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Laburnum alpinum: l'albero dai lunghi legumi

Il maggiociondolo alpino, scientificamente noto come Laburnum alpinum (Mill.) Bercht., è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Fabaceae. La sua corteccia si presenta liscia, di colore bruno-verdastro, con caratteristiche lenticelle ben visibili.

I fiori di questa specie sono di un giallo intenso, emanano un profumo gradevole e sono raggruppati in lunghi racemi penduli. La fioritura avviene tipicamente nel mese di giugno. I frutti sono costituiti da legumi nerastri, che contengono numerosi semi bruni, noti per la loro tossicità. Questi legumi persistono a lungo sulla pianta, adornandola durante tutto il periodo invernale.

Illustrazione botanica del Laburnum alpinum con fiori gialli a grappolo e frutti a legume

Distribuzione geografica e habitat

Il maggiociondolo alpino è diffuso in Europa centro-meridionale, trovando la sua presenza in paesi quali Albania, Austria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Italia, Macedonia del Nord, Serbia, Slovenia e Svizzera. Questa specie vegeta e fiorisce generalmente ad altitudini comprese tra i 500 e i 1500 metri sul livello del mare, ma in condizioni ambientali favorevoli può spingersi fino ai 2000 metri.

In ambito selvicolturale, il maggiociondolo alpino può essere impiegato con successo negli interventi di recupero ambientale, a condizione che il suolo non sia eccessivamente acido, per garantire la sua crescita ottimale.

Le Leguminose Arboree: una risorsa preziosa

Le leguminose arboree, appartenenti alla famiglia delle Fabaceae, rappresentano una risorsa ecologica e funzionale di grande valore negli ecosistemi temperati, anche se spesso sottovalutata. Queste piante offrono una vasta gamma di benefici ambientali, agricoli ed economici.

Benefici ambientali delle leguminose arboree

  • Fissaggio dell'azoto atmosferico: Grazie alla simbiosi con batteri presenti nelle loro radici, le leguminose arboree sono in grado di convertire l'azoto presente nell'atmosfera in forme assimilabili dalle piante, arricchendo così il suolo.
  • Supporto alla biodiversità: Forniscono habitat essenziali per numerose specie animali, contribuendo attivamente alla ricchezza della biodiversità negli ecosistemi in cui sono presenti.

Esempi di leguminose arboree

  • Gleditsia triacanthos (Spino di Giuda): Caratterizzata da foglie pennate composte, fiori piccoli e verdastri, e lunghi baccelli contorti.
  • Laburnum anagyroides (Maggiociondolo): Un piccolo albero o arbusto noto per i suoi spettacolari grappoli di fiori gialli pendenti.
  • Robinia pseudoacacia (Acacia): Un albero deciduo apprezzato per la sua rapida crescita e robustezza, con foglie composte e fiori bianchi profumati in grappoli pendenti.
  • Sophora japonica (Sofora): Presenta foglie composte pennate e grandi infiorescenze di fiori bianco-cremosi, seguite da baccelli nodosi di colore marrone.
Infografica che illustra i benefici delle leguminose arboree: fissaggio dell'azoto, habitat per la fauna, miglioramento del suolo.

La Robinia pseudoacacia (Acacia): un caso studio di introduzione e diffusione

La Robinia pseudoacacia, comunemente nota come robinia o acacia, è stata introdotta in Europa dall'America del Nord nel 1601 da Jean Robin. Il primo esemplare fu piantato a Parigi, nell'attuale Place René Viviani, e questo albero è ancora oggi esistente, sebbene danneggiato da eventi bellici e naturali. Considerato l'albero più antico di Parigi e d'Europa tra le acacie, questo esemplare testimonia la longevità della specie.

Dopo la sua introduzione, la robinia si è diffusa ampiamente in Europa, diventando naturalizzata in molte aree. La sua coltivazione è estesa anche in altre parti del mondo, come la Cina e la Corea del Sud, per la produzione di legname.

Caratteristiche botaniche della Robinia pseudoacacia

  • Foglie: Composti, imparipennate, alterne, lunghe fino a 30-35 cm, con 11-21 foglioline ovate a margine intero, di colore verde pallido, glabre, lunghe fino a 6 cm e con apice esile.
  • Fiori: Bianchi o bianco-crema, lunghi circa 2 cm, con l'aspetto tipico dei fiori delle leguminose. Sono riuniti in grappoli pendenti e molto profumati.
  • Spine: I rami sono caratterizzati dalla presenza di numerose spine, lunghe e solide sui rami più giovani.
Immagine del più antico esemplare di Robinia pseudoacacia a Parigi, Place René Viviani.

Diffusione e impatto ecologico della Robinia

La robinia è una pianta eliofila che prospera in suoli sciolti e ben drenati, anche poveri di nutrienti. Grazie alla sua capacità di fissare l'azoto atmosferico, arricchisce il suolo. Tuttavia, in alcuni ambienti, soprattutto quelli degradati dall'uomo, la robinia può comportarsi come una specie invasiva. La sua rapida crescita e la capacità di emettere polloni sia dalla ceppaia che dall'apparato radicale le consentono di competere efficacemente con specie autoctone a crescita più lenta.

La sua estrema adattabilità le permette di prosperare dalle zone costiere fino ai 1000 metri di quota. Questo può portare alla formazione di boschi con una ridotta diversità arborea e alla diminuzione di specie autoctone, flora nemorale e funghi. In Italia, questo problema è particolarmente evidente nella pianura Padana e nelle valli prealpine e appenniniche.

Varietà di Robinia pseudoacacia

Esistono diverse varietà di Robinia pseudoacacia, tra cui:

  • Robinia pseudoacacia var. myrtifolia
  • Robinia pseudoacacia var. umbraculifera: Caratterizzata da un'ombra fitta e compatta, chioma globosa e assenza di spine.
  • Robinia pseudoacacia var. bessoniana: Crescita meno rapida, fioritura abbondante, ridotta spinosità e minore tendenza a sviluppare polloni.
  • Robinia pseudoacacia var. monophylla
  • Robinia pseudoacacia var. pyramidalis
  • Robinia pseudoacacia var. semperflorens
  • Robinia pseudoacacia var. tortuosa
  • Robinia pseudoacacia var. frisia
  • Robinia pseudoacacia var. robe purple e Robinia pseudoacacia var. decaisneana
  • Robinia pseudoacacia var. casque rouge: Distinta da fiori rosso-lilla e rami non spinosi.
  • Robinia pseudoacacia var. Georgia da Torino: Una nuova varietà con abbondante fioritura profumata di colore rosso-lilla, rami flessibili e non spinosi.

È importante notare che alcune robinie con fiori rosa appartengono a specie affini come Robinia hispida o Robinia neomexicana.

Utilizzi e particolarità della Robinia

  • Apicoltura: La robinia è una pianta altamente nettarifera e riveste un'importanza fondamentale nell'apicoltura. Il miele di acacia è apprezzato per il suo colore chiaro, la fluidità, la bassissima acidità, l'elevato potere dolcificante, l'odore leggero e il delicato sapore floreale, dovuti all'alto contenuto di fruttosio.
  • Legname: Il legno di robinia è giallo, ad anelli ben distinti, resistente all'umidità, duro e pesante. Può sostituire efficacemente i legni tropicali, con benefici per la bilancia commerciale e per la riduzione della deforestazione. Viene utilizzato per lavori di falegnameria pesante, puntoni da miniera, paleria, mobili da esterno e parquet.
  • Fiori commestibili: I fiori della robinia sono commestibili e vengono spesso consumati fritti in pastella dolce, conferendo un profumo soave e un sapore squisito. Questo uso è diffuso in diverse regioni italiane.
  • Controllo della desertificazione: L'uso della robinia per combattere la desertificazione è praticato soprattutto in Romania e in Iran.

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I Tigli Monumentali d'Italia

L'Italia vanta numerosi esemplari di tigli monumentali, alberi di grande valore storico e naturalistico. Questi alberi secolari, appartenenti a diverse specie di Tilia, sono testimoni del tempo e delle tradizioni locali.

Esempi di Tigli Monumentali

  • Tiglio di Macugnaga (Tilia platyphyllos Scop.): Stimato avere circa 600 anni, con un'altezza di 12 metri e una circonferenza di 8,30 metri.
  • Tiglio di Summonte (Tilia vulgaris): Circa 240 anni di età, 35 metri di altezza e 8 metri di circonferenza del tronco.
  • Tigli del Parco della Pieve di Cavalese: Cinque antichi esemplari, uno dei quali con una circonferenza di circa 6 metri.
  • Tiglio selvatico di Rutte di Tarvisio (Tilia cordata Miller.): Stimato in circa 350 anni, con una chioma di 28 metri, circonferenza del tronco di 11,5 metri e altezza di 26 metri.
  • Tiglio Monumentale tripartito di Oulx (Tilia cordata Miller.): Età incerta ma superiore ai 200 anni, circonferenza di 522 cm e altezza di 24 metri.
  • Tiglio Monumentale di Orino: Circa 20 metri di altezza, 360 cm di circonferenza del tronco.
  • Tiglio di frazione Casola di Caserta: Una Tilia Europea di circa 450 anni, alta 13 metri.
  • Tiglio di Piazza San Francesco di Padula: Oltre 200 anni di vita, circonferenza del fusto di 460 cm ed altezza di 10 metri.
  • Tiglio Monumentale di Crescentino (Vercelli): Tronco con circonferenza di 345 cm e chioma che raggiunge i 24 metri di altezza.
  • Tiglio Monumentale di Roccabascerana: 219 anni di vita, circonferenza del tronco di 410 cm ed altezza di 15 metri.
  • Tiglio Monumentale di Agerola/Napoli: 200 anni, 200 cm di circonferenza e 15 metri d'altezza.
  • Tigli del Parco Colonia montana di Agerola/Napoli: Circa 100 anni, circonferenza media del fusto 200 cm e altezza media 18/20 mt.
  • Tilia cordata Mill. di Bagnoli Irpino: 100/200 anni, 447 cm di circonferenza e 12 mt d'altezza.
  • Tilia cordata Mill. di Ceraso (SA): Circa 100 anni, circonferenza di 395 cm ed altezza di 16 metri.
  • Tilia cordata Mill. di Cervinara (AV): Circa 200 anni, 350 cm di fusto e 8 metri d'altezza.
  • Tilia vulgaris Hayne syn Tilia intermedia DC (Tiglio intermedio) di Forino (AV): 400 anni d'età, 433 cm di fusto e 25 mt d'altezza.
  • Tilia vulgaris Hayne syn Tilia intermedia DC di Forino (AV): Più di 400 anni d'età, circonferenza 541 cm di fusto e 32 mt d'altezza.
  • Tilia cordata Mill. di Galluccio (CE): 350 anni d'età, 350 cm di circonferenza del fusto e 12 metri d'altezza.
  • Tilia cordata Mill. di Manocalzati (AV): Circa 200 anni, 350 cm di fusto e 6 mt d'altezza.
  • Tilia platyphyllos Scop. del Parco del Principe di Piano di Sorrento (NA): Età incerta, 360 cm di circonferenza del fusto e 15 mt d'altezza.
  • Tilia cordata Mill. di Pietrastornina (AV): Più di 200 anni, 445 cm di fusto e 15 metri d'altezza.
  • Tiglio Monumentale (Tilia cordata Mill.) di Pontelandolfo (BN): Età presunta 100/200 anni, 310 cm di fusto e 12 mt d'altezza.
  • Tiglio di Piazza San Felice di Rocca San Felice (AV): Risale alla Rivoluzione Partenopea, 290 cm di fusto e 10 mt d'altezza.
  • Tilia cordata Mill. di Contrada Filetta di San Cipriano Picentino (SA): 100 anni, 347 cm di fusto e 6 metri d'altezza.
  • Tigli di Piazza del Sole di Santo Stefano del Sole (AV): Tre esemplari di più di 200 anni, fusto attorno ai 440 cm e 14 mt d'altezza.
  • Tiglio di Massaquano di Vico Equense (NA) (Tilia cordata Mill.): Risalirebbe al 1575, 447 anni d'età, 350 cm di fusto e 6 metri d'altezza.
Collage di immagini di vari tigli monumentali in Italia.

Descrizione del Tiglio

L'apparato radicale del Tiglio può raggiungere notevoli ampiezze e profondità, arrivando fino alla roccia madre. Dal suo piede si sviluppano frequentemente numerosi polloni, che possono dare origine a nuovi alberi secondari.

L'aspetto tipico è quello di un albero con un solo tronco che, ad un'altezza di circa 3-5 metri, si divide in più branche. Non è raro incontrare esemplari bipartiti, tripartiti o quadripartiti, con biforcazioni che possono partire anche in prossimità del piede.

Il tronco è liscio negli esemplari giovani e rugoso in quelli anziani. La corteccia dei giovani alberi è liscia ma con tipici "occhielli", che diventano screpolature non più visibili negli alberi adulti, i quali presentano una corteccia rugosa, uniformemente solcata longitudinalmente.

La chioma è sempre larga, crescendo solitamente più in larghezza che in altezza, con un apice tondeggiante e caratterizzata dalla presenza di molti rami principali e diversi rami secondari. In boschi puri, le chiome tendono ad essere più slanciate, ma mantengono sempre un apice tondeggiante.

Foglie del Tiglio

Le foglie sono alterne, inserite a coppie su rametti, ma sempre asimmetriche. Sono provviste di picciolo, hanno una base cordata (a forma di cuore), divisa in due lobi rotondi con punta leggermente allungata, acute all'apice e con margine variamente seghettato.

Fiori del Tiglio

I fiori ermafroditi formano infiorescenze posizionate all'apice dei giovani rametti. Sono estremamente profumati, con un aroma che ricorda quello di vecchi insetticidi o cere da pavimento, probabilmente a causa dell'uso di essenze di fiori di Tiglio in tali prodotti. La fioritura avviene tipicamente tra maggio e giugno, a seconda dell'altitudine, e può sovrapporsi a quella dei Castagni, creando un profumo intenso nell'aria.

I fiori attirano sciami d'api, che producono un miele dal sapore deciso. Il fiore è composto da un calice con 5 petali color crema-giallognolo. Gli stami sono saldati alla base formando ciuffetti, e vi è un unico pistillo. I fiori sono riuniti in gruppi da 2 a 5 su lunghi peduncoli detti antele, ogni infiorescenza è protetta da brattee fogliacee che, una volta seccate, rimangono attaccate al frutto legnoso contenente i semi (detto carcerulo). A maturità, le brattee si staccano, trasportate dal vento.

Dettaglio dei fiori di Tiglio e delle foglie a forma di cuore.

Specie di Tiglio in Italia

In Italia sono presenti principalmente tre specie di tiglio, oltre a una specie introdotta:

  • Tilia cordata Mill.: Noto come Tiglio Selvatico o Tiglio a Foglia Piccola. Predilige ambienti freschi e umidi, con suoli ricchi d'humus, preferibilmente argillosi, ma si adatta anche a terreni meno fertili e sabbiosi. Necessita di ambienti ombrosi e si trova spesso vicino ai corsi d'acqua. Può resistere a gelate invernali fino a -34°C. È comune sulle Alpi e sull'Appennino centro-settentrionale.
  • Tilia platyphyllos Scop.: Noto come Tiglio Nostrale o Tiglio Nostrano. Si adatta meglio al clima caldo e secco rispetto ad altre specie. Il suo areale di distribuzione è più limitato. In Italia si trova sulle Alpi, in Liguria, sull'Appennino Ligure-Emiliano e Tosco-Romagnolo, e in quota sull'Appennino più interno.
  • Tilia x europea L.: Noto come Tiglio Europeo o Tiglio Comune, è un ibrido naturale tra Tilia cordata e Tilia platyphyllos.
  • Tilia americana L.: Noto come Tiglio Americano, è una specie introdotta e coltivata.

Il Tiglio è generalmente rinvenibile nei boschi misti come albero a foglie caduche, mentre i boschi puri di tiglio sono meno comuni.

Segni distintivi del Tiglio Selvatico (Tilia cordata)

  • Foglie: Più piccole rispetto al Tiglio Nostrano, a forma di cuore, con peluria a ciuffetti e di colore rossiccio negli angoli delle nervature sulla pagina inferiore.
  • Longevità: È il più longevo tra i tigli, potendo vivere fino a 1000 anni.
  • Legno: Morbido ma resistente alle spaccature, cicatrizza rapidamente.
  • Usi: Le foglie e la corteccia giovane sono utilizzate come foraggio per animali. La corteccia può essere usata per fare cinture e il legno è buono come legna da ardere. Viene spesso impiegato lungo viali, nei parchi e nell'arredo urbano.

Segni distintivi del Tiglio Nostrano (Tilia platyphyllos)

  • Foglie: Più larghe rispetto al Tiglio Selvatico, sempre cuoriformi, con una diffusa pubescenza (pelletti bianchi) su tutta la pagina inferiore e ciuffetti bianchi sulle nervature.
  • Longevità: Può raggiungere i 500-600 anni.
  • Legno: Trova gli stessi usi di quello di altre specie di Tiglio.

tags: #albero #con #legumi #molto #lunghi

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