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Joe Metheny e il Cannibalismo: Una Storia Agghiacciante

La figura di Joe Metheny (2 marzo 1953 - 5 agosto 2017) emerge dalle cronache criminali come uno degli assassini più disturbanti e controversi degli Stati Uniti. Residente nell'area di Baltimora, Maryland, Metheny si autodefinì un serial killer, sostenendo di aver tolto la vita a 13 persone. Tuttavia, le prove raccolte hanno permesso di condannarlo per soli due omicidi, sebbene ricerche successive abbiano confermato altre 3 vittime.

Durante la sua detenzione, Metheny confessò crimini agghiaccianti, inclusa l'affermazione di aver ucciso 10 persone nella zona di Baltimora e di averne consumato la carne umana, servendola ai suoi clienti in un barbecue su ruote. Le sue dichiarazioni, ricche di dettagli macabri, hanno alimentato un'aura di terrore e fascino morboso, sollevando interrogativi sulla veridicità delle sue confessioni e sulla natura della sua psiche.

Ritratto di Joe Metheny

Le Confessioni di Metheny: Cannibalismo e Barbecue

Una delle affermazioni più scioccanti di Joe Metheny riguarda il suo presunto cannibalismo. Egli ha dichiarato di aver ucciso persone per poi mangiarne la carne, vendendola a ignari clienti. In particolare, ha sostenuto di aver servito hamburger contenenti carne umana, mescolata con carne di maiale o manzo, nel suo chiosco itinerante. Questa parte del suo racconto, sebbene ampiamente diffusa dai media e amplificata da internet, manca di prove concrete. Le indagini svolte sul luogo dei suoi crimini non hanno portato alla scoperta di tracce di carne umana o di strumenti compatibili con tale pratica.

Metheny descriveva la sua attività come un modo per nascondere i suoi crimini, spacciando la carne umana per carne di canguro. Racconti simili emergono anche dalla storia di altri individui, come Vladimir Nikolayev, che confessò di aver fatto mangiare carne umana a un amico, spacciandola per canguro, senza che quest'ultimo ne fosse a conoscenza. Queste narrazioni, pur raccapriccianti, evidenziano la manipolazione e l'inganno che potevano accompagnare le azioni di questi individui.

La Vita di Joe Metheny: Infanzia, Dubbi e Devianza

La vita di Joe Metheny fu segnata da profonde contraddizioni e da un'infanzia turbolenta. Nato a Baltimora il 2 marzo 1955, le sue origini familiari sono oggetto di dibattito. Secondo le dichiarazioni dei suoi avvocati, la madre trascurava i sei figli per lavorare su doppi turni, mentre il padre, alcolizzato, morì in un incidente stradale quando Joe aveva sei anni. La madre, al contrario, ha descritto una famiglia unita, pur tra difficoltà economiche, e ha negato che i figli abbiano mai sofferto la fame o siano stati affidati ad altre famiglie.

Metheny si arruolò nell'esercito degli Stati Uniti nel 1973. Sua madre ricordò un servizio in Germania, mentre lui affermò di aver servito in Vietnam, sviluppando una dipendenza dall'eroina. Le circostanze del suo servizio militare rimangono non verificate, alimentando ulteriormente il dubbio sulla veridicità dei suoi racconti.

Dopo il congedo, Metheny interruppe i contatti con la madre, diventando sempre più distante e cupo. La dipendenza da sostanze divenne una costante nella sua vita, e nel 1988 fu arrestato per possesso di stupefacenti. Trovò impiego come carrellista in un'azienda di pallet, vivendo in un trailer isolato. Nonostante il degrado circostante e il consumo di droghe, Metheny manteneva una facciata di normalità, descritto dai colleghi come intelligente e gentile.

Un trailer isolato, simile a quello in cui viveva Metheny

L'Escalation Criminale: Omicidi e Aggressioni

Il 22 febbraio 1994 segnò l'inizio della carriera omicida di Joe Metheny con l'assassinio di Toni Lynn Ingrassia, una donna di 28 anni tossicodipendente. Il suo corpo fu ritrovato con segni di aggressione sessuale, pugnalate e strangolamento. Nell'estate dello stesso anno, Metheny colpì ancora, uccidendo Cathy Ann Magaziner, conosciuta come Cathy.

Le circostanze della morte di Cathy sono avvolte nell'ambiguità. Metheny affermò che il rapporto fu consensuale, ma la sua reticenza sui dettagli sollevò sospetti. Il corpo di Cathy fu seppellito in una fossa poco profonda nel bosco adiacente al sito della fabbrica dove Metheny lavorava.

Nel 1995, Metheny visse per un periodo a "Tent City", un insediamento di senzatetto. Qui fu processato per aver presumibilmente ucciso due senzatetto, Randall Brewer e Randy Piker, con un'ascia. In quel contesto, emerse la figura di Larry Amos, condannato per aver rubato l'arma del delitto e aver ucciso un altro senzatetto. I corpi di Brewer e Piker furono scoperti lo stesso giorno dell'omicidio di Amos.

Nel novembre 1996, Metheny uccise Kimberly Lynn Spicer pugnalandola ripetutamente. Pochi giorni dopo, l'8 dicembre, rapì Rita Kemper, tentando di violentarla. Nonostante la resistenza di Rita, che identificò il suo aggressore, Metheny non fu arrestato immediatamente. Fu solo grazie alla soffiata di un collega che la polizia avviò le indagini, portando al suo arresto il 15 dicembre 1996, con il ritrovamento del corpo di Spicer.

Il Processo e la Condanna

Dopo l'arresto, Joe Metheny iniziò a rilasciare confessioni incessanti, contraddittorie e raccapriccianti. Le sue dichiarazioni sui numeri delle vittime e sui dettagli dei crimini variavano costantemente. Le perizie psichiatriche diagnosticarono in Metheny un Disturbo Antisociale di Personalità, caratterizzato da disprezzo per i diritti altrui, mancanza di empatia, comportamento manipolatorio e assenza di rimorso, con tratti di narcisismo marcato e tendenze sadiche.

Nel 1997, Metheny fu processato per l'aggressione a Rita Kemper e condannato a 50 anni di carcere per rapimento e tentata violenza sessuale, venendo assolto dall'accusa di tentato omicidio. Nell'agosto 1998, si dichiarò colpevole per l'omicidio e la rapina di Catherine Magaziner, con i pubblici ministeri che chiesero la pena di morte. Ricevette una condanna a morte, che fu poi annullata nel 2001 dalla Corte Suprema del Maryland per vizi procedurali.

La condanna per l'omicidio di Kimberly Spicer fu ridotta all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionata. Durante i processi, Metheny mostrò un totale disprezzo per le sue vittime, affermando: "Le parole 'mi dispiace' non usciranno mai dalla mia bocca, perché sarebbero una bugia" e "L’unico mio rimpianto è non essere riuscito a uccidere le due persone che stavo davvero cercando."

GLI HAMBURGER DI JOE METHENY

Gli Ultimi Anni e l'Eredità di Metheny

Joe Metheny trascorse i suoi ultimi anni detenuto presso il Western Correctional Institution, nel Maryland. Soffrì di gravi problemi di salute legati all'obesità, tra cui diabete, malattie cardiache, apnea notturna e disturbi articolari. Il 5 agosto 2017, all'età di 62 anni, fu trovato morto nella sua cella, accasciato a terra da una guardia carceraria.

Il caso di Joe Metheny rimane uno dei più inquietanti nel panorama del true crime americano. Le sue presunte confessioni di cannibalismo continuano a suscitare dibattito e orrore, sebbene prive di prove concrete. Ciò che rimane incontestabile sono gli uomini e le donne realmente uccisi, le vite spezzate e le famiglie devastate dalle sue azioni.

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