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Traina ai Calamari: Tecniche, Attrezzature e Consigli per la Pesca Sotto Costa

La pesca alla traina dei calamari è una tecnica affascinante e gratificante, particolarmente apprezzata dagli appassionati durante i mesi più freddi, ma che offre opportunità anche in estate. Sebbene l'inverno sia considerato la stagione più proficua per la pesca del calamaro, grazie alla loro vicinanza alla costa e alla minore profondità delle acque, anche d'estate è possibile insidiare questi cefalopodi, che diventano un'esca ricercata per la pesca di specie come dentici e ricciole.

Trovare i calamari d'estate può presentare delle sfide, poiché tendono a spostarsi in acque più profonde, diventano meno attivi e si aggregano in gruppi meno numerosi. La pesca in queste condizioni richiede abilità nell'avvistamento, spesso a profondità superiori ai 50 metri, e la capacità di posizionare gli artificiali con precisione vicino ai bersagli individuati.

L'Habitat Ideale per i Calamari

L'habitat gioca un ruolo fondamentale nella ricerca dei calamari. Essi prediligono zone con un fondale "misto", caratterizzato dalla presenza di rocce e sabbia, o dove il fondo transita da sabbia a ghiaia. Queste aree sono solitamente ricche di vita marina, con piccole alghe e coralli, e soprattutto dove si concentrano i pesci foraggio di fondo e mezzofondo, che costituiscono la loro preda principale.

I calamari preferiscono un fondale che degrada dolcemente, evitando sia fondali piatti che zone con grandi scogli o gradini, dove sono più vulnerabili all'attacco dei predatori. L'identificazione di queste zone è facilitata dalle carte nautiche, ma l'utilizzo di mappe PBG (Personal Bathymetric Generator), generate direttamente dallo strumento di bordo combinando dati di posizione e profondità, può offrire una definizione ancora maggiore delle aree interessanti.

Condizioni Meteo, Ora e Maree

D'estate, quando i calamari sono meno numerosi, è importante prestare attenzione alle condizioni meteorologiche e alle maree. I cefalopodi tendono ad essere più attivi durante l'arrivo di perturbazioni o con cielo coperto. Tuttavia, l'ora del giorno rimane un fattore cruciale: come in inverno, i momenti di maggiore attività sono l'alba e il tramonto, sebbene possano essere presenti anche in altri momenti della giornata. La pesca nelle prime ore del mattino aumenta significativamente le possibilità di successo.

Le maree influenzano l'attività dei calamari, che spesso sono più attivi durante i cambi di marea e i flussi di corrente. È utile tenere un diario di pesca registrando giorno, ora e condizioni di marea per analizzare i momenti migliori per la cattura. Questo dato, tuttavia, può variare notevolmente a seconda della zona e delle correnti locali.

L'Ecoscandaglio nella Pesca ai Calamari

L'ecoscandaglio è uno strumento essenziale per la pesca ai calamari, soprattutto d'estate. Sebbene i pescatori con grande esperienza dei propri luoghi di pesca possano avere successo anche "alla cieca", l'individuazione visiva dei cefalopodi sullo schermo è generalmente necessaria. Nei display multifunzione, come quelli Furuno NavNet TZtouch, le impostazioni manuali dell'ecoscandaglio sono le più efficaci per individuare i calamari.

Per ottenere una chiara visualizzazione, è consigliabile regolare il GAIN e il CLUTTER per ottenere una colonna d'acqua pulita vicino al fondo, nei primi 10-15 metri, al fine di mostrare chiaramente anche i target più deboli. L'attivazione dello SHIFT aiuta a concentrare la visualizzazione dell'ecoscandaglio in questa zona cruciale.

È fondamentale prestare attenzione ai segnali più deboli, solitamente rappresentati da colori azzurri e gialli. I calamari, infatti, non possiedono una vescica natatoria, il che comporta una riflessione ridotta del segnale ultrasonico e, di conseguenza, non vengono visualizzati con colori intensi come arancio o rosso.

Schema di impostazioni dell'ecoscandaglio per l'individuazione dei calamari

Sonde, CHIRP e Monotono

Le profondità maggiori raggiunte in estate rispetto all'inverno rendono più impegnativo il lavoro del sistema sonda/ecoscandaglio. La potenza del trasduttore è un fattore importante: mentre un trasduttore da 600W (come P66 o B45) può essere sufficiente entro i 30 metri, oltre i 50 metri diventa preferibile utilizzare trasduttori più potenti come il B260 o B250.

Le sonde CHIRP offrono prestazioni superiori: un trasduttore B150M può individuare calamari fino a 60-70 metri, mentre modelli come B265LH o B175M sono ancora più performanti. I calamari mostrano una migliore visibilità a frequenze intermedie, intorno ai 100-110 kHz. Pertanto, una sonda Medium CHIRP è spesso preferibile.

L'ampiezza del cono della sonda, largo o stretto, è un altro elemento da considerare. Un cono largo permette di visualizzare un'area più ampia sotto la barca, mentre un cono stretto offre maggiore dettaglio. A profondità maggiori, l'ampiezza del cono può estendersi per diversi metri.

Il "Mark" dei Calamari sull'Ecoscandaglio

A differenza dei pesci, il calamaro non forma un arco ("mark a banana") sullo schermo dell'ecoscandaglio, ma piuttosto un segno verticale o posizionato in modo impreciso ("mark a barretta"). La presenza di altri pesci può rendere più difficile la loro identificazione.

Un metodo efficace per imparare a riconoscerli consiste nel catturare un calamaro, mantenerlo vivo e calarlo sotto la barca con una canna e un piombo, per osservare direttamente sullo strumento come viene visualizzato. Questo permette di associare il segno sullo schermo alla presenza reale del cefalopode.

Esempio di

Attrezzatura per la Traina ai Calamari

La traina ai calamari richiede un'attrezzatura specifica, che si tratti di pesca estiva o invernale. L'organizzazione è fondamentale per il successo.

Barca e Velocità di Traina

È necessaria una barca in grado di navigare a bassa velocità, idealmente tra i due e i tre nodi. La velocità di traina consigliata varia solitamente tra 1.8 e 2.3 nodi, ma può essere anche inferiore, da 0.7 a 1 nodo, a seconda delle condizioni e della profondità.

Canna e Mulinello

Per la traina costiera, sono consigliate canne leggere, lunghe circa due o tre metri, con un'azione che non danneggi i tentacoli dei calamari in fuga. La potenza ideale è tra i 40 e gli 80 grammi. I pescatori più esperti possono utilizzare fino a quattro canne contemporaneamente, variando le piombature per raggiungere diverse profondità.

Per quanto riguarda il mulinello, sia a bobina fissa che rotante possono essere utilizzati. La scelta dipende dalle preferenze personali e dalla necessità di gestire grandi metraggi di filo o recuperare prede con maggiore velocità. L'importante è che il mulinello sia robusto e in grado di sostenere l'affondatore e il recupero del calamaro.

Lenza e Montatura

La preparazione della lenza è un rituale studiato. Si utilizzano solitamente due o tre lenze, con diversi tipi di artificiali disposti a distanze regolari per insidiare il cefalopode a varie altezze. Per far raggiungere agli artificiali le profondità desiderate (8-10 metri fino a 20-25 metri), è necessario l'uso di un affondatore.

Tradizionalmente si utilizzano piombi da 100, 200 o 500 grammi. Tuttavia, un piombo pesante può rendere difficile avvertire l'abboccata del calamaro. Per ovviare a questo problema, si ricorre a affondatori idrodinamici. Questi accessori, grazie alla loro forma, risalgono a galla quando il peso dietro di loro aumenta (come nel caso di un'abboccata), segnalando al pescatore il momento del recupero.

La montatura completa prevede la lenza madre dal mulinello, collegata all'affondatore idrodinamico (posizionato a circa 25-30 metri dalla poppa). Subito dopo l'affondatore, si trova un pre-terminale lungo circa 10 metri, terminante con una girella. Da questa girella parte il terminale vero e proprio, dotato di agganci distanti circa 2 metri l'uno dall'altro, per ospitare più artificiali.

Schema di montatura per la traina ai calamari con affondatore idrodinamico

Artificiali e Terminali

Il segreto di questa pesca risiede spesso negli artificiali. La qualità del movimento e del nuoto delle esche artificiali fa la differenza, soprattutto quando i calamari sono meno attivi. Le colorazioni da provare sono molteplici, con una predilezione per quelle naturali (viola, blu, nero) e fluo (giallo, rosa, arancio), a seconda delle condizioni e della zona. È buona norma non utilizzare artificiali di misure e modelli diversi contemporaneamente nella stessa montatura per evitare ingarbugliamenti.

Per quanto riguarda i terminali, soprattutto nelle prime uscite, è consigliabile utilizzare montature semplici, evitando quelle con troppi artificiali. Si predilige il fluorocarbon per i terminali, grazie alla sua resistenza all'umidità, morbidezza, resistenza alla trazione e migliore tenuta ai nodi rispetto al nylon. Lo spessore ideale del terminale è tra 0.30 e 0.35 mm, con una lunghezza tra i 3.5 e i 4 metri.

Per la pesca notturna, può essere utile applicare uno starlight sulla cima delle canne per rendere più evidenti le abboccate.

Tecnica di Pesca

Prima di iniziare l'azione di pesca, è cruciale individuare fondali liberi da incagli e verificare la profondità dell'acqua. Tentare alla cieca su fondali bassi e complessi può comportare il rischio di incagli.

Una volta in zona, si calano le lenze. Al tramonto, i calamari tendono a trovarsi a profondità maggiori, mentre durante la notte si spostano verso quote minori e la superficie. Si inizia calando le lenze a circa metà o poco più della profondità del fondale, con il sistema pescante più profondo, mentre la lenza più a galla si posiziona a due o tre metri dalla superficie. Attraverso le catture, si potrà adattare la profondità e il peso dei piombi.

Quando un calamaro attacca l'esca, la canna segnalerà il movimento con una curvatura evidente. Il recupero deve essere effettuato in modo costante, utilizzando il mulinello e sfruttando l'azione della canna per controllare la situazione. È importante non avere fretta nel tirare su la preda per evitare che si slammi.

L'Importanza dell'Elettronica di Bordo

I progressi nell'elettronica di bordo hanno reso più semplice l'individuazione dei calamari, anche a profondità maggiori. Strumenti come i Display Multifunzione Furuno NavNet TZtouch3, abbinati a sonde adatte e sfruttando la tecnologia CHIRP, fanno una reale differenza nella pesca moderna.

L'utilizzo di ecoscandagli di qualità, in grado di leggere bene il fondale, e di mappe marine dettagliate è di grande aiuto per individuare le zone di pesca interessanti. La capacità di generare mappe batimetriche personalizzate (PBG) offre un ulteriore livello di dettaglio per l'identificazione degli habitat preferiti dai calamari.

Pesca ai calamari con la "tecnica pendino", in Liguria.

tags: #traina #calamari #sotto #costa

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