La famiglia Da Polenta: Signori di Ravenna
La famiglia Da Polenta, nota anche come Polentani, fu una nobile casata italiana che esercitò la signoria su Ravenna per oltre un secolo e mezzo. Le origini della famiglia si legano alla località di Polenta, situata vicino a Bertinoro. Inizialmente, il castello di Polenta apparteneva agli arcivescovi di Ravenna, i quali lo cedettero ai monaci benedettini del monastero di S. Giovanni Evangelista. Successivamente, nella seconda metà del XIII secolo, il castello fu concesso in enfiteusi alla famiglia dei Polentani, forse in virtù del loro ruolo di visconti degli arcivescovi ravennati.
Le prime attestazioni della famiglia risalgono al 1169, quando un certo Geremia viene menzionato in un documento tra i prigionieri ragguardevoli catturati dai Faentini. Tuttavia, fu Guido Minore a conferire lustro e potere alla casata. Egli fu supportato dai suoi figli: Ostasio (morto intorno al 1297), che governò Ravenna mentre Guido era podestà a Firenze; Lamberto (morto nel 1316); e Bernardino (morto nel 1313). Questi ultimi ricoprirono incarichi di rettori e podestà in diverse città della Romagna, succedendo al padre nella signoria.
La famiglia Da Polenta discende dalla nobile famiglia Geremia o Geremei, da cui ebbero origine anche altre illustri casate italiane come i Maffei, i Buvatelli, i Rambertini, i Pritoni e i Traversari. Queste famiglie, di origini germaniche, risiedettero a Bologna e Ravenna. Dal proprio castello a Polenta, situato nel comitato-diocesi di Forlimpopoli, dove i Polentani possedevano estesi terreni, la famiglia si trasferì a Ravenna almeno dal XII secolo.
Nel corso del XIII secolo, i membri della famiglia si affermarono nella città come dipendenti (enfiteuti) delle istituzioni ecclesiastiche e successivamente come funzionari (visconti) degli arcivescovi. In quel periodo, Ravenna era sotto il dominio della famiglia ghibellina dei Traversari. Nella seconda metà del secolo, i Da Polenta emersero come la principale famiglia guelfa della città.
Guido il Vecchio, figlio di Lamberto e leader dei guelfi ravennati, nel 1275 sottrasse la carica di podestà ai Traversari, assumendo così il controllo di Ravenna. Nel 1287, Guido consolidò ulteriormente il suo potere, diventando signore assoluto della città. Nel 1297, Guido il Vecchio abdicò in favore del figlio Lamberto I (†1316), che condivise il potere con il fratello Bernardino (†1313), il quale fu podestà di Cervia dal 1297.

Dopo la morte di Lamberto I, il potere passò al nipote Guido II Novello. Quest'ultimo è ricordato come un estimatore di letterati e artisti e per aver ospitato Dante Alighieri negli ultimi anni della sua vita. Il governo di Guido II rappresentò un periodo di relativa tranquillità per Ravenna, dopo le contese e le repressioni dei suoi predecessori. Tuttavia, quando Guido II fu chiamato a ricoprire la carica di capitano del popolo a Bologna, fu sostituito dal fratello arcivescovo Rinaldo, che venne assassinato nel 1322 dal cugino Ostasio I.
Ad Ostasio I successe il figlio Bernardino I, il quale fece morire di fame i propri fratelli Lamberto II (†1347) e Pandolfo (†1347) nelle carceri di Cervia per consolidare il suo dominio. Successivamente, a Bernardino I successe il figlio Guido Lucio III, descritto come un signore benigno e pacifico. Dopo trent'anni di governo, Guido III venne imprigionato e lasciato morire di fame nel 1389 dai suoi sei figli.
Dopo la morte di Guido III, il potere fu inizialmente condiviso tra i suoi figli: Azzo (†1394), Ostasio II, Bernardino II (†1400), Pietro (†1404), Aldobrandino (†1406) e Obizzo (†1431). Nel frattempo, la Repubblica di Venezia aveva esteso la sua supremazia fino a Ravenna. Obizzo fu costretto a nominare erede la Serenissima nel caso in cui i suoi figli non avessero rispettato le sue direttive. Nel 1406, Obizzo accettò l'insediamento di un podestà veneziano e nel 1410 lasciò formalmente l'eredità della signoria e dei beni alla Repubblica, qualora i suoi figli non avessero ottemperato ai suoi voleri.
Ostasio, figlio di Obizzo e suo successore nel 1431, fu eliminato dieci anni dopo a causa di un presunto dubbio nella sua fedeltà, manifestato nel 1438 quando le truppe del Piccinino lo costrinsero ad allearsi con i Visconti. Pochi anni dopo, Ostasio e suo figlio morirono nell'isola di Candia, dove erano stati relegati.
La famiglia Da Polenta fu tradizionalmente fedele al partito guelfo. Lo stemma del casato era un'aquila rossa in campo d'oro. Nella sua vita pubblica, Guido il Vecchio fu costantemente al fianco dell'arcivescovo Filippo (1251-1270). Dopo la morte di Filippo, emersero nuove tensioni all'interno della famiglia, che si divise in due rami guidati dai cugini Guido Riccio o Maggiore (figlio di Alberico) e Guido Minore. I contrasti furono temporaneamente appianati da un compromesso che assegnava a Guido Riccio il dominio su Comacchio e a Guido Minore Ravenna. Tuttavia, le ostilità ripresero, e Guido Riccio, con i suoi figli, si schierò con i Traversari, acerrimi nemici dei Polentani. Nel 1275, Guido, con un audace colpo di mano, conquistò il potere della città, sottraendolo ai suoi rivali. L'intervento della cavalleria di Giovanni Malatesta, detto Gianciotto, suo alleato guelfo, fu determinante. Come ringraziamento, Guido offrì in sposa a Gianciotto la figlia Francesca, resa celebre da Dante nel V canto dell'Inferno.
Durante il governo di Guido il Vecchio, il dominio dei Polenta si espanse significativamente con l'acquisizione di Cervia, a danno di Guido da Montefeltro, e di Comacchio, di cui divenne signore dopo la morte di Guido Riccio (1293). Nel 1288, l'alleanza tra Polentani e Malatesta si interruppe a causa dell'assassinio di Francesca da Polenta, moglie di Gianciotto Malatesta.
La polenta: il cibo della tradizione Veneta
Il nome della famiglia deriva dal castello di Polenta, situato vicino a Bertinoro. La famiglia esercitò la signoria su Ravenna per circa un secolo e mezzo. I Polentani si distinsero per la fedeltà al partito guelfo. Guido Minore, uomo accorto in tempo di pace e instancabile in guerra, insieme ai suoi figli Lamberto e Bernardino, fu artefice dell'affermazione della loro signoria su Ravenna e Cervia. Per rafforzare il loro potere, non esitarono a scontrarsi con i conti di Romagna inviati dai pontefici, arrivando persino a imprigionare Stefano Colonna (1290). Parteciparono attivamente alle lotte e alle leghe della Romagna dell'epoca. Furono frequentemente chiamati a ricoprire le cariche di podestà e capitano del popolo in importanti città italiane, distinguendosi per vittorie contro nemici esterni e per la repressione delle rivolte interne.
A Guido succedettero nella signoria di Ravenna e Cervia i figli Bernardino e Lamberto. Dopo la morte di quest'ultimo (1316), la signoria passò a Guido Novello, noto per aver ospitato Dante Alighieri e per essere un mecenate e poeta. Il suo governo portò un periodo di pace a Ravenna. Nominato capitano del popolo a Bologna (1322), lasciò il governo al fratello Rinaldo, arcivescovo di Ravenna. Il cugino Ostasio (figlio di Bernardino) uccise Rinaldo nel 1322, impossessandosi della città. Ostasio si impadronì anche di Cervia nel 1326, dopo aver ucciso lo zio Bannino e il figlio di quest'ultimo, Guido. Ostasio lasciò la signoria al figlio Bernardino, che eliminò i fratelli facendoli morire di fame (1347).
Le lotte intestine e i delitti tra parenti stretti furono una costante nella storia della famiglia Da Polenta. Anche il nipote Obizzo (morto nel 1431), presumibilmente corresponsabile della morte del padre, si liberò del fratello Aldobrandino facendolo strangolare. La famiglia non riuscì tuttavia a sottrarsi al predominio di Venezia, accettando l'imposizione di un podestà (1406) e una clausola testamentaria che imponeva agli eredi assoluta obbedienza alla Repubblica.
Francesca da Rimini, figlia di Guido Minore, è una figura che vive più nella poesia di Dante che nella storia. Sposò Gianciotto Malatesta, probabilmente nel 1275, come suggello di un patto politico. La sua tragica morte, nota a tutti, avvenne tra il 1283 e il 1286.
La presenza di Dante Alighieri a Ravenna, ospite di Guido Novello, ravvivò la scena culturale cittadina e ebbe un impatto significativo sul corso della storia di Ravenna. Guido Novello, tuttavia, non ebbe il tempo di costruire la tomba per il Sommo Poeta, poiché fu spodestato ed esiliato pochi mesi dopo la morte di Dante.
Federico II di Svevia trascorse la Pasqua del 1226 a Ravenna. Nel 1240, per punire il tradimento dei Traversari, pose la città sotto assedio, prosciugando le paludi e deviando i fiumi, per poi entrare in città e radere al suolo le case della famiglia traditrice. Questo evento segnò un punto di svolta nelle dinamiche di potere della regione.
La famiglia Da Polenta governò Ravenna per circa un secolo e mezzo, lasciando un'impronta indelebile nella storia della città e della Romagna, intrecciando le vicende familiari con quelle politiche, artistiche e letterarie del loro tempo.
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