Caffè d'Orzo: Una Bevanda Tradizionale Italiana
Il caffè d'orzo, conosciuto in inglese come "coffee of barley" e talvolta abbreviato semplicemente in "Orzo", è una bevanda calda tipica italiana. La sua preparazione può avvenire in maniera tradizionale, utilizzando macchine per il caffè espresso o caffettiere, oppure attraverso la diluizione nell'acqua bollente di un estratto in granuli o polvere, noto come orzo solubile, che è composto da una miscela di cereali.
Sia per le macchine da caffè espresso che per la moka, sono disponibili monoporzioni di caffè d'orzo confezionate in filtri di tessuto fibroso. Esiste inoltre una speciale caffettiera dedicata esclusivamente a questa bevanda. Va notato che il caffè d'orzo ottenuto dalle macchine da caffè tradizionali può risultare piuttosto slavato e di aspetto poco invitante; al contrario, l'utilizzo di macchine automatiche o caffettiere specifiche permette di ottenere una gradevole schiuma superficiale anche per il caffè d'orzo.
In Italia, il caffè d'orzo è facilmente reperibile in qualsiasi attività commerciale, come bar e ristoranti, e nei distributori automatici di bevande calde.

Caratteristiche Nutrizionali
Valutare il grado di estrazione delle molecole dalla polvere all'acqua è complesso, pertanto ci concentreremo sulla composizione nutrizionale della bevanda ottenuta con l'orzo solubile. Il caffè d'orzo è una bevanda analcolica che generalmente non fornisce una quantità significativa di energia. Per preparare una tazza di caffè d'orzo, è sufficiente diluire 10-15g di polvere solubile in 200-250ml di acqua, ottenendo un liquido con circa 20 kcal per 100ml.
Composizione nutrizionale per 100g di Caffè d'Orzo Solubile (in Polvere)
| Composizione Chimica | Valore per 100g (Parte edibile 100%) |
|---|---|
| Acqua | 4,9g |
| Proteine | 5,5g |
| Lipidi totali | 2,7g |
| Acidi grassi saturi | 0,63g |
| Acidi grassi monoinsaturi | 0,37g |
| Acidi grassi polinsaturi | 1,73g |
| Carboidrati disponibili | 80,9g |
| Amido | 78,9g |
| Zuccheri solubili | 2,0g |
| Fibra totale | 0,1g |
| Energia | 349,7kcal |
| Sodio | 73,0mg |
| Potassio | 1840,0mg |
| Ferro | 4,6mg |
| Calcio | 52,0mg |
| Fosforo | 580,0mg |
| Magnesio | - mg |
| Zinco | 0,5mg |
| Niacina (Vitamina B3) | 16,9mg |
| Vitamina E | 0,3mg |
Le calorie della bevanda sono fornite principalmente dai carboidrati complessi, mentre proteine e lipidi sono poco rilevanti. Le fibre sono presenti in minima parte e il colesterolo è assente. Tra le vitamine, l'apporto degno di nota è quello della niacina; per quanto riguarda i sali minerali, si evidenziano discrete concentrazioni di potassio e fosforo.
Il caffè d'orzo è considerato una bevanda innocua in quanto privo di caffeina. Tuttavia, è importante ricordare che qualsiasi alimento tostato contiene una dose di acrilamide, un catabolita che può essere tossico per l'organismo. La pericolosità è proporzionale alla dose: una tazza di caffè d'orzo al giorno non dovrebbe creare problemi.
Il caffè d'orzo si adatta a quasi tutti i regimi alimentari, con l'eccezione di quello per la celiachia, poiché l'orzo contiene glutine. Per il resto, la bevanda non crea complicazioni in caso di sovrappeso, malattie del metabolismo, intolleranza al lattosio, vegetarianismo, veganismo o diete religiose.
Cenni Storici e Diffusione
Durante la seconda guerra mondiale e nel periodo successivo, il caffè d'orzo e il caffè di cicoria divennero bevande molto popolari in Europa, fungendo da succedanei del caffè, all'epoca costoso e difficile da reperire.
Nei paesi europei che hanno vissuto un lungo dopoguerra, come la Spagna, il caffè d'orzo ha assunto un'immagine negativa di surrogato economico, simbolo di povertà. Questo ha portato a una drastica riduzione dei produttori nel corso degli anni.
In Italia, invece, il caffè d'orzo è rimasto una bevanda molto popolare, con decine di aziende attive nella sua produzione. All'estero, grazie alla sua reputazione di "bevanda salutare" (spesso associata erroneamente a proprietà salutistiche intrinseche piuttosto che alla semplice assenza di caffeina), la sua diffusione è in costante aumento, specialmente in Germania.
In America Latina è diffusa una varietà chiamata "Cafe de cebada", che, pur essendo letteralmente caffè d'orzo, assomiglia più a un tè che a un caffè.

Caffè d'Orzo vs. Decaffeinato: Un Confronto
Esiste una scelta frequente tra il caffè d'orzo e il caffè decaffeinato per coloro che desiderano evitare la caffeina. Entrambe le bevande sono preferite da chi non può o non vuole assumere sostanze eccitanti.
Il Caffè d'Orzo
Nell'accezione comune, il caffè d'orzo è una bevanda preparata con la moka, utilizzando questo cereale polverizzato. Si ottiene una bevanda di colore scuro e sapore amaro, che può presentare una gradevole schiuma se preparata con caffettiere specifiche. Sebbene somigli al caffè, non ha nulla in comune in termini di aroma e sapore. Il caffè d'orzo, come lo conosciamo oggi, è un'eredità dei tempi di guerra, quando era utilizzato come sostituto del caffè tradizionale per ragioni di costo e reperibilità. Con il tempo, si è affermato come sostituto "povero", ma conserva proprietà apprezzate da molti, sostenendo un buon mercato anche in termini imprenditoriali in Italia.
Essendo completamente privo di caffeina, il caffè d'orzo è adatto a bambini, cardiopatici, persone con ipertensione, ansiose, donne in gravidanza o allattamento e chi ha difficoltà ad addormentarsi. È anche una bevanda dietetica: una tazza da 220 ml apporta solo 20 calorie, è privo di colesterolo e contiene fibre in minima parte. Contiene vitamine e minerali come fosforo e potassio, benefici per le sinapsi e la memoria, oltre a niacina (vitamina PP o B3), utile per abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi.
Tuttavia, contiene acrilamide, una sostanza potenzialmente tossica e precursore di alcune forme tumorali, che si sviluppa ad alte temperature durante la tostatura. La sua pericolosità è proporzionale alla quantità assunta; una tazza al giorno è considerata innocua.
Il caffè d'orzo è sconsigliabile per i celiaci a causa della presenza di glutine. Il suo sapore amaro e la mancanza di un aroma penetrante lo rendono un sostituto del caffè tradizionale, ma senza grandi pretese. Viene solitamente consumato dolcificato.
Il Caffè Decaffeinato
Il caffè decaffeinato permette di godere del sapore del caffè senza la caffeina. Contrariamente a una leggenda metropolitana, la lavorazione del decaffeinato incide solo sull'estrazione della caffeina, preservando aroma e sapore. Tuttavia, l'estrazione non è mai totale, rimanendo una piccola percentuale di caffeina (circa 0,1%) che potrebbe essere rilevante per chi deve evitarla completamente.
L'estrazione della caffeina avviene solitamente con acqua e anidride carbonica, ma è bene informarsi poiché alcuni processi utilizzano solventi chimici che possono alterare la qualità e potenzialmente nuocere alla salute. La tostatura può influenzare i residui di caffeina, quindi è importante consultare l'etichetta.
Contrariamente a quanto si pensava, il caffè decaffeinato, come quello tradizionale, non aumenta il colesterolo; anzi, studi indicano che può contribuire ad abbassarlo e a mantenere in salute le arterie, se consumato con moderazione.
Chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo dovrebbe evitare qualsiasi tipo di caffè, incluso il decaffeinato, poiché può irritare la mucosa. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato i chicchi tostati come potenzialmente nocivi per la salute, ma le quantità normalmente assunte di decaffeinato sono considerate innocue.
Una proprietà benefica del decaffeinato è la ricchezza di antiossidanti, superiore a quella del caffè tradizionale, contribuendo a un effetto anti-invecchiamento e alla prevenzione di malattie legate all'età.
Come si ottiene il caffè decaffeinato? L'estrazione della caffeina con CO₂ supercritica
Le Ordinazioni di Caffè in Italia: Una Babele di Opzioni
Un'indagine Nielsen sui consumi di caffè in Italia rivela che ogni italiano consuma in media più di una tazzina di espresso al giorno, con l'80% che non rinuncia a questo rito. Il consumo medio è di 1,5 tazzine al giorno, per un totale di 6 chilogrammi pro capite all'anno.
I modi in cui gli italiani ordinano il caffè al bar sono numerosi e in continua evoluzione. L'ordine più comune è "un caffè", che indica un caffè normale, a cui poi si possono aggiungere latte, o variazioni di volume. Molto frequenti sono anche il caffè macchiato (caldo o freddo) e, più recentemente, il caffè marocchino (caffè schiumato con aggiunta di cacao) e il caffè decaffeinato.
Chi desidera evitare la caffeina può chiedere un caffè d'orzo, specificando la dimensione della tazza desiderata (piccola o grande). Le ordinazioni variano per volume in tazza e quantità di espresso servito.
Un tempo, le opzioni al bancone erano più limitate: caffè (normale, lungo, corretto), macchiato (caldo o freddo) e cappuccino. Successivamente, si sono diffuse varianti con diverse schiume, temperature e aggiunte (cacao, cannella).
Il Mistero del Caffè d'Orzo in Tazza Grande
L'introduzione del caffè d'orzo in tazza grande ha rappresentato un punto di svolta, trasformando un surrogato "povero" nato in tempo di guerra in una scelta intrigante. Tuttavia, rimane un interrogativo: perché la tazza grande? Spesso, la quantità di caffè d'orzo servito non supera quella di un caffè lungo, rendendo la scelta della tazza grande apparentemente superflua. Questo fenomeno riflette la tendenza italiana a creare molteplici varianti per una bevanda amata, trasformando un semplice ordine in una vera e propria "babele" di opzioni, come la definiscono alcuni critici gastronomici.

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