Cozze e Conversano: Storia di un Approdo e di una Comunità
La storia di Cozze, frazione di Mola di Bari, è legata a doppio filo con quella di Conversano, rappresentando per secoli il suo naturale sbocco sul mare. Tuttavia, Cozze custodisce anche un capitolo meno noto ma significativo del XX secolo: l'accoglienza di profughi ebrei sopravvissuti all'Olocausto.
Il Campo Profughi Ebraico a Cozze
Nel 1947, circa 150 profughi ebrei, reduci dagli orrori dei lager nazisti, trovarono rifugio a Cozze. Qui fu allestito un campo profughi che ospitò queste persone per circa tre mesi. La loro permanenza, pur breve, segnò un momento di singolare convivenza tra i pochi abitanti del borgo marinaro e i nuovi arrivati, tra cui figurava un chirurgo israelita. La fuga notturna dei profughi, diretti verso la loro terra d'origine, concluse questa parentesi storica.

Questa parte della storia locale è stata a lungo ignorata dagli storiografi. Solo recentemente, grazie all'iniziativa dell'Anpi e del Comitato civico di Cozze, si è iniziato a celebrare questa ricorrenza. Nel 2023, una manifestazione ha commemorato l'arrivo dei profughi ebrei e ha visto la svelatura di una lapide in loro memoria, nei pressi del porticciolo.
Giuseppe Di Vagno: Un Eroe Locale
Durante la stessa commemorazione, è stata svelata un'altra lapide in memoria di Giuseppe Di Vagno, un giovane parlamentare socialista assassinato dagli squadristi fascisti. Prima del suo omicidio, avvenuto il 25 settembre 1921, i fascisti si riunirono a Villa Cassano, a Cozze, luogo che oggi acquisisce un ulteriore significato storico.
Cozze: Trasformazioni e Memorie
La costa di Cozze, caratterizzata da una scogliera bassa con tratti che portano i segni della cavatura di tufi, è stata per secoli l'accesso al mare per l'abitato collinare di Conversano. L'urbanizzazione di Cozze è avvenuta in gran parte nella seconda metà del XX secolo, con la costruzione di ville che si addensano tra la costa e la vecchia Statale 16 Adriatica. La realizzazione della variante alla SS 16 ha modificato il tracciato della strada, ora distante dal centro abitato.

Oggi, Cozze è conosciuta principalmente come una frequentata meta balneare, sviluppatasi a partire dagli anni '60. La località offre 2 km di costa frastagliata e un fondale sabbioso in alcuni tratti. Nonostante sia più animata d'estate, Cozze conserva attività commerciali e servizi che la rendono vivibile anche durante l'inverno, con bar, pizzerie, un minimarket, un panificio, una farmacia e due piccole chiese.
Luoghi e Ricordi di Cozze
Passeggiando per le vie di Cozze, si incontrano luoghi che evocano storie e ricordi. Il lido "Calarena" segna il confine settentrionale, mentre quello meridionale è rappresentato da "Coco Beach". La zona denominata "Pizze affonne", dove la scogliera ha ceduto all'erosione, era nota per le sue acque più profonde e per i tuffi dei più audaci.
Il vecchio "bar Muccino", un tempo pizzeria e paninoteca, era un punto di ritrovo per i bagnanti. Uno scivolo in legno, un tempo utilizzato dai pescatori per tirare le barche in secca o in mare, conduceva a un antico porticciolo naturale. L'insediamento di scogli e rocce all'ingresso in acqua, insieme a scivoli in legno, facilita l'accesso al mare.
Il "Porto di San Giovanni", un'ampia insenatura scogliosa, era un tempo caratterizzato da un'acqua sorgiva chiamata "Acque de Creste" (Acqua di Cristo), ritenuta curativa. La cementificazione ha purtroppo interrotto questo fenomeno naturale.
I "Monticelli", basse dune di sabbia un tempo ricoperte da canne, sono oggi sostituiti da una serie di villette.

La Vita a Cozze: Tra Presente e Passato
La percezione di calma e tranquillità pervade Cozze, specialmente fuori stagione. Le villette, molte delle quali chiuse e protette da recinti, sembrano attendere il risveglio estivo. Nonostante la scarsa presenza di residenti permanenti, si notano attività che testimoniano la vita della comunità, come il gioco di carte degli anziani o le donne che chiacchierano.
La chiesetta di Sant’Ugo, aperta solo d'estate, e la chiesa della Madonna degli Angeli, patrona di Cozze i cui festeggiamenti avvengono il 2 agosto, sono luoghi di culto e di aggregazione. La Madonna degli Angeli è venerata anche dai leccesi, che giungono a Cozze in pellegrinaggio.
Il racconto di Nico, uno degli abitanti che ha visto la zona cambiare, evidenzia il profondo attaccamento alla località. Le sue parole sottolineano come le modifiche apportate dall'uomo abbiano alterato un paesaggio originariamente più selvatico, con campi coltivati e muretti a secco che separavano le terre dalla spiaggia.
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Nonostante le trasformazioni, Cozze conserva il suo fascino, un luogo dove il tempo sembra a volte essersi fermato, ma dove la memoria storica, legata sia all'accoglienza dei profughi ebrei sia alle vicende locali, continua a vivere.

