Il Porro: Storia, Proprietà e Coltivazione di un Ortaggio Antico
Il porro (Allium porrum) è un ortaggio appartenente alla famiglia delle Liliacee, la stessa di cipolla, aglio ed erba cipollina. Questa famiglia botanica è nota per i suoi componenti dai profumi intensi, come il giglio e il giacinto, o per le sostanze fortemente aromatiche quali il porro stesso, l'aglio e la cipolla. Molte specie di questa famiglia, incluso il porro, l'aglio e la cipolla, possiedono proprietà medicinali.
Il porro è un ortaggio ricco di acqua, superando il 90%, ed è poco calorico, il che lo rende un alimento ideale per diete detossinanti, specialmente durante la stagione fredda. Il suo sapore è simile a quello della cipolla, ma decisamente più delicato.

Origini e Diffusione Storica del Porro
Le origini del porro sono antiche e si ritiene provenga dai territori celtici, dove veniva coltivato già tremila anni fa. Tuttavia, la sua conoscenza e il suo utilizzo si estendevano anche all'antico Egitto, mentre in Europa fu introdotto dai Romani.
Già nell'antichità il porro era apprezzato per le sue virtù. Lo storico latino Plinio ne tesseva le lodi, affermando che il suo consumo, sia in crema d'orzo che crudo, giovasse alla voce e al sonno. Raccontava inoltre aneddoti sull'imperatore Nerone, noto per essere un grande estimatore del porro, tanto da essere soprannominato "porrofago". Nerone, infatti, sembra consumasse porri conditi con olio ogni mese per preservare le sue corde vocali.
Anche Ippocrate, padre della Medicina, ne consigliava il consumo per aumentare la diuresi e la produzione di latte nelle nutrici. Nel XVI secolo, il medico Castore Durante ne elencava le virtù, tra cui la capacità di pulire i polmoni, risolvere il mal di testa, togliere l'ubriachezza e sanare la tosse.
I Romani, nel conquistare nuove terre, diffusero anche i prodotti agro-alimentari che amavano, tra cui il porro. In Galles, il porro ebbe un successo tale da diventare uno dei simboli nazionali, affiancando il narciso. Questo legame è di natura linguistica: in gallese, i nomi delle due piante sono simili.
Nel Medioevo, il porro fu prezioso durante le carestie e continuò ad essere consigliato per le vie respiratorie. Nel XVII secolo, Jacques du Four da la Crespèliere, medico e poeta, gli dedicò un poema per descriverne le virtù.

Proprietà Salutistiche e Benefici del Porro
Il porro è una vera e propria pianta medicamentosa per uso alimentare, le cui proprietà sono confermate anche dalla scienza moderna.
Valori Nutrizionali
Il porro è composto per circa il 90% di acqua e contiene buone quantità di sali minerali, tra cui ferro, magnesio, calcio e potassio. È inoltre una fonte di fibre.
Benefici per la Salute
- Azione depurativa e rimineralizzante: grazie ai sali minerali, aiuta a depurare l'organismo e a reintegrarne i sali persi.
- Effetto lassativo: le fibre presenti nel porro favoriscono il transito intestinale in modo delicato.
- Salute della voce: tradizionalmente utilizzato per migliorare la voce e preservare le corde vocali.
- Regolazione del colesterolo e della pressione sanguigna: contribuisce a mantenere questi parametri nella norma.
- Indicato per diverse patologie: viene impiegato per alleviare i sintomi di dispepsie, anemie, reumatismi, artrite, gotta, infezioni urinarie, emorroidi e piaghe.
- Stabilizzazione della glicemia: rallenta l'assorbimento del glucosio, regolandone la trasformazione in energia.
- Proprietà toniche, antisettiche, carminative, digestive e diuretiche.
- Potenziale afrodisiaco: già gli antichi romani ne riconoscevano questa virtù.
- Benefici per la pelle: aiuta a mantenere la freschezza del viso.
- Supporto al sistema immunitario.
Il consumo equilibrato del porro è ritenuto in grado di provocare l'urina, facilitare le mestruazioni e stimolare Venere. Cotto con le mele, pulisce i polmoni e riduce l'asma. Cotto sotto la cenere, risolve il mal di testa, toglie l'ubriachezza e migliora la voce.

Il Porro in Cucina
Il porro è un ingrediente versatile e raffinato, il cui sapore dolce e meno pungente rispetto alla cipolla lo rende adatto a svariate preparazioni.
Consigli per l'Utilizzo
- Prima dell'uso, è importante eliminare le foglie più esterne e sciacquare accuratamente il porro per rimuovere eventuali residui di terra, soprattutto tra le foglie.
- Per conservare al meglio le sue proprietà, andrebbe consumato crudo, ad esempio in pinzimonio, sminuzzato all'interno di insalate o mix di verdure.
- Può essere impiegato crudo per dare sapore ai soffritti, al posto della cipolla, o come base per risotti e minestre.
- Le minestre a base di porro, consumate a cena, sono considerate un rimedio contro l'insonnia. Una preparazione suggerita prevede due piccoli porri affettati a rondelle (utilizzando anche la parte verde), fatti sobbollire con zucca e sedano, e arricchiti con orzo biologico.
- È squisito anche al forno, o aggiunto a zuppe e creme.
- In cucina francese, il porro è un ingrediente indispensabile.
Una chicca dalla naturopatia suggerisce di utilizzare il porro come "cartoccio naturale" per avvolgere i cibi durante la cottura, specialmente il pesce, per migliorarne la digeribilità.
VELLUTATA DI PORRI E PATATE 4 EURO 4 PIATTI con RISO ROSSO vellutata di porri e patate COMFORT FOOD
La Coltivazione del Porro di Cervere
Un esempio di eccellenza nella coltivazione del porro è il Porro lungo d'inverno, tipico del Piemonte, in particolare della zona di Cervere, in provincia di Cuneo. Questa varietà si distingue per la sua silhouette sottile e slanciata e per il sapore particolarmente dolce.
Caratteristiche del Territorio e Clima
I terreni di Cervere, composti da limo, sabbia fine e calcare, possiedono caratteristiche pedologiche particolari che conferiscono al porro un sapore eccezionalmente dolce e una maggiore digeribilità. Il microclima locale, con una buona luminosità e un vento costante, favorisce la produzione di porri lunghi e teneri, con un basso contenuto di lignina e cellulosa, sostanze difficilmente digeribili. Le condizioni sfavorevoli allo sviluppo di malattie fungine riducono la necessità di trattamenti anticrittogamici.
Produzione e Tradizione
La coltivazione del porro di Cervere è caratterizzata da una lavorazione prevalentemente manuale, che limita la meccanizzazione e, di conseguenza, la produzione su larga scala. Questo aspetto contribuisce a preservare la qualità del prodotto.
La zona di Cervere è diventata la "valle dei porri", dove una task force di produttori si dedica alla coltivazione di questo ortaggio, candidato all'IGP (Indicazione Geografica Protetta). La comunità locale, inclusi agricoltori storici e nuove generazioni, con un ruolo significativo delle donne, lavora per promuovere e valorizzare il Porro di Cervere.
La Fiera autunnale di Cervere, che si tiene solitamente dal 7 al 22 novembre, attira visitatori da ogni dove, desiderosi di scoprire questo prodotto prelibato e il suo patrimonio di principi attivi.

Il Porro e il Linguaggio
Il nome inglese del narciso, daffodil, ha un'etimologia curiosa che lo lega al porro. In Galles, sia il porro (leek) che il narciso (daffodil) sono simboli nazionali, in parte a causa di nomi simili in lingua gallese. L'etimologia di daffodil deriva da affodil, che a sua volta proviene dal greco asphodelus, nome originariamente attribuito all'asfodelo, ma erroneamente poi associato al narciso.
In italiano, l'asfodelo è conosciuto anche come porraccio o porrazzo, termini derivati da "porro" con un suffisso peggiorativo, sottolineando forse una differenza di pregio o aspetto rispetto al porro coltivato.

