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Scampia: Significato di un Viaggio tra Musica e Realtà

Franco Ricciardi, figura di spicco della musica napoletana, ha recentemente celebrato un importante traguardo professionale con la conquista del suo secondo David di Donatello nel 2024, aggiungendo questo prestigioso riconoscimento a quello ottenuto nel 2014 per la canzone ‘A verità. Il premio per la Miglior canzone originale gli è stato assegnato per il brano Bang Bang, un duetto emozionante con Serena Rossi, frutto della collaborazione con Nelson, Pivio e Aldo De Scalzi, e parte integrante della colonna sonora del film Ammore e Malavita.

La vita e la carriera di Ricciardi sono intrinsecamente legate al territorio in cui è nato e cresciuto. Nato a Miano, quartiere della periferia nord di Napoli, nel 1966, la sua infanzia è stata segnata dalla prossimità e dalla vista della complessa realtà di Scampia, un'area che ha visto trasformarsi sotto i suoi occhi, Vele incluse. Nonostante attualmente risieda a Caserta, il legame con Scampia rimane profondo, alimentato dalla presenza quotidiana della madre, residente nel quartiere.

Le Radici a Miano e la Sanità

Miano, descritto come un paese con proprie ritualità, ha plasmato le prime esperienze di Ricciardi. La sua casa natale si trovava in una palazzina che in seguito avrebbe ispirato il titolo di un suo album del 1993, Il ragazzo di via Marche. La sua formazione giovanile è avvenuta tra Miano e il rione Sanità, dove trascorreva parte del tempo con la nonna. Questi spostamenti, iniziati all'età di otto o nove anni, rappresentavano un rito affettivo, un "andare a trovare la zia in paese", un'espressione che per lui significava raggiungere Napoli, una città che amava profondamente per la sua atmosfera vibrante e la sua numerosa e unita famiglia d'origine.

La Trasformazione del Quartiere e le Prime Esperienze Musicali

Fin da ragazzo, Ricciardi ha assistito al mutamento del quartiere, un passaggio dal "paese" alla cementificazione, un processo vissuto in modo quasi istintivo, senza una piena consapevolezza critica in giovane età. Ha notato l'arrivo di nuove popolazioni, provenienti da contesti difficili e dai quartieri più popolari di Napoli, spesso in condizioni di precarietà e prive di un adeguato supporto sociale una volta insediate. Suo padre, venditore ambulante di palloni all'Edenlandia, lo portava spesso con sé la domenica, offrendo uno spaccato di un ambiente caotico e vivace, fatto di giostre, musica e canzoni. È proprio in questo contesto che Ricciardi ha mosso i suoi primi passi artistici, partecipando a un concerto di "voci nuove".

Vista panoramica delle Vele di Scampia con lo sfondo della città di Napoli.

Il Supporto Familiare e la Passione per la Musica

Il percorso artistico di Franco Ricciardi è stato caratterizzato da un dualismo nel supporto familiare. Se da un lato la madre lo ha sempre incoraggiato esplicitamente, dall'altro il padre, pur con un approccio ironico e tipico della "vecchia scuola", non ha mai fatto mancare la sua presenza. Il suo amore per la musica lo distingueva dai coetanei, portandolo a frequentare assiduamente locali come il Kiss Kiss a Cappella Cangiani e, in precedenza, La Quinta Dimensione a Secondigliano, dove si recava fin da tredicenne.

L'Impatto del Terremoto e la Scena Culturale degli Anni '80

Un evento traumatico che ha segnato la sua giovinezza è stato il terremoto. Durante una serata in un locale, non si rese conto della gravità dell'evento fino a quando, uscendo, non vide il panico generale. La sua curiosità infantile lo portò a chiedere spiegazioni, scoprendo con stupore la portata del sisma. Negli anni della sua adolescenza, Ricciardi era attratto da una molteplicità di forme di intrattenimento: dalle discoteche alla sceneggiata napoletana, con artisti del calibro di Merola, Mario e Sal Da Vinci, Pino Mauro. La presenza di cinema, discoteche e teatri all'epoca offriva un panorama culturale ricco, contrastante con l'odierna predominanza di multisale e centri commerciali.

I Primi Passi nel Mondo Discografico e la Formazione Musicale

A dodici o tredici anni, Ricciardi ebbe un'esperienza a Milano, collaborando con "I ragazzi della via Gluk" del gruppo di Celentano, incidendo un brano intitolato ‘A sora mia. Sebbene fosse un'esperienza significativa, il suo desiderio di tornare a casa prevalse. Nel frattempo, intraprese studi musicali seri, seguendo lezioni per cinque anni dal maestro Gennaro Esposito a San Giovanni a Teduccio. Questi studi richiedevano spostamenti autonomi, affrontati con entusiasmo, dimostrando fin da bambino una dedizione costante alla musica, che si manifestava in ogni occasione, dalla scuola alle cerimonie familiari.

Foto d'epoca di Franco Ricciardi da giovane, con un'espressione artistica.

La Maturità Artistica e il Successo degli Anni '90

La metà degli anni Novanta segnò una svolta nella sua carriera con l'uscita dell'album Primo Lato A nel 1994, contenente brani come Prumesse e Treno, che riscossero un notevole successo. Nonostante la crescente popolarità, Ricciardi mantenne un carattere misurato e un forte legame con i suoi amici d'infanzia, trovando divertente osservare la "follia" che circondava la figura della star. Ricorda i concerti in cui il pubblico, in particolare le teenager, sveniva per l'emozione, un fenomeno che diventava un indicatore del successo di una serata. L'idea di dover essere accompagnato da bodyguard lo imbarazzava, ma allo stesso tempo si trovava a gestire situazioni in cui erano i ragazzi del quartiere a prendersi cura della sua sicurezza e dei suoi spostamenti.

Nel 1995 tenne un concerto al Palapartenope, un evento che consolidò la sua presenza scenica. La sua carriera è sempre stata legata all'idea del concerto, un formato che si stava affermando nella musica napoletana a partire dal suo primo album nel 1987, distinguendosi dalle tradizionali esibizioni nelle feste di piazza o private. Ricciardi introdusse un approccio più pop e rock, mantenendo un look personale e riconoscibile - jeans strappati, maglietta casual, orecchino - che all'epoca suscitava ancora qualche perplessità, soprattutto in contrasto con la musica che proponeva. La sua presenza alle cerimonie, dove si discostava dall'abbigliamento convenzionale, lo rendeva una figura quasi "rivoluzionaria".

L'Evoluzione Musicale e la Collaborazione con i 99 Posse

La sua versatilità e la tendenza a sperimentare sono state elementi chiave della sua evoluzione. Un momento di svolta significativo fu la collaborazione con i 99 Posse nel brano Cuore Nero. Questo passaggio, che lo vide transitare da brani come Male e Mia cugina a un sound più impegnato e politicamente carico, spiazzò parte del pubblico. Il ritornello "Simme tutt’ africani nuje napulitane" suscitò reazioni diverse, con alcuni che interpretavano l'affermazione in modo letterale e critico. Nonostante questo, Ricciardi ha sempre percepito una parte della società "bene" guardare con scetticismo o stupore alle sue innovazioni musicali.

Franco Ricciardi Live | Concerto completo Stadio Maradona Napoli | 10 giugno 2023

La Canzone "167" e i Trent'anni di Carriera

Nel 1997, Ricciardi incise la canzone 167, scritta da Lanzetta. Solo in seguito si rese conto del profondo messaggio sociale contenuto nel brano, un inno per una parte della città spesso inascoltata. La frase "Maradona nun po’ turna’", inserita nel ritornello, assumeva un significato simbolico di incoraggiamento a guardare avanti e a costruire il futuro. Nel 2016, Ricciardi ha celebrato trent'anni di carriera, una data legata all'uscita del suo primo disco, memorizzata dai fan grazie a un verso di una sua canzone.

Per celebrare questo traguardo, ha lavorato a un progetto simile a Figli e figliastri, riarrangiando brani storici con sonorità contemporanee e collaborando con artisti come Rocco Hunt e Clementino. La rilettura di brani come Prumesse, in particolare nella versione con il rap di Enzo Dong, ha modificato non solo la musica ma anche il senso della "promessa" originale, evidenziando come l'arte e la musica siano intrinsecamente legate all'interpretazione e all'evoluzione nel tempo.

Identità Artistica e la "Musica Popolare Napoletana"

La sua costante ricerca di nuove direzioni musicali ha reso difficile etichettarlo, portando a comprendere che la sua vera identità risiede proprio in questa fluidità. Nonostante i cambiamenti, non ha mai rinnegato il suo passato musicale, emozionandosi nel riproporre i suoi brani storici. A differenza di altri colleghi della "musica popolare napoletana", che a volte si sono sentiti intrappolati in definizioni limitanti, Ricciardi ha saputo navigare le correnti della scena musicale, riconoscendo il talento di artisti come Gragnaniello, Avitabile e delle nuove generazioni, apprezzando voci come quella di Anthony e, in generale, le artiste femminili spesso trascurate.

La Fondazione di Cuore Nero Project e l'Autoproduzione

Nel 2009, Ricciardi ha compiuto un passo coraggioso fondando la sua etichetta discografica, Cuore Nero Project. Questa scelta, seppur rischiosa, è stata motivata dalla necessità di perseguire la propria ricerca artistica, contrastando la tendenza dell'industria discografica a proporre album omogenei e poco innovativi. L'autoproduzione gli ha permesso di mantenere un controllo creativo maggiore e di diventare un punto di riferimento per chi desidera un approccio alla musica svincolato dalle logiche di mercato.

Il Legame con Scampia e le Nuove Generazioni

Il quartiere di Scampia, con la sua complessità e le sue contraddizioni, continua a essere una fonte di ispirazione. Daniele Sanzone, voce della rock band 'A67 e autore del romanzo giallo "Madre Dolore. La prima inchiesta del commissario Del Gaudio", sceglie di ambientare la sua opera a Scampia, offrendo uno sguardo inedito e sfaccettato del quartiere, lontano dagli stereotipi del "bene" o del "male". Sanzone, cresciuto in una zona difficile, ha superato la sua iniziale diffidenza verso le forze dell'ordine, entrando in contatto con poliziotti reali che hanno lavorato a Scampia durante periodi difficili.

Vincenzo Capuano, pizzaiolo di terza generazione, anch'egli originario di Scampia, incarna il successo ottenuto attraverso sacrificio e dedizione. Dopo aver appreso le tecniche tradizionali dal nonno e dal padre, ha affinato la sua arte, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali e collaborando alla startup di pizzerie in tutto il mondo. Il suo ritorno a Napoli dopo esperienze all'estero sottolinea il forte legame con le sue radici e la sua terra. La sua visione di una pizzeria propria, nata da un sogno e alimentata dalla passione familiare, è un esempio di come le origini possano essere una forza propulsiva.

Anche Luchè, rapper nato nel quartiere Marianella di Napoli, ai confini con Scampia, ha intrapreso un percorso musicale significativo. Iniziando con i Co'Sang, ha poi sviluppato una carriera solista di successo, esplorando generi e collaborando con artisti di spicco. La sua musica, spesso intrisa di tematiche legate alla realtà urbana, riflette le esperienze e le sfide del suo contesto di provenienza.

Mappa del quartiere Scampia a Napoli.

Il Significato di "Scampia Andata e Ritorno"

Il concetto di "Scampia andata e ritorno" si manifesta in diverse sfaccettature: è il viaggio di ritorno di chi, pur essendo partito, mantiene un legame indissolubile con il proprio territorio; è il percorso artistico di chi, attraverso la musica e la letteratura, esplora e racconta la complessità di questo quartiere; è la storia di successo di chi, partito da Scampia, raggiunge traguardi significativi nel mondo, portando con sé le proprie origini. È un viaggio che attraversa la realtà, la memoria, la creatività, evidenziando come Scampia, al di là delle sue problematiche, sia un luogo di storie, resilienza e potenziale.

tags: #scampia #andata #e #ritorno

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