stato interpretato dagli organizzatori come un segnale della crescente stanchezza verso la guerra come unica soluzione ai conflitti e del desiderio diffuso di pace.
Danilo De Biasio, direttore della Fondazione Diritti Umani, ha commentato: "Un piccolo ma significativo segnale del clima che si respira attorno alla guerra a oltre tre mesi dalle stragi del 7 ottobre. Dà l’idea, mi pare, che c’è una stanchezza sempre più diffusa a vedere la guerra come unica soluzione per qualsiasi forma di conflitto".
La Potenza del Teatro nel Racconto della Guerra
L'interesse del pubblico per "Salām/Shalom" potrebbe anche derivare dalla necessità psicologica di affrontare la guerra attraverso forme narrative diverse dall'abuso di immagini strazianti diffuse dai media. Il teatro offre uno spazio per elaborare il dolore e comprendere la complessità della situazione.
Gli stessi attori, Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana, hanno espresso la loro commozione di fronte alla potenza del racconto di questi due padri e alla forza del loro percorso interiore. "Lo sforzo di questi due padri per riuscire a trasformare il primo sentimento di vendetta, violenza, restituzione del dolore causato in pace è assoluto," ha affermato Somaglino, definendola una lezione "sconvolgente" e, soprattutto, replicabile.
Il lavoro quotidiano di associazioni come Parents Circle, che collega vittime israeliane e palestinesi di conflitti, dimostra come la storia narrata in "Salām/Shalom" sia un esempio universale di speranza. "A un certo punto del dialogo il palestinese dice: 'Il vero eroe è colui che riesce a trasformare il nemico in amico'," ha ricordato Somaglino, sottolineando come il desiderio di pace sia presente nelle persone, anche se la narrazione mediatica è spesso focalizzata sulla guerra.
Saluti e Pace nel Mondo Arabo: Un Contesto Culturale
La parola "Salām" (سلام) e il suo equivalente ebraico "Shalom" (שָׁלוֹם) significano entrambi "pace". L'espressione più diffusa nei paesi non arabo parlanti è "as-salāmu ʿalaykum" (ٱلسَّلَامُ عَلَيْكُمْ), che si traduce in "la pace sia su di voi". Questa espressione è il saluto islamico più comune e universale, utilizzabile in qualsiasi momento e contesto, sia formale che informale. La risposta tradizionale è "wa-ʿalaykumu s-salām" (وَعَلَيْكُمُ ٱلسَّلَامُ), che significa "e con voi sia la pace".
Queste locuzioni sono profondamente radicate nella cultura araba e si ritrovano anche nella toponomastica, come nel caso di Dar es-Salam in Tanzania, che significa "Casa o Sede della pace", o storicamente per Baghdad. L'equivalente ebraico "Shalom aleikhem" presenta lo stesso significato letterale.
Varietà di Saluti Arabi
Il mondo arabo offre una ricca gamma di saluti, che variano a seconda del momento della giornata, del contesto e del rapporto tra gli interlocutori. Oltre al fondamentale "As-salamu alaikum", esistono diverse espressioni:
- Marhaba (مرحبا): Un amichevole "ciao", equivalente all'italiano "ciao" o "salve".
- Ahlan (أهلاً): Un altro saluto informale, spesso usato come "benvenuto".
- Ahlan wa sahlan (أهلاً وسهلاً): Una forma più estesa e calorosa di benvenuto.
- Sabah al-khayr (صباح الخير): "Buongiorno", utilizzato fino a mezzogiorno. La risposta è Sabah an-noor (صباح النور), "mattino di luce".
- Masaa al-khayr (مساء الخير): "Buonasera", impiegato dal pomeriggio in poi. La risposta è Masaa an-noor (مساء النور), "sera di luce".
- Kayfa haluk/haluki? (كيف حالك؟): "Come stai?" (rivolto a un uomo/una donna). La risposta comune è Bikhayr, shukran (بخير، شكراً), "Sto bene, grazie".
- Tasharrafna (تشرفنا): "Piacere di conoscerti", usato durante le presentazioni.
- Ma'a as-salamah (مع السلامة): "Con pace", un comune modo per congedarsi, equivalente a "arrivederci".
- Ilā al-liqā' (إلى اللقاء): "A presto" o "arrivederci".
- Laylah sa'idah (ليلة سعيدة): "Buona notte".
- Tusbih 'ala khayr (تصبح على خير): Un modo tradizionale per augurare la buonanotte, che significa "Che tu possa svegliarti bene".
La cultura del saluto nel mondo arabo è profondamente legata all'ospitalità, al rispetto e alla cordialità. Spesso include gesti di contatto fisico, scambi più prolungati e un'attenzione particolare al linguaggio del corpo per comunicare sincerità e interesse.
Saluti Regionali e Speciali
Esistono anche saluti specifici per diverse regioni e occasioni:
- Kifak (كيفك) in Libano e Siria.
- Izzayyak (ازيك) in Egitto.
- Shlōnak (شلونك) in Iraq e nei paesi del Golfo.
- La bas (لا باس) in Marocco e Algeria, che significa "tutto bene".
- Eid Mubarak (عيد مبارك): Utilizzato durante le festività islamiche come l'Eid al-Fitr e l'Eid al-Adha.
- Ramadan Kareem (رمضان كريم): Un saluto speciale durante il mese del Ramadan.
- Jumu'ah mubarakah (جمعة مباركة): "Venerdì benedetto", un saluto specifico per il giorno sacro dei musulmani.
Anche i modi di congedarsi sono vari: Bit-tawfiq (بالتوفيق - "Buona fortuna"), Astawdi'uka Allah (أستودعك الله - "Ti affido a Dio"), Rihlah sa'idah (رحلة سعيدة - "Buon viaggio").
Informazioni Pratiche
Per assistere allo spettacolo "Salām/Shalom", i biglietti della stagione Rinascenza hanno un costo di 15 euro, con l'eccezione dello spettacolo "Algoritmo, Lui e l’AI" a 18 euro. Per la stagione Famiglie a teatro, l'ingresso è di 6 euro. Sono disponibili anche abbonamenti a prezzi speciali: 60 euro per tutti i titoli della prosa serale e 40 euro per 10 ingressi alla stagione Famiglie a teatro.
I biglietti e gli abbonamenti sono acquistabili al botteghino della Cittadella degli artisti (via Bisceglie 775, attivo tutti i giorni dalle 17 alle 20 tranne il lunedì), nei punti vendita autorizzati e online sul circuito Vivaticket.
tags: #salam #shalom #risposta

