Storia dei centri abitati di Biella e dintorni
La storia dei centri abitati che oggi compongono il comune di Biella e le sue immediate vicinanze è un racconto complesso che affonda le radici nei secoli. L'analisi delle prime attestazioni scritte e delle principali tappe storiche ci permette di ricostruire l'evoluzione di queste comunità.
Le Origini di Biella
Biella: Bugella
La prima attestazione scritta della località, nella forma Bugella, risale all'826, come si evince da un diploma di Ludovico il Pio e Lotario. Tra il IX e il XII secolo, i documenti riportano alternativamente le forme "Bugella" e "Buiella", mentre a partire dal XIII secolo si afferma definitivamente la forma "Bugella".
Le ipotesi sull'origine etimologica del nome sono molteplici e talvolta fantasiose:
- "Bruticella", legata a un presunto passaggio di Decimo Bruto.
- "Biulla", che significherebbe "betulla", per la diffusa presenza di questo albero nella zona.
- Una radice indoeuropea "bhag, bag", indicante il faggio.
- "Biel", dal nome di una divinità celtica legata alla vegetazione.
- Una teoria tradizionale, basata sulla contrapposizione con Vercelli, suggerisce che "Biella" derivi da "Bu-cella", ovvero "città di sopra", in contrasto con "Ver-cellae", "città di sotto".
a. Piazzo: Plaç
Oggi quartiere e borgo storico di Biella, il Piazzo è attestato per la prima volta in un documento del 12 aprile 1160. In quell'occasione, il vescovo di Vercelli Uguccione investì gli uomini di Biella di alcuni banni di sua pertinenza, inclusi quelli situati "de monte uno qui nominatur Plaç". Era richiesto a chi vi si fosse stabilito di fortificarlo e di prestare fedeltà come vassalli.
b. Piano: Plano
Il toponimo Piano, che ancora oggi indica la parte bassa di Biella, nasce qualche decennio dopo la fondazione del nucleo abitato del Piazzo. Fu creato in contrapposizione a quest'ultimo per indicare la zona dell'insediamento originario. La prima attestazione risale al 1194 ("in Plano"). Nel 1227, il vescovo Ugo di Sessa confermò al capitolo di S. Stefano la giurisdizione sulle chiese situate nel borgo di Biella, sia in piano che nel Piazzo. I termini "castellum" e "castrum" continuarono ad essere utilizzati per indicare l'insediamento anche dopo la nascita del Piazzo.

I Centri Abitati Storici
2. Vernato: Vernatum
Autonomo comune fino al 1421 e oggi quartiere di Biella, Vernato è attestato per la prima volta in un atto di vendita dell'8 ottobre 996. Nell'XI secolo, la località figura, insieme a Chiavazza, tra le pertinenze di Biella, con la presenza di un "castrum vetus" (antico castello). Nel 1230, una controversia definì i confini tra le giurisdizioni ecclesiastiche di Biella e Vernato. La comunità di Vernato si autogestì come comune almeno dal 1255, ma la vicinanza con Biella ne limitava l'autonomia. Nelle fonti del XIV secolo, il comune comprendeva anche la comunità di Ghiara.
Un intreccio di giurisdizioni tra Vernato e il confinante comune di Pollone emerge in merito alla regione Cangio. Nel XIII e XIV secolo, le zone di Vandorno e Barazzetto rientravano nel territorio di Vernato. Nel 1379, Vernato fece atto di sottomissione ai Savoia, seguendo l'esempio di Biella.
3. Ghiara: Glaria
Insieme a Vernato, Ghiara costituì un comune autonomo fino al 1421. Oggi il toponimo indica una delle coste che collegano Piano e Piazzo ("costa delle Ghiare"). La comunità di Ghiara, associata a Vernato, si reggeva a comune nel XIV secolo. Nelle fonti medievali, l'identità insediativa di Ghiara rispetto a Vernato non è sempre chiaramente distinta. Mentre gli statuti di Vernato includono sempre entrambi i toponimi, quelli di Biella omettono Ghiara, citandola solo in riferimento alle coste del Piazzo. Nel 1421, Ghiara divenne parte del comune di Biella.
4. Cossila: Cisidola, Coscile, Cuosila
Le frazioni di Cossila S. Giovanni e Cossila S. Grato, situate lungo la valle Oropa, costituirono un comune autonomo dal 1694 al 1940. Le prime attestazioni potrebbero trovarsi nei diplomi imperiali tra il X e l'XI secolo, con il toponimo "montem Cisidola". La località è citata nelle redazioni degli statuti cittadini con diverse forme. Nella zona si trovavano pascoli e boschi comuni, e da qui partiva l'acquedotto fatto costruire dal vescovo Uguccione per rifornire il Piazzo. Tra il 1444 e il 1488 venne costruita la cappella di S. Grato. Nel 1649 subì un saccheggio da parte delle truppe spagnole. Divenne comune autonomo nel 1694, per poi essere riaggregato a Biella in epoca napoleonica e tornare comune nel 1814. Nel 1940 fu definitivamente accorpato a Biella.

La Valle Oropa
La valle del torrente Oropa, dove si trovano Cossila e Favaro, compare per la prima volta nel 1207 (valle Orepe) per localizzare due cappelle. In questa vallata si concentravano la maggior parte dei pascoli e dei boschi ad uso collettivo del comune di Biella. Dal punto di vista ecclesiastico, l'intera valle rientrava nella giurisdizione della parrocchia di S. Stefano fino alla nascita della parrocchia di S. Grato (circa 1574). Dal punto di vista amministrativo, il territorio era considerato una propaggine dei quartieri del Piazzo.
5. Cavallo: Cavallum
Attualmente cantone di Cossila S. Giovanni, Cavallo si trova lungo la valle d'Oropa. Le prime attestazioni riguardano la presenza di boschi ad uso collettivo. Un articolo degli statuti, probabilmente del primo Trecento, stabilisce norme per la gestione di questi boschi, con eccezioni per i terreni di Cavallo ("sortibus Cavalli, videlicet Cutellarum et Bertoldanorum"). L'attribuzione permanente di frazioni di terreni comuni a certe famiglie potrebbe essere stata la premessa per lo sviluppo di un insediamento stabile, come suggerito dalla presenza di cascine a Cavallo negli estimi del primo Quattrocento.
6. Favaro: Favarium
L'attuale frazione a nord di Biella, lungo la valle Oropa, è Favaro. La prima attestazione si trova negli statuti del comune di Biella, dove si stabilisce che uno dei due forestari del comune ispezioni il territorio fino al Favaro. Era una zona di alpeggi, abitata nel XV secolo da pastori provenienti dalla Valsesia. Una visita pastorale del 1773 definisce l'abitato di Favaro una "regione" di Cossila.
7. Chiavazza: Clavatia, Clavagia, Clevaza
Frazione del comune di Biella e comune autonomo fino al 1940, Chiavazza è attestata per la prima volta in un diploma di Ottone III del 999. In un documento successivo viene definita "curtis". Nel 1030 è indicata, insieme a Vernato, tra le pertinenze di Biella. Il centro abitato era diviso in due nuclei, attorno alle chiese di S. Maria e S. Quirico. La prima attestazione della forma di governo comunale risale al 1222. Il 12 dicembre 1379, il comune di Chiavazza fece dedizione ai Savoia. Nel corso dei secoli, il comune fu infeudato a diverse famiglie. Nel 1940, il comune fu soppresso nell'ambito del progetto "Grande Biella" e il suo territorio accorpato in parte a Biella e in parte a Vigliano Biellese.

8. Pavignano: Pavignanum
Oggi frazione a nord-est di Biella, Pavignano è attestato per la prima volta in un atto di vendita del 4 febbraio 1200.
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