Agnese Zuppa: Un Viaggio tra Circo, Cucina e Passione
Cesare e Attilina, due ex trapezisti ormai in pensione, un tempo compagni di vita e di palcoscenico, vengono chiamati per esibirsi in una “serata d’onore” e ricevere l’ambito premio di tutti i circensi: il trapezio d’oro. Non si vedono da oltre trent’anni, dal giorno in cui il destino li ha divisi per sempre (per sempre… fino ad oggi!). Viaggiando a ritroso nel tempo attraverso l’escamotage dei flashback, le due “lucciole del circo”, come venivano chiamati nel momento del loro massimo splendore, si raccontano al pubblico accarezzando tutti i capitoli più significativi della loro relazione: dal primo incontro da bambini, allo sbocciare del loro amore fanciullesco, fino all’apice del loro percorso artistico in età adulta, che - “coup de théatre” - coincide esattamente con il loro distacco. Ma cosa riserverà davvero questo premio?

In pista, però, non vedremo avvicendarsi soltanto i due protagonisti, ma tanti altri personaggi che gravitano dentro e fuori lo chapiteau (Dimitri, il lanciatore di coltelli, Fortuna la veggente, Betta la domatrice di leoni, Mariuccio bello bello, il clown), in una commedia musicale tragicomica che si fa metafora di un’arte, come quella circense, che, oggi più che mai, ci appare come un “tramonto straordinario” (chi non ama contemplare i tramonti?) per narrare la linea sottile che intercorre fra il cielo e la terra, il palco e la quotidianità, fra la realtà e la fantasia. Un inno allo spettacolo dal vivo e a tutti gli artisti del circo che, proprio come i teatranti, scrivono sull’acqua e nel cuore del pubblico.
In un momento storico come quello che stiamo vivendo, caratterizzato da sempre più rapidi cambiamenti causati dalle inarrestabili evoluzioni tecnologiche e in cui, anche nel campo artistico, si respira il timore della sostituzione dell’umano da parte dell’Intelligenza Artificiale, dell’uomo da parte di una macchina perfetta, qual è il compito del teatro e dei suoi attori, spesso e volentieri, così imperfetti? La nostra personalissima risposta è che, oggi più che mai, si avverta la necessità di salvaguardare almeno una forma di intelligenza imprescindibilmente umana e della quale vorremmo continuare a poter disporre, ovvero “l’intelligenza sentimentale”, dato che, quando si parla di emozioni, non c’è surrogato tecnologico che tenga.
Un Viaggio Gastronomico nella Capitale
Il testo esplora anche il panorama culinario romano, offrendo uno spaccato di ristoranti e tradizioni. Tra questi, spicca il ristorante Virginiae, una delle trattorie romane più amate, situata nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Chiostro del Bramante e da Piazza Navona. Il locale propone i grandi classici della cucina romana, preparati secondo tradizione, utilizzando solo materie prime di alta qualità.
Le Eccellenze della Cucina Romana
Tra le specialità offerte si trovano la Carbonara, la Cacio e Pepe, l’Amatriciana, la Gricia, la Lasagna, le Fettuccine al ragù, gli Gnocchi, i Ravioli, le Pappardelle al sugo di coda, le Polpette al sugo, il Pollo alla romana, l’Ossobuco ai porcini, la Trippa alla romana, l’Abbacchio, la Coda alla vaccinara, i Saltimbocca, oltre a carciofi e puntarelle di stagione, e dolci fatti in casa come il Tiramisù.
Un altro locale menzionato è Er Faciolaro, una trattoria a conduzione familiare che incarna l’essenza della cucina romana. Originariamente un panificio, serviva una sostanziosa zuppa di fagioli ai lavoratori locali, ispirando il suo nome e il suo impegno per i sapori autentici. Il menu propone piatti classici romani, tra cui la Gricia e gli Spaghetti al sugo con polpette di manzo.
VICO, “la pizzeria più bella del mondo”, si distingue per le sue pizze, considerate un vero capolavoro di maestria napoletana in chiave contemporanea. Dalle farine ai prodotti di alta qualità, dagli impasti perfetti alle diverse cotture, fino ai topping, tutto parla di eccellenza. La Margherita Vico è una delle creazioni da non perdere.
Il Barroccio, storica osteria di Roma, offre un'esperienza coinvolgente con piatti tradizionali tramandati da generazioni. Tra le proposte, la Cacio e Pepe al Tartufo, gli Spaghetti alla Carbonara e i Rigatoni Pancetta e Pecorino.
Est Artigiani del Gusto, situata a pochi metri da Piazza Navona, è un caffè-ristorante ideale per diverse occasioni, dalla colazione al pranzo o cena. Offre piatti classici della cucina italiana e una fantastica pasticceria.
GNOCCO - OSTERIA ALLA SCROFA, nata nel cuore di Roma, è un'osteria contemporanea che celebra la tradizione romana con piatti intramontabili e convivialità.
Zi Rosetta, anch'essa nel cuore di Roma, celebra la tradizione romana con piatti autentici, vini selezionati e cocktail in un'atmosfera unica.

Chiara Pannozzo: Un Percorso Culinario
Il testo dedica ampio spazio a Chiara Pannozzo, classe 1994, originaria di Terracina. Nonostante un iniziale disinteresse per la scuola, a 16 anni lascia casa per dedicarsi alla cucina, con una predilezione per la pasticceria. La sua formazione include esperienze significative da Cracco, Al Mercato con Eugenio Roncoroni e Beniamino Nespor, e a Firenze con Entiana Osmenzeza. Questi percorsi hanno affinato il suo stile, arricchito anche da una vasta lettura di libri dedicati alla cucina.
Attualmente, Chiara è capo-cucina al Bue Nero, un locale caratterizzato da un'atmosfera vivace e una cucina a vista dove spiccano volti femminili. La sua cucina è descritta come un "ordinato massimalismo", dove ogni piatto è una somma ponderata di ingredienti che alternano consistenze e temperature, freschezze e piccantezze. I piatti non sono da bistrot o trattoria, ma frutto di numerosi passaggi, pur rimanendo leggibili e capaci di spaziare tra epoche e continenti, un insegnamento derivato dall'esperienza al Mercato delle origini.
Ogni piatto del menu è spiegato in doppia voce: una sintetica in neretto con il trittico degli ingredienti principali e una spiegazione più corposa con gli altri elementi e dettagli tecnici delle preparazioni. Questo approccio rivela un desiderio di condivisione di dettagli spesso taciuti.

Oretta Bongarzoni e il Legame tra Letteratura e Cucina
La figura di Oretta Bongarzoni emerge come autrice di "Pranzi d’autore. La storia di come nasce Pranzi d’autore". Il libro, originariamente concepito come un saggio su mistiche e sante del '600 o un manuale di ricette letterarie, si è poi concretizzato come una raccolta di ricette scovate tra le pagine di grandi classici della letteratura. I passaggi dei libri sono un punto di partenza, ma è Oretta a elaborare le ricette, regalandole al lettore insieme a curiosità e annotazioni.
Il libro è stato ripubblicato grazie a Davide Orecchio, figlio di Oretta e autore di "Mio padre la rivoluzione". La nuova edizione, curata da Minimum Fax, ha visto la collaborazione di Patrizio Marini, art director, e di un'illustratrice. L'obiettivo delle illustrazioni era restituire la sensazione dei personaggi che idealmente stavano mangiando quel piatto, rispettando la contestualizzazione del libro con un tocco di creatività e licenza poetica.
Le ricette di Oretta sono definite "alla Artusi", brevi e senza entrare nello specifico del processo, richiedendo un'interpretazione personale. L'illustratrice ha avuto modo di confrontarsi con la suocera moldava per i piatti della tradizione sovietica e ha dovuto rifare la copertina, inizialmente concepita con un'idea diversa.

La Mappa Interattiva delle Ricette dei Santi
Viene presentata la rubrica “Alla mensa coi Santi”, proposta da Simona, Monica e Miria, che ogni mese dedica un mini menù di 3 portate ai Santi, esplorando ricette italiane e straniere. È stata creata una mappa interattiva dedicata a queste ricette, permettendo di trovare luogo di provenienza del piatto, foto, link diretto alla ricetta e Santo a cui è dedicata.
Tra le ricette proposte nei vari mesi figurano:
- Gennaio: Tortelli dolci di Sant’Agnese, Polenta di castagne con salsicce, Polpette di Sant’Antonio.
- Febbraio: Polpette di San Biagio, Cannacce di Santa Apollonia, Cubeletti o Gobeletti.
- Marzo: Ciceri e tria, Frittelle di San Giuseppe, Polpette di tonno di San Giuseppe.
- Aprile: Pan de Mej, Polpettone con l’uovo, Risi e bisi.
- Maggio: Canestrello di Vaje, Baccalà alla ceraiola, Ciambelline salate di San Michele.
- Giugno: Tortelli di erbette, Torta di riso salata, Torta di Sant’Antonio.
- Luglio: Sarchiapone di Atrani, Pizze fritte per Sant’Anna, Baicoli per Sant’Ignazio di Layola.
- Agosto: Corona di San Bartolomeo, Melanzane ripiene alla ligure, Saltimbocca alla San Rocco.
- Settembre: Biscotti di San Gennaro, Peperonata di Padre Pio, Spaghetti alla Gennaro.
- Ottobre: Mostaccioli di San Francesco, Torcolo di castagne, Pane di San Francesco.
- Novembre: Oca con la verza per San Martino, Oss de mort, Pan caciato per San Martino.
- Dicembre: Rostin negàa, Muffolette, Biscotti ambrosiani.
- Gennaio 2021: Polpette di San Paolo Apostolo, Panini di Sant’Antonio, Lakror albanese per San Basilio Magno.
- Febbraio 2021: Navettes di Marsiglia, Torta di Sant’ Antonino Abate, Torta mantovana di San Biagio.
- Marzo 2021: Minestra di San Giuseppe, Friscieu genovesi, Anelli di Santa Cunegonda.
- Aprile 2021: Toad in the hole, Pasta frolla di strettissimo magro, Torta di erbe amare di Santa Caterina.
- Maggio 2021: Zuppa di San Prisco, Anello di San Cataldo, Polpettone uova e cacio per San Filippo Neri.
- Giugno 2021: Jāņu siers, Bolo de fubà, Spaghetti alla San Giuannin.
- Luglio 2021: Serpentone alle mandorle, Torta di Santiago, Sfincione palermitano per Santa Rosalia.
- Agosto 2021: Fanouropita, Budino di Santa Chiara, Gattò di Santa Chiara.
- Settembre 2021: Bannock di San Michele, Dolce di San Michele, Ragù per Santo Frate Pio.
- Ottobre 2021: Torcolo di San Fortunato, Pane di crusca alla certosina, Pane di San Petronio.
- Novembre 2021: Pane dei morti messicano, Pitte di San Martino, Pan co Santi senese.
- Dicembre 2021: Pastarelle di San Nicolò, Buccellato, Lussekatter svedesi per Santa Lucia.
- Gennaio 2022: Torcolo di San Costanzo, Pane di San Gaudenzio, Remojòn de San Antòn.
- Febbraio 2022: Brioche de Saint-Genix aux pralines roses, Taralli di San Biagio, Mucenici rumeni per i 40 Martiri di Sebaste.
- Marzo 2022: Irish soda bread, Mucenici rumeni per i 40 Martiri di Sebaste, Torcolo di San Giuseppe.
- Aprile 2022: Torta coi becchi al cioccolato, Ricciarelli, Polpette di San Marco “Polpette e cappucce”.
- Maggio 2022: Kardinalschnitte, Rosette di Santa Rita, Riso e latte per l’Ascensione.
- Giugno 2022: Pan dolce di Cannobio, Amarettoni di Sant’ Antonio da Padova.
La Storia e la Tradizione della Focaccia di Recco
La Focaccia di Recco col formaggio I.G.P. viene presentata come un simbolo della gastronomia di Recco. Originariamente proposta solo in occasione della celebrazione del 2 novembre, è diventata un prodotto apprezzato tutto l'anno grazie all'intuizione di panificatori e ristoratori. La sua fama ha attratto anche personaggi come Guglielmo Marconi e compagnie teatrali. Nonostante le distruzioni subite durante la Seconda guerra mondiale, Recco si è aggrappata al suo prodotto simbolo, che negli anni '50 ha iniziato a essere conosciuto anche fuori dai confini liguri.
Il territorio d'origine è strettamente connesso alla qualità e unicità del prodotto. Oltre a Recco, i comuni previsti dal Disciplinare di Produzione sono Camogli, Sori e Avegno, dove è possibile gustare la vera Focaccia di Recco col formaggio I.G.P.
Gnocchi, Taralli e Altre Delizie della Cucina Italiana
Il testo menziona la preparazione degli gnocchi, un piatto che evoca ricordi d'infanzia. In Campania, gli gnocchi vengono serviti di domenica, conditi con sugo al basilico e mozzarella, e se gratinati al forno prendono il nome di gnocchi alla sorrentina.
La Pigna di Tarallo è presentata come un dolce simbolo della Pasqua in Campania, tipico della città di Caserta e della sua provincia. La sua preparazione richiede grande manualità ed esperienza per ottenere un impasto senza grumi e soffice. Il nome "tarallo" è legato alla consistenza rustica, simile a quella dei taralli pugliesi. La Pigna è solitamente ricoperta da una glassa bianca, ma alcuni la preferiscono senza per ammirare le "fresature", aperture che ricordano le crepe sui fianchi di un vulcano.
Viene citata la "lagana" di Apicio, descritta come un insieme di sfoglie sottili di pasta farcite con carne.
Le pettole casertane sono un altro piatto tipico le cui origini sono legate alle tradizioni contadine. Il piatto "Pettl'e fasul", composto da pettole (pasta fresca a base di farina e acqua) e fagioli, era un momento di sollievo per i contadini dopo una lunga giornata di lavoro.
Si fa riferimento ai Krapfen, bombolotti fritti e cosparsi di zucchero portati dagli austriaci.
Viene menzionato un parente del poeta Guido, autore di un'opera dedicata alla cucina napoletana, con ricette come la parmigiana di melanzane, la pizza fritta, i vermicelli con le vongole e la minestra maritata.
Si parla della frittella di riso, diffusa in Toscana e Umbria, e della raviola in Emilia Romagna, simile al bignè romano di San Giuseppe.
Il testo accenna anche al concetto di "quanto basta", definito da Oretta Bongarzoni come "un modo impreciso di fornire le dosi" ma anche "un punto di incontro e di equilibro fra l’azzardo e il limite". Questo concetto si applica sia in cucina che in altri ambiti professionali, come quello di art director.

La Video Ricetta della Focaccia col Formaggio di Recco
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