Mozzarella con inclusioni anomale: indagini e preoccupazioni dei consumatori
Ciò che inizialmente sembrava essere legno, e che ha destato preoccupazione l'8 aprile scorso, si è rivelato essere in realtà "caseina bruciata". La caseina è una famiglia di fosfoproteine presenti nel latte fresco.
Le analisi, disposte dall'autorità giudiziaria, sono state condotte dall'Istituto Zooprofilattico di Gariga, alla presenza dei responsabili della produzione dell'azienda produttrice della mozzarella. L'azienda in questione è una delle più note del settore in Italia, con sede nei pressi di Piacenza.
Al momento, i carabinieri non hanno ricevuto altre segnalazioni di mozzarelle con problematiche simili. Tuttavia, il legale rappresentante dell'azienda è stato deferito all'autorità giudiziaria per commercializzazione di prodotti alimentari adulterati e in cattivo stato di conservazione.
Preoccupazioni dei consumatori e risposte mediche
Una consumatrice ha espresso la propria preoccupazione riguardo una confezione di tre mozzarelle imbustate che presentava un gonfiore anomalo. Dopo aver aperto la busta esterna e mangiato un pezzetto della mozzarella contenuta nella bustina interna (non gonfia), la donna temeva la presenza di botulino e chiedeva rassicurazioni mediche.
Il medico, nel rispondere, ha cercato di rassicurare la consumatrice, suggerendo che la sua preoccupazione potesse derivare da un'ansia eccessiva, definita "psicosi" in un primo momento, termine che la consumatrice ha interpretato come un'offesa e ha contestato, spiegando la sua natura ansiosa e sensibile piuttosto che "folle". Ha sottolineato la necessità di una valutazione professionale per tali diagnosi, piuttosto che basarsi su messaggi.
Il medico ha successivamente chiarito che il termine "psicosi" era riferito all'atteggiamento ansioso nei confronti del batterio, che poteva portare a una corsa inutile in ospedale, e non a una definizione del suo stato mentale generale. Ha inoltre menzionato che il consulto aveva ricevuto numerose visite e risposte, indicando un diffuso interesse sul tema.

Indagine su frode alimentare e sicurezza sul lavoro
Un'indagine ha rivelato che una mozzarella DOP era prodotta utilizzando una miscela di latte di bufala e latte vaccino, in violazione del disciplinare di produzione. Sono state scoperte anche analisi false, ottenute da tecnici compiacenti, che aiutavano l'imprenditore nella sua frode alimentare.
Oltre alla sicurezza alimentare, Guido Cantile, proprietario dell'azienda, e i suoi due figli, Pasquale e Luigiantonio, mettevano a rischio anche la sicurezza dei propri dipendenti per aumentare i profitti. L'indagine è scaturita da un incidente sul lavoro in cui un addetto alla lavorazione della mozzarella ha perso le dita della mano.
Gli indagati sono stati accusati a vario titolo di associazione per delinquere, rivelazione di segreto d'ufficio, frode nell'esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, commercio di sostanze alimentari nocive, falso ideologico, rimozione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro, lesioni colpose, violazione di sigilli e smaltimento illecito di rifiuti.
I fatti contestati si riferiscono al periodo dal 2011 al 2013. L'indagine è partita da un infortunio avvenuto il 20 febbraio di tre anni prima, che si è rivelato non essere un caso fortuito, ma nascondere la manomissione di un macchinario a cui erano stati rimossi i sistemi di sicurezza per aumentare la produzione.
Le intercettazioni telefoniche, disposte per monitorare un operaio che aveva ritrattato le accuse dopo aver denunciato l'accaduto (a fronte di denaro), hanno portato gli investigatori a scoprire altre condotte illecite dei titolari dell'azienda, con il contributo di alcuni dipendenti, collaboratori e la complicità di veterinari dell'ASL.

Sistema illecito e adulterazioni
L'organizzazione aveva messo a punto un sistema ben collaudato. Oltre a un secondo episodio di infortunio sul lavoro simile al primo, sono state scoperte una serie di adulterazioni alimentari che coinvolgevano l'intero ciclo produttivo dell'azienda. Queste irregolarità sono state notate anche da importanti catene di distribuzione estere, in particolare francesi (Auchan e Monoprix).
Il caseificio, pur essendo obbligato ad acquistare materie prime di provenienza certa, acquistava sistematicamente latte e cagliata di scarsa qualità anche dall'estero (Francia, Polonia, Ungheria) tramite società di comodo (come la Planet Group s.r.l.), alterando i documenti di trasporto per farli apparire di provenienza italiana.
Il latte e le materie prime acquistate non venivano sottoposti ad autocontrollo sanitario, grazie alla compiacenza di due biologhe dipendenti del caseificio. Inoltre, il latte in eccesso veniva rivenduto a terzi, nonostante fosse alterato.
Su campioni di latte nei silos del caseificio è stata riscontrata una carica batterica fino a oltre duemila volte superiore ai limiti consentiti dalla normativa vigente.
Pasquale Cantile è stato intercettato mentre discuteva della possibilità di utilizzare urea, un concime chimico impiegato in agricoltura, per aumentare la carica proteica del latte e migliorarne la resa, nonostante sapesse che l'urea nei mangimi somministrati alle bufale ne aveva causato la morte.
Infine, i Cantile smaltivano i residui della lavorazione dei prodotti caseari (siero e fanghi) scaricandoli abusivamente negli impianti fognari o nei condotti che conducono a fiumi vicini all'impianto di produzione. Nonostante i ripetuti sequestri, hanno continuato a reiterare questa condotta. I veterinari dell'ASL avrebbero effettuato ispezioni "annunciate", con esiti sempre favorevoli.
Frodi alimentari e controlli
Informazioni nutrizionali e etichettatura
Un elevato consumo di zucchero può causare aumento di peso e carie.
Ingredienti: Latte pastorizzato, fermenti lattici, sale, caglio.
Il Green-Score è stato sviluppato inizialmente per la Francia e si sta estendendo ad altri paesi europei. Se le informazioni non corrispondono a quelle riportate sulla confezione, è possibile completarle o correggerle.
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