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L'Altoforno: Cuore della Produzione di Ghisa

Il ferro, elemento fondamentale per l'industria moderna, si trova in natura sotto forma di composti chimici all'interno di diversi minerali. Questi minerali, estratti in dimensioni considerevoli, vengono sottoposti a processi di frantumazione in appositi frantoi o mulini per ridurne le dimensioni, preparandoli alle successive lavorazioni. Entrambi questi processi di riduzione dimensionale vengono applicati sul materiale fino a ridurlo quasi in polvere.

L'agglomerazione, ad esempio, viene impiegata su minerali di dimensioni variabili, con un diametro superiore a 0.3 mm, al fine di ottenere un materiale granulare che interagisce efficacemente con i gas all'interno del forno. Il carbone coke, combustibile essenziale per il processo, viene ottenuto dalla distillazione del litantrace, un processo che prevede il riscaldamento a temperature comprese tra 1100 e 1200 °C in assenza di ossigeno. Questa trasformazione avviene all'interno della cokeria, una componente integrante dell'impianto siderurgico.

I fondenti sono sostanze cruciali utilizzate per favorire la reazione tra i componenti della ganga (la parte non metallica del minerale) e la formazione della scoria, migliorando così la qualità della ghisa prodotta. La scoria si presenta come un liquido che, avendo una densità inferiore, galleggia sopra la ghisa fusa, permettendone una facile estrazione attraverso un apposito foro. Analogamente ai minerali, anche i fondenti devono possedere dimensioni adeguate, sottoponendosi quindi a processi di frantumazione e vagliatura.

All'interno dello stabilimento siderurgico, le materie prime vengono stoccate in cumuli, raggruppate in base a criteri di dimensione, qualità, composizione chimica e provenienza. L'altoforno rappresenta il cuore di questo processo, il luogo dove avviene la trasformazione del minerale di ferro in ghisa. Un altoforno, una volta avviato, non viene mai spento e ha una vita operativa che si estende tipicamente per 10-15 anni.

Struttura e Funzionamento dell'Altoforno

L'altoforno è una maestosa struttura cilindrica, alta circa 80 metri e con un diametro di circa 8 metri. Esternamente è costituito da lamiere d'acciaio di grande spessore e internamente è rivestito da un materiale refrattario, capace di resistere alle elevate temperature operative. Per facilitare la dispersione del calore, all'interno delle murature refrattarie vengono inserite piastrelle metalliche raffreddate ad acqua.

Le materie prime - minerale di ferro, coke e fondenti - vengono introdotte dalla parte superiore dell'altoforno, mentre l'aria di combustione viene insufflata dalla parte inferiore. Il processo all'interno dell'altoforno è un ciclo continuo di reazioni chimiche e fisiche che portano alla riduzione degli ossidi di ferro e alla successiva formazione di carburo di ferro, componente principale della ghisa.

La colata della ghisa fusa avviene ogni 2-4 ore. La ghisa percorre una rigola fino a raggiungere i carri siluro, speciali vagoni progettati per il trasporto di metalli fusi, che la trasportano ai mescolatori. Da qui, la ghisa liquida viene inviata alle acciaierie per le successive trasformazioni.

Schema di un altoforno industriale con indicazione delle sue principali sezioni e dei flussi di materia ed energia.

Preparazione delle Materie Prime

Il minerale di ferro, così come estratto dalla miniera, non è idoneo all'alimentazione diretta dell'altoforno. Esso contiene infatti impurità, note come ganga, che ne abbassano la percentuale di ferro utile. Il processo di arricchimento ha lo scopo di rimuovere quanto più possibile la ganga dal minerale. Questo può avvenire attraverso diverse tecniche, tra cui la separazione magnetica, sfruttando le proprietà magnetiche di alcuni minerali di ferro, o la separazione per differenza di massa volumica.

La calcinazione è un'operazione preliminare che consiste nel riscaldamento del minerale senza l'intervento di agenti esterni, allo scopo di dissociare eventuali composti o eliminare elementi nocivi. L'arrostimento, invece, può essere riducente o ossidante, a seconda dell'obiettivo prefissato: rendere il minerale più trattabile nell'altoforno o eliminare completamente o in parte elementi indesiderati.

I minerali in pezzatura fine, derivanti dalla frantumazione o dall'arricchimento, non possono essere caricati direttamente nell'altoforno. Per questi materiali è necessario un processo di agglomerazione o pellettizzazione. L'agglomerazione consiste nel mescolare il minerale fine con polvere di coke e disporlo in forni a griglia riscaldati ad alta temperatura (1000-1300 °C). La pellettizzazione, impiegata per particelle troppo fini per l'agglomerazione, prevede la miscelazione del minerale finissimo con acqua, calce e un agglomerante (come la bentonite) in tamburi rotanti, formando pallottole sferoidali (pellet verdi) che vengono poi essiccate e cotte. Il carbone coke, combustibile e agente riduttore primario, viene ottenuto dalla distillazione del carbone fossile in appositi impianti, le cokerie.

Il Ruolo dei Fondenti e la Formazione della Scoria

I fondenti, tipicamente materiali rocciosi come il calcare o la dolomite, svolgono un ruolo cruciale nell'altoforno. La loro funzione principale è quella di reagire con la ganga presente nel minerale di ferro, formando la scoria. Questa reazione abbassa il punto di fusione della ganga e crea una massa fusa fluida che si separa facilmente dalla ghisa.

La composizione della ganga varia a seconda del minerale, e la scelta del fondente appropriato è fondamentale per ottimizzare la fluidità della scoria e minimizzare il consumo di coke. L'aggiunta di fondenti permette di ottenere una scoria più liquida, facilitando la sua separazione dalla ghisa nel crogiolo dell'altoforno. La scoria prodotta dall'altoforno trova inoltre diverse applicazioni, come nella produzione di cemento, in ghiaia per strade o come materiale coibente (lana di scoria).

Tipi di Ghisa Prodotta

La marcia dell'altoforno, determinata dalla temperatura raggiunta e dalla quantità di coke utilizzata, influenza il tipo di ghisa prodotta. Le ghise grigie o nere da fonderia si ottengono con una marcia calda, mentre le ghise da affinazione, più fosforose e con basso contenuto di silicio, sono prodotte con una marcia fredda e sono destinate ai convertitori Thomas. Le ghise per forni Martin, con medi tenori di manganese e fosforo, derivano da una marcia media.

Le ghise da fonderia vengono colate in canali scavati in un letto di sabbia, formando i cosiddetti "pani di ghisa". La ghisa da affinazione, invece, viene colata in mescolatori e mantenuta allo stato liquido per essere inviata direttamente ai convertitori per la produzione di acciaio.

Evoluzione Tecnologica e Produzione Moderna

L'altoforno ha subito una notevole evoluzione tecnologica nel corso dei secoli. Dai primitivi forni a carbone di legna utilizzati già 600 anni fa, si è passati a imponenti strutture cilindriche in acciaio che raggiungono notevoli dimensioni. L'introduzione del motore a vapore per alimentare i mantici nel XVIII secolo e l'insufflazione di aria calda nel XIX secolo hanno aumentato significativamente l'efficienza del processo. La produzione giornaliera di un moderno altoforno può variare dalle 2.000 alle 8.000 tonnellate di ghisa, e in alcuni casi eccezionali superare i 10.000 tonnellate.

Nei movimenti a terra, i nastri trasportatori hanno ampiamente sostituito altri mezzi di trasporto, coordinando a ciclo continuo tutte le operazioni di manipolazione delle materie prime. I comandi e i controlli sono centralizzati, permettendo un monitoraggio costante del funzionamento dell'impianto.

Produzione della ghisa

La Preparazione del Carbone Coke

Il carbone fossile, così come estratto dalla miniera, è compatto, friabile e ricco di zolfo e materie volatili, rendendolo inadatto all'uso diretto nell'altoforno. Il carbone coke, ottenuto per distillazione del carbone fossile in appositi impianti chiamati cokerie, presenta caratteristiche ideali: elevata resistenza allo schiacciamento e basso contenuto di zolfo. Le cokerie, spesso integrate negli impianti siderurgici, sono costituite da forni con celle rivestite di mattoni refrattari.

La Gestione dei Gas e delle Scorie

L'altoforno produce una grande quantità di gas, circa 5000 m³ per tonnellata di ghisa prodotta. Circa il 15% di questo gas viene utilizzato per gli impianti ausiliari, mentre il restante viene impiegato per il preriscaldamento dell'aria insufflata e per altre utilizzazioni nel processo siderurgico. Prima di essere utilizzato, il gas deve essere depurato dalle polveri di coke e minerale di ferro.

Le torri di Cowper sono strutture cilindriche utilizzate per riscaldare l'aria che viene poi insufflata nell'altoforno, raggiungendo temperature comprese tra 1000 e 1300 °C. Queste torri funzionano in cicli alternati di riscaldamento e raffreddamento, garantendo un flusso continuo di aria calda.

Le scorie, prodotte in quantità significative (0,3-1,3 tonnellate per tonnellata di ghisa), sono costituite da silice, calce, allumina, magnesia, anidride fosforica e ossido di ferro. Oltre all'uso nell'edilizia, le scorie sono anche un sottoprodotto prezioso dell'industria siderurgica.

Dalla Ghisa all'Acciaio: Il Ruolo dei Convertitori

La ghisa prodotta dall'altoforno, pur essendo un materiale fondamentale, presenta un elevato contenuto di carbonio e altre impurità che ne limitano l'uso diretto. Per ottenere l'acciaio, la ghisa viene sottoposta a ulteriori processi di affinazione in appositi convertitori. I convertitori Martin-Siemens, Bessemer, Thomas e Linz-Donawitz (L.D.) sono i principali impianti utilizzati per ridurre la percentuale di carbonio e rimuovere le impurità, trasformando la ghisa in acciaio.

Schema che illustra le diverse fasi della produzione dell'acciaio a partire dalla ghisa.

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