Giovanni Venosa e il legame tra il film "Gomorra" e la realtà criminale di Scampia
Il realismo del film Gomorra, diretto da Matteo Garrone e ispirato all'omonimo romanzo di Roberto Saviano, si estende ben oltre lo schermo cinematografico, intrecciandosi con le vite reali dei suoi protagonisti e comprimari, spesso coinvolti in vicende criminali.
Giovanni Venosa: dal set alla cronaca giudiziaria
Una delle figure emblematiche di questo legame è Giovanni Venosa, che nel film interpreta il boss di Pineta Mare, un capozona che condanna a morte due giovani ambiziosi desiderosi di affermarsi nella camorra senza sottostare alla sua autorità. Nella realtà, Venosa è stato più volte arrestato e condannato, tra cui per estorsione. La sua affiliazione ai Casalesi è emersa chiaramente dalle indagini, che lo hanno portato in carcere nel 2008, anno di uscita del film. Successivamente, nel 2012, è stato condannato a 13 anni e 10 mesi di reclusione per diversi episodi di estorsione.
Venosa, nipote del boss Luigi Venosa, uomo di rispetto dei Casalesi, operava nella zona di Castel Volturno, entrando spesso in contrasto con i clan legati a Francesco Bidognetti. La sua spietatezza e spregiudicatezza sono state evidenziate dagli inquirenti, in particolare durante un episodio nel maggio 2008, quando minacciò con una pistola il proprietario di un locale a Castel Volturno, in presenza di oltre cento invitati, per ottenere il pagamento di una tangente. Nonostante la platealità dell'atto, le prove decisive sono state fornite dalle intercettazioni.

Le storie degli altri attori e comparse di "Gomorra"
Il film "Gomorra" ha visto la partecipazione di numerosi attori non professionisti, molti dei quali con un passato o un presente legato al mondo criminale. Questo ha portato a una serie di arresti e condanne che hanno seguito la proiezione del film.
Salvatore Fabbricino: dalla Scampia delle "vele" alle piazze di spaccio
Salvatore Fabbricino, uno dei tanti "guaglioni" di camorra apparsi nelle scene girate all'interno delle "vele" di Scampia, quartiere noto per la faida tra il clan Di Lauro e gli scissionisti, ha visto la sua vita intrecciarsi drammaticamente con la criminalità. La faida ha colpito la sua famiglia, con un fratello ucciso e un altro condannato a 25 anni di carcere. Fabbricino è stato ripreso non solo dalla cinepresa di Garrone, ma anche dai carabinieri che monitoravano le piazze di spaccio del quartiere. Il pentito Antonio Prestieri lo ha riconosciuto come suo "dipendente", portando al suo arresto.
Don Ciro, Totò, Roberto, Pasquale e altri personaggi reali
Anche altri personaggi del film hanno visto le loro storie traslarsi nella cronaca:
- Don Ciro (interpretato da Gianfelice Imparato): nel film, un intermediario timido che distribuisce denaro alle famiglie dei detenuti. Nella realtà, la figura di Don Ciro richiama la complessità dei ruoli all'interno del clan.
- Totò (interpretato da Salvatore Abruzzese): un tredicenne addetto alle consegne che, dopo aver restituito una borsa con droga e armi alla banda, viene iniziato al rito di iniziazione. Salvatore Abruzzese è stato arrestato per droga nel 2021. In precedenza, aveva denunciato di essere stato picchiato e costretto a lasciare casa per un debito di droga.
- Roberto (interpretato da Carmine Paternoster): un laureato coinvolto nella gestione illegale di rifiuti tossici.
- Pasquale (interpretato da Salvatore Cantalupo): un sarto che tenta di competere con la camorra assumendo lavoratori cinesi, ma la sua attività viene scoperta e i lavoratori uccisi.
- Marco (interpretato da Marco Macor) e Ciro (interpretato da Ciro Petrone): due giovani gangster che cercano di gestire un proprio racket, ma vengono uccisi su ordine del boss interpretato da Giovanni Venosa. Marco Macor è stato successivamente arrestato per truffe agli anziani.
- Bernardino Terracciano ("Zi Bernardino" nel film): arrestato nel 2008, è stato condannato all'ergastolo nel 2016 per un duplice omicidio.
Arresti e condanne: la "maledizione" di "Gomorra"
La partecipazione al film "Gomorra" sembra aver segnato un destino giudiziario per molti dei suoi attori, tanto da parlare di una vera e propria "maledizione". Gli arresti hanno riguardato diverse figure, dalla droga all'estorsione, confermando il legame tra la finzione cinematografica e la realtà criminale dei territori rappresentati.
Tra gli arrestati figurano:
- Marcello D'Angelo: comparse nel film, arrestato nel 2012 per estorsione aggravata dal metodo mafioso e ritenuto affiliato ai Casalesi.
- Nicola Battaglia: ruolo minore, arrestato nel 2012 per spaccio.
- Salvatore Russo: interpretava il boss che introduceva i ragazzini nella criminalità organizzata, arrestato nel 2018 in un maxi blitz antidroga.
- Azize Pjamaa: comparso in due scene come spacciatore, arrestato nel 2015.
- Mario Venosa e Amerigo Antonio Sigillo: figlio e genero di Giovanni Venosa, arrestati nel 2018 per spaccio tra Scampia e il Cilento, ma successivamente scarcerati con pene minime.
- Carlo Cuccia: comparsa nella serie, arrestato nel 2021 per essere stato il tramite tra clan e fornitori di droga spagnoli.

Queste vicende evidenziano come il film "Gomorra" non sia stato solo un'opera cinematografica, ma anche uno specchio, seppur distorto, della complessa realtà criminale italiana, con le vite di attori e personaggi che si sono trovate a percorrere sentieri pericolosamente simili.
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