Pizza e Diabete: Come Gestire i Picchi Glicemici
Buongiorno a tutti. Sono diabetico e quindi molto attento all'alimentazione. Il nutrizionista mi ha spiegato che durante il pranzo, per esempio, è bene accompagnare una portata a base di carboidrati con un contorno di verdure per tenere a bada la glicemia. E questo lo faccio sempre con buoni risultati. Però mi capita che quando mangio un po' di pizza e poi verdura, la glicemia dopo le due ore dal pranzo è meno di 140. Ma alla terza ora dal pranzo inizia ad essere più alta, alla quarta ora continua a salire per arrivare ad un valore che supera i 200. Non capisco perché continua ad aumentare. Gradirei una spiegazione ed un consiglio. Informo che ho una glicata pari a 6 e che assumo dapagliflozin e metformina.
La pizza, pur non avendo un alto indice glicemico di per sé, presenta un alto carico glicemico. Una pizza normale con condimenti classici può contenere fino a 100 grammi di amido. Di conseguenza, dopo aver mangiato una pizza si avrà un elevato picco di glucosio nel sangue, ma questo picco verrà raggiunto più lentamente rispetto ad altri alimenti.

Comprendere l'Indice Glicemico e il Carico Glicemico
Come sicuramente le avrà spiegato il suo diabetologo e/o il suo Biologo Nutrizionista, è fondamentale non concentrarsi solamente sull'indice glicemico (IG), ma tenere in considerazione soprattutto il carico glicemico (CG). Il carico glicemico è un parametro che tiene conto sia della qualità dei carboidrati (indice glicemico) sia della quantità di carboidrati presente in una porzione di alimento.
La pizza presenta un carico glicemico nettamente maggiore rispetto a un pasto "classico" a base di carboidrati, anche se accompagnato da verdure. Anche quando si mangia la pizza, è cruciale non far mai mancare la presenza di verdure.
Le proteine e il grasso presenti nella mozzarella, l'olio d'oliva, l'eventuale fibra delle verdure (la salsa di pomodoro ne apporta poca) e della farina integrale "smorzano" la velocità di ascesa della glicemia. Tuttavia, questo ha un prezzo: un maggior quantitativo calorico della preparazione. Per ottenere un indice glicemico più basso, spesso si rende necessario aumentare le calorie del pasto.
Perché la Glicemia Continua a Salire Ore Dopo il Pasto?
Il fenomeno che lei descrive, ovvero un aumento della glicemia che si manifesta e prosegue anche diverse ore dopo il pasto a base di pizza, è legato a diversi fattori:
- Ritardo nell'assorbimento dei carboidrati: La pizza combina carboidrati (dall'impasto) con grassi e proteine (dai condimenti e dal formaggio). I grassi e le proteine rallentano significativamente la digestione e l'assorbimento dei carboidrati. Questo meccanismo agisce come un "freno", riducendo la velocità con cui i carboidrati vengono convertiti in glucosio e assorbiti nel sangue. Di conseguenza, la glicemia può apparire stabile subito dopo il pasto, per poi iniziare a salire gradualmente alcune ore più tardi, man mano che i carboidrati vengono infine metabolizzati.
- Composizione del pasto: Sebbene lei accompagni la pizza con verdure (un'ottima strategia per gestire la glicemia), il tipo di carboidrati presenti nella pizza (spesso farine raffinate) può essere assorbito in modo diverso rispetto a carboidrati complessi o ad alto contenuto di fibre.
- Effetti del farmaco: La dapagliflozin, un farmaco che assume, aiuta a ridurre la glicemia aumentando l'escrezione di glucosio attraverso le urine. Questo può influenzare la risposta glicemica complessiva.
STRATEGIE PER LA GLICEMIA E IL DIABETE, PRE CARICO DI PROTEINE E GRASSI
Consigli per Gestire il Consumo di Pizza con il Diabete
Non è necessario bandire completamente la pizza dalla propria dieta per mantenere sotto controllo la glicemia. Con alcune accortezze, è possibile godersi questo alimento amato:
Strategie Alimentari
- Iniziare il pasto con verdure crude: Consigliabile iniziare il pasto con una porzione di verdura cruda, condita solo con un cucchiaino d'olio e limone o aceto. Le fibre contenute nelle verdure aiutano a rallentare l'assorbimento dei carboidrati.
- Controllo delle porzioni: Mangiare una quantità ridotta di pizza è fondamentale. Ordinare una pizza "baby", lasciare una o due fette, o persino evitare il bordo, può ridurre significativamente l'impatto glicemico complessivo.
- Scegliere farine alternative: Quando possibile, optare per una pizza preparata con farine integrali, semi-integrali o non raffinate. Queste farine contengono più fibre e amidi meno raffinati, contribuendo a ridurre l'indice glicemico. Anche la lievitazione con pasta madre può essere un'accortezza utile.
- Prediligere condimenti specifici: Scegliere pizze più semplici, ad esempio con meno mozzarella o condimenti che apportano proteine e grassi buoni, come prosciutto o verdure. Evitare condimenti fritti o eccessivamente grassi.
- Abbinare verdure a piacere: Accompagnare sempre la pizza con una porzione abbondante di verdure di stagione.

Modifiche alla Preparazione
Per chi desidera sperimentare ulteriormente, esistono tecniche che possono ridurre l'impatto glicemico di carboidrati come pasta e riso, applicabili anche al contesto della pizza:
- Pasta o riso freddati e riscaldati: Preparare la pasta o il riso con anticipo, conservarli in frigorifero per almeno una notte e poi riscaldarli prima del consumo. Questo processo favorisce la formazione di amido resistente, che viene assimilato più lentamente dall'organismo, riducendo la risposta glicemica e insulinemica. Questo amido resistente, una volta raggiunto il colon, nutre i batteri benefici, producendo butirrato che ha effetti antinfiammatori e rinforza la barriera intestinale.
Considerazioni Aggiuntive
La sua glicata (HbA1c) pari a 6 è un ottimo risultato e indica un buon controllo della glicemia nel lungo periodo. Il monitoraggio costante della glicemia, soprattutto dopo pasti complessi come la pizza, è essenziale per comprendere come il suo corpo reagisce e per apportare eventuali aggiustamenti alla terapia o alla dieta, sempre in consultazione con il suo medico o nutrizionista.
È importante ricordare che il grasso, presente in abbondanza nella pizza, ritarda l'assorbimento dell'insulina, il che può portare a un rischio di ipoglicemia immediata seguito da un aumento ritardato della glicemia. I pasti a base di carboidrati e grassi sono quindi più complessi da gestire rispetto ad altri.
Se possibile, consultare l'analisi nutrizionale dei piatti, dato che alcune insalate, sorprendentemente, possono contenere più grassi, zuccheri e sale di un classico hamburger.
La pizza non è il nemico, ma semplicemente un'altra sfida nella gestione del diabete. Comprendendo i meccanismi che portano a un aumento tardivo della glicemia, è possibile fare scelte più informate e continuare a gustare questo alimento senza compromettere il controllo della propria salute.
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