Il crollo della Vela Celeste a Scampia: un anno dopo tra memoria, indagini e speranza di rinascita
Il 22 luglio 2025 segna un anno dal tragico crollo della Vela Celeste a Scampia, Napoli, un evento che ha causato la morte di tre persone e il ferimento di undici, tra cui sette bambini. Le indagini, coordinate dai PM Manuela Persico e Mario Canale, si concentrano su pesantissime accuse: omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravissime. L'inchiesta si articola su due fronti: il primo riguarda il crollo materiale, con un ballatoio al terzo piano in condizioni critiche, corrosione estesa e giunti rotti, come certificato da tempo da relazioni tecniche. Il secondo fronte, ancora più inquietante, indaga sul mancato sgombero: nel 2015, la giunta De Magistris aveva emesso un'ordinanza di evacuazione per la Vela Celeste, rimasta però inapplicata negli uffici competenti, ora sotto inchiesta. Nessuno si è assunto la responsabilità di far evacuare un edificio noto per la sua pericolosità.

All'indomani della tragedia, l'amministrazione cittadina ha rilanciato il progetto ReStart Scampia, inizialmente concepito anni prima ma mai pienamente realizzato. Una donna evacuata dalla Vela Celeste ha commentato: "Dovevano abbatterle vent’anni fa, invece hanno aspettato che morisse qualcuno". Attualmente, nessuno degli indagati è stato sospeso dal servizio e alcuni continuano a operare negli uffici tecnici del Comune, avendo tutti presentato memorie difensive per contestare le accuse. Nei prossimi mesi, la Procura deciderà se rinviare a giudizio o archiviare il caso. Il crollo della Vela Celeste è stato interpretato non solo come un incidente, ma come il simbolo fisico del collasso istituzionale.
La memoria e la solidarietà nel quartiere
Ad un anno dal crollo che ha strappato vite e lasciato feriti, la comunità di Scampia scende in piazza per ricordare le vittime - Roberto, Margherita e Patrizia - e per stare al fianco delle famiglie colpite. Il ricordo evoca il boato, le urla e l'orrore, ma anche la solidarietà che ha unito i cuori, raggiungendo l'Università di Scampia dove la comunità sgomenta ha trovato risorse per i bisognosi.

Scampia sta attraversando un profondo cambiamento, lasciandosi alle spalle le macerie dell'abbattimento della Vela Gialla e avviandosi alla demolizione di quella Rossa, mentre iniziano a sorgere le sagome dei nuovi alloggi. Questo processo è il risultato di anni di lotte per restituire dignità al quartiere, un tempo noto per la sua malavita.
Il piano di rigenerazione urbana: ReStart Scampia
Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha ricordato il crollo sottolineando come, a distanza di un anno, si stia "cambiando il volto di Scampia" attraverso demolizioni, nuovi alloggi, servizi e un programma di rigenerazione urbana e sociale. Ha evidenziato gli interventi effettuati e programmati, tra cui la costruzione di cinque edifici per 163 alloggi, previsti entro maggio del prossimo anno. Sono inoltre in programma la demolizione della Vela Rossa a settembre, l'avvio delle costruzioni sulle aree liberate a gennaio e il completamento dei lavori per 438 alloggi, un centro civico e un asilo entro dicembre 2026.

Il 22 luglio dell'anno precedente, il cedimento di un ballatoio al terzo piano della Vela Celeste causò tre morti e undici feriti. Tra le vittime: Roberto Abruzzo, 29 anni, deceduto sul colpo, Margherita Della Ragione, 35 anni, e sua zia Patrizia Della Ragione, 53 anni, morta in ospedale qualche giorno dopo. Dieci mesi dopo la tragedia, annunciata da precedenti ordinanze di sgombero dell'ex sindaco De Magistris, l'attuale sindaco Manfredi ha dato inizio all'abbattimento della Vela Gialla, segnando l'inizio della rinascita del quartiere.
La storia delle Vele: dalla genesi al degrado, dalla lotta alla rinascita
Il complesso delle Vele di Scampia fu progettato dall'architetto Franz Di Salvo negli anni '60, ispirandosi ai principi di Le Corbusier, con l'idea di creare una socialità diffusa in verticale. Costruite secondo la legge 167 del 1969, la loro realizzazione si completò alla fine degli anni '70. Tuttavia, il devastante terremoto dell'80 portò a un'emergenza abitativa che vide l'occupazione di massa degli edifici da parte dei "terremotati". La Vela Gialla fu tra le prime ad essere occupata, dando inizio alla storia di lotta del "popolo delle Vele".
Le Vele divennero presto simbolo di degrado strutturale: ascensori non funzionanti, infiltrazioni, scarsa manutenzione e presenza di amianto. Le enormi passerelle sospese nel vuoto e l'assenza di luce contribuirono a creare un ambiente inospitale. La lotta degli abitanti, guidata da figure come Vittorio Passeggio, mirava alla riqualificazione del quartiere e alla costruzione di nuove case, trasformando la "discarica sociale" in un luogo a misura d'uomo.
La storia della lotta degli abitanti delle Vele: "Così abbiamo costruito la Scampia del futuro"
Negli anni '90, grazie anche all'intervento dell'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, si ottennero i primi fondi per l'abbattimento di alcune Vele e la costruzione di nuovi alloggi. Tra il 1997 e il 2003, tre delle sette strutture iniziali furono demolite (Vela F, G, H). Tuttavia, il processo di riqualificazione subì battute d'arresto a causa della mancanza di fondi e di una nuova ondata di occupazioni dovuta all'emergenza abitativa.
La conformazione delle Vele le rese terreno fertile per la criminalità organizzata, diventando teatro di spaccio e faide, come narrato in "Gomorra". La lotta per la riqualificazione riprese vigore negli anni 2010, con il coinvolgimento di architetti e urbanisti, e l'amministrazione guidata da Luigi De Magistris. Nel 2019, il progetto Re-start Scampia diede nuovo impulso alla riqualificazione, prevedendo l'abbattimento di altre Vele e la ristrutturazione della Vela Celeste per ospitare uffici pubblici.
L'abbattimento della Vela Verde nel 2020 segnò un momento di festa e speranza, così come la progressiva realizzazione della sede dell'Università Federico II di Napoli, sorta sulle macerie della prima Vela abbattuta. Il progetto ha beneficiato dei fondi del PNRR, permettendo un rifinanziamento e un'accelerazione dei cantieri.
Il tragico epilogo e le sfide future
La sera del 22 luglio 2024, il crollo di una passerella nella Vela Celeste ha segnato un tragico punto di svolta, riaccendendo i riflettori sulla precarietà e sulle responsabilità. Nonostante le indagini in corso e le promesse di rinnovamento, la comunità di Scampia continua a portare avanti la sua lotta per la dignità e per un futuro migliore, ricordando le vittime e guardando ai cantieri che stanno ridisegnando la geografia del quartiere.
Il progetto "ReStart Scampia", con un investimento di 160 milioni di euro, mira a trasformare un quartiere simbolo di degrado in un modello di rigenerazione urbana e sociale. La riqualificazione della Vela Celeste, che ospiterà uffici pubblici, e la costruzione di nuovi alloggi, spazi verdi e servizi, rappresentano tappe fondamentali di questo percorso. La storia delle Vele di Scampia, da simbolo di fallimento urbano a esempio di resilienza e riscatto, continua a scriversi.
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