Sale di Corna di Cervo: Utilizzi e Significato Culturale
Il sale di corna di cervo, identificato con la sigla E503, è un agente lievitante prodotto artificialmente. Trova la sua applicazione principale nella preparazione di prodotti da forno sottili e secchi, come biscotti e gallette, conferendo loro una consistenza unica.
In alcune ricette, l'Hjorthornssalt, altro nome con cui è conosciuto il sale di corna di cervo, può sostituire il bicarbonato o il lievito, utilizzandone la medesima quantità indicata nella ricetta. Per preservarne le proprietà, il sale di corna di cervo deve essere conservato in un luogo asciutto e buio.

Classici Biscotti Svedesi alla Vaniglia (Sogni con Sale di Cervo)
Questi biscotti leggeri, croccanti e burrosi sono un classico amato in tutta la Svezia. L'utilizzo del sale di corno di cervo (noto anche come ammoniaca da forno) è fondamentale per ottenere la loro caratteristica croccantezza ariosa, una consistenza che il lievito in polvere non riesce a replicare.
Ingredienti (per circa 30 biscotti):
- 100 g di burro non salato, a temperatura ambiente
- 90 g di zucchero semolato (circa 1 dl)
- 1 cucchiaio di zucchero vanigliato o 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
- 1 cucchiaino di sale di Santa Maria Antler (ammoniaca da forno)
- 150 g di farina 00 (circa 2½ dl)
Istruzioni:
- Preriscaldare il forno a 150°C (300°F) e rivestire una teglia con carta da forno.
- In una ciotola, montare il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
- Aggiungere la vaniglia.
- In una ciotola separata, mescolare il sale Hjorthorn con la farina, quindi aggiungere gradualmente la farina al composto di burro.
- Arrotolare l'impasto formando piccole palline (circa della dimensione di una noce) e disporle sulla teglia, distanziandole tra loro.
- Cuocere in forno per 15-20 minuti. I biscotti devono rimanere chiari, ma essere cotti e leggermente dorati nella parte inferiore.
- Lasciare raffreddare sulla teglia.
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L'Uomo Cervo: Antico Rito Carnevalesco Molisano
Il significato primordiale del Carnevale, espressione ancestrale del legame tra l'uomo e la natura, si manifesta in particolari rituali che rendono unici gli eventi carnevaleschi in Molise. Antropologia, folklore, ruralità e il simbolismo legato alla rinascita della natura sono parte integrante del significato del rito dell'Uomo Cervo, uno dei più importanti e identitari della regione.
Il rito dell'Uomo Cervo ha origini antichissime ed è un rito pagano che segna il passaggio dalla fine dell'inverno all'inizio della primavera. L'uomo cervo muore nel male per rinascere buono e tornare tra le sue montagne, fungendo da buon auspicio per la rinascita e la fertilità della natura.
Secondo gli studi riportati da Massimiliano Palmesano nel suo libro “L’Uomo Cervo. Pantomima, rito e mito”, l'Uomo Cervo nasceva come culto pagano ispirato alla natura, identificato non esattamente con un cervo, ma con una generica "bestia".

La Pantomima di "Gl’ Cierv"
I personaggi principali della pantomima di “Gl’ Cierv” sono il cervo, la cerva, Martino e il cacciatore. La rappresentazione, che si svolge in una piazza pittoresca incorniciata dai monti Marrone e Castelnuovo, coinvolge molti abitanti del paese.
La scena inizia con una danza tra il "maone" (lo stregone) e le "janare" (streghe), che richiamano il cervo dalla montagna. L'arrivo della cerva placa inizialmente l'ira del cervo, portando a una danza d'amore che si trasforma poi in collera furibonda. L'intervento di Martino, figura del bene, frena la rabbia. Con l'aiuto del popolo, pastori e zampognari, i due cervi vengono legati e stremati a terra.
Una popolana, vestita con abiti tradizionali, offre loro cibo (verdura, mais), ma gli animali rifiutano. Infine, viene offerta loro la polenta. Tuttavia, l'unico modo per placare il furore del cervo è l'intervento del cacciatore, che possiede il dono del soffio della vita. Il cacciatore spara ai due cervi, soffiando loro nelle orecchie affinché possano rinascere buoni. Questo rappresenta la morte e la rinascita, la fine dell'inverno e l'annuncio della primavera.
Prima di allontanarsi, i Cervi lanciano grano addosso alla gente, e l'oste continua a gettare grano sui presenti. La cultura rurale è alla base di questo rito, che rivela anche un legame con la Transumanza, testimoniato dalla presenza di pastori e zampognari.
Eduardo Vessella sottolinea l'importanza di vivere il rituale dell'Uomo Cervo per poterne cogliere appieno il significato e immergersi nella vicenda. La serata prevede la partecipazione di altre maschere antropologiche e zoomorfe provenienti da diverse regioni d'Italia e dall'Europa, accomunate dal rito e dalla tradizione.
Eventi Correlati: Carnevale delle Maschere Zoomorfe
Dal 23 al 26 febbraio 2023, Isernia ospiterà il Carnevale delle Maschere Zoomorfe, un grande evento che trasformerà la città nella capitale del Carnevale d'Europa. L'evento culminerà il 25 febbraio con una sfilata di oltre 250 figuranti che rappresenteranno i principali riti carnevaleschi europei, incluso l'Uomo Cervo.
Mauro Gioielli, direttore artistico del Carnevale delle Maschere Zoomorfe, evidenzia come in Molise e in numerose aree geografiche d'Europa sopravvivano feste e rituali con protagoniste maschere dell'uomo-fauno, legati al periodo di carnevale o a riti di passaggio stagionale.
Programma degli Eventi a Isernia:
- Isernia, auditorium Unità d’Italia (ore 11): Apertura Punto informativo.
- Isernia (ore 16.30): Grande Corteo in Maschera con la sfilata di gruppi italiani e stranieri partecipanti alla rassegna e la contestuale rappresentazione dei rispettivi riti carnevaleschi.

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