Cesare Manzo: Una Vita Dedicata all'Arte Contemporanea a Pescara e Oltre
La storia di Cesare Manzo è intrinsecamente legata alla città di Pescara e al vibrante mondo dell'arte contemporanea. La sua carriera, lunga quasi mezzo secolo, ha visto la nascita e lo sviluppo di spazi espositivi innovativi e l'introduzione di artisti di fama internazionale nel panorama artistico abruzzese e italiano.
L'Inizio: La Galleria Cesare Manzo a Pescara
Nel 1966, Pescara vide l'apertura della Galleria Cesare Manzo in via Galilei 24. Questo spazio divenne rapidamente un fulcro di creatività, un luogo d'incontro per giovani artisti emergenti e maestri affermati, un terreno fertile per sogni e progetti ambiziosi. Luigi Franchi, in arte Zino, descriveva la galleria come "un’esplosiva fucina di idee e confronti tutta tesa nella continua opera di sfornare le più strabilianti bizzarie del linguaggio artistico contemporaneo". In quegli anni, Manzo, pur muovendosi ancora "nelle retrovie", contribuiva alla realizzazione di installazioni e allestimenti, sentendosi un "viaggiatore in continuo cammino per i sentieri più innovativi dell’espressione artistica".
Nonostante le difficoltà economiche, aggravate da debiti contratti per mantenere in vita l'attività e dalla mancata ricerca di soci o finanziatori, Cesare Manzo non rinunciò mai al suo spirito audace e sognatore. Questo piglio gli permise di portare a Pescara numerosi personaggi di spicco del mondo dell'arte.

Espansione e Visione: Milano, Roma e Fuori Uso
La storia di Cesare Manzo non si limitò a Pescara. Tra il 1980 e il 1985, aprì una galleria a Milano, e dal 2007 al 2011 fu presente a Roma, nello spazio di vicolo del Governo Vecchio. Tuttavia, una delle sue avventure più entusiasmanti e innovative fu la nascita di Fuori Uso a Pescara nel 1990.
Fuori Uso: Un Progetto Pioniere nel Recupero di Spazi Abbandonati
Fuori Uso fu un evento pioniere in Italia, uno dei primi esperimenti di recupero creativo di spazi abbandonati: ex fabbriche, scuole, mercati e alberghi divennero teatri di esposizioni d'arte contemporanea. Questa manifestazione, nata dalla collaborazione con il curatore Giacinto Di Pietrantonio e un team di supporto, si propose di ridare vita a luoghi dimenticati, trasformandoli in centri nevralgici di produzione culturale.
La prima edizione si svolse nel 1990, e nel corso degli anni, Fuori Uso ospitò artisti di fama mondiale e giovani talenti emergenti, molti dei quali sarebbero poi esplosi nel mainstream artistico. L'ultima edizione si tenne nel 2016, dopo quattro anni di assenza, con la partecipazione di circa 80 artisti internazionali.

Le Edizioni di Fuori Uso: Un Percorso Innovativo
Nel corso degli anni, Fuori Uso ha toccato numerosi luoghi significativi di Pescara e dintorni:
- 1993: Ex Gaslini ("La Fabbrica"), viale Pindaro.
- 1995: Aurum, un'edizione che registrò 50.000 visitatori, definita l'evento d'arte contemporanea più importante in Italia insieme alla Biennale di Venezia.
- 1997: Stazione FEA.
- 2002 e 2004: Ex Ferrotel, nei pressi della stazione centrale.
- Edizione successiva: Ex COFA, con il titolo "Altered States".
- 2011: Ex colonia Stella Maris, con la curatela di Achille Bonito Oliva.
- 2016: Ex tribunale in piazza Emilio Alessandrini.
Tra gli artisti che hanno partecipato a Fuori Uso si annoverano nomi come Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Richard Long, Maurizio Cattelan e Vanessa Beecroft, oltre a curatori del calibro di Achille Bonito Oliva, Mario Codognato e Nicolas Bourriaud.
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Un Personaggio Controversi e Amato: Le Vicende Legali
La figura di Cesare Manzo è stata anche al centro di vicende giudiziarie. Nel 2011, fu condannato a 2 anni e 2 mesi per aver riprodotto, contraffatto e posto in vendita opere denominate "Frattali" del noto artista Michelangelo Pistoletto. Secondo l'accusa, Manzo avrebbe autenticato e venduto circa un centinaio di queste opere, che furono sequestrate tra il 2011 e il 2016 in diverse regioni italiane. Pistoletto stesso denunciò di aver ricevuto richieste di autenticazione per oltre 300 Frattali, con la conseguenza che le opere originali avevano perso valore.
Nonostante queste controversie, Cesare Manzo è stato ricordato da molti come un "anti-intellettuale, un praticone che il rapporto con l’arte l’aveva sviluppato sul campo, per passione", ma anche come un "visionario, con sogni ambiziosi". La sua capacità di creare eventi artistici di grande rilievo in una città culturalmente "sonnacchiosa" lo ha reso una figura indimenticabile.
L'Eredità di Cesare Manzo
Cesare Manzo si è spento a Spoltore, all'età di 72 anni, dopo una lunga malattia. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto nel panorama artistico, ma la sua eredità vive attraverso le opere che ha promosso, gli artisti che ha lanciato e il progetto innovativo di Fuori Uso, che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell'arte contemporanea italiana. La sua capacità di vedere oltre, di trasformare spazi dismessi in luoghi di espressione artistica e di portare nomi di primo piano a Pescara, lo consacra come una figura fondamentale per la cultura della città e non solo.


