Sostegni e Coltivazione di Peperoni e Melanzane
La coltivazione di ortaggi come peperoni e melanzane richiede attenzioni specifiche per garantire una crescita sana e una produzione abbondante. Oltre alle cure dirette delle piante, l'utilizzo di adeguati sostegni gioca un ruolo fondamentale, soprattutto per le specie appartenenti alla famiglia delle Solanacee, tra cui rientrano pomodori, peperoni e melanzane. Queste colture, molto diffuse negli orti domestici e apprezzate nel periodo estivo, presentano una crescita vigorosa e necessitano di supporti per svilupparsi in modo ottimale e per proteggersi dai danni causati dalle intemperie.
L'Importanza dei Sostegni per Pomodori, Peperoni e Melanzane
Legare queste piante con adeguati sostegni è indispensabile per la riuscita finale del raccolto. Le piante di pomodoro, peperone e melanzana hanno un notevole sviluppo vegetativo, sia in altezza che in larghezza. Molte varietà di pomodoro, in particolare quelle "insalatare", presentano una crescita indeterminata, continuando a svilupparsi finché le condizioni ambientali e lo spazio lo consentono. Accompagnarle in altezza con strutture semi-rigide è il modo migliore per sostenere la loro crescita. Senza alcun tutore, queste piante striscerebbero a terra, aumentando il rischio di danni fisici, calpestamenti e maggiore esposizione ad attacchi di parassiti come afidi e cimici. Inoltre, i frutti a contatto con il terreno potrebbero marcire facilmente o passare inosservati durante la raccolta.
Tuttavia, non tutte le varietà richiedono lo stesso tipo di legatura. Ad esempio, il classico San Marzano da sugo, con la sua crescita a cespuglio determinata, di solito viene lasciato libero. Un altro motivo per cui è importante legare pomodori, peperoni e melanzane è l'ottimizzazione degli spazi disponibili nell'orto. Legare le piante evita che si allarghino eccessivamente, permettendo di piantare più esemplari per filare e mantenendo l'orto più ordinato, facilitando così il movimento tra le piante.
Infine, i sostegni sono cruciali per prevenire possibili danni dovuti al maltempo. Vento forte e pioggia battente, specialmente in certe stagioni, possono seriamente compromettere il successo delle coltivazioni.

Tecniche e Materiali per la Legatura
Esistono diverse tecniche di legatura, ma una delle più affidabili e semplici da mettere in pratica prevede l'utilizzo di pochi materiali:
- Pali in legno: Solitamente si utilizzano pali di castagno, noti per la loro robustezza, drittura e reperibilità.
- Filo in nylon: Utilizzato per tenere ferme le piante. Si consiglia uno spessore di tipo "500".
- Rafia: Impiegata per stringere la legatura.
- Mazza per battere: Necessaria per fissare i pali nel terreno.
- Guanti protettivi: Per proteggere le mani durante il lavoro.
- Coltello: Per tagliare i materiali di legatura.
In alternativa al filo in nylon e alla rafia, molti orticoltori preferiscono utilizzare le classiche canne di bambù. Tuttavia, filo di nylon e rafia sono considerati materiali più economici e riutilizzabili nel tempo.
Come Legare i Pomodori
La legatura dei pomodori è una delle operazioni più delicate. Innanzitutto, è necessario disporre di pali alti e robusti (altezza minima 2,10 m), da sistemare lungo la fila delle piante a una distanza massima di 2 metri l'uno dall'altro. I pali devono essere infissi nel terreno per almeno 40 cm di profondità per reggere il peso della pianta. È consigliabile che i pali abbiano una punta per facilitare l'inserimento. L'operazione di piantagione dei pali va effettuata con l'aiuto di un'altra persona, soprattutto quando le piante raggiungono circa 30 cm di altezza. I pali alle estremità del filare dovrebbero essere leggermente inclinati verso l'esterno, poiché il peso della pianta tenderà a raddrizzarli nel tempo.
Una volta sistemati i pali, si procede con la legatura utilizzando il filo di nylon. Lavorando in due, si lega il filo al palo iniziale ad un'altezza pari a metà della pianta. Il filo viene poi teso lungo tutta la fila, girando attorno a ciascun palo, e riportato indietro in modo parallelo alla prima passata. Al termine, il filo viene tagliato e bloccato con un nodo. Questo sistema blocca le piante tra due fili di nylon paralleli, aiutandole a rimanere in equilibrio ed evitando che si accascino al suolo.
Per perfezionare la legatura, si utilizza la rafia per stringere i due fili paralleli tra ogni coppia di piante. È importante sottolineare che la legatura dei pomodori è un lavoro che va ripetuto man mano che le piante crescono, solitamente ogni 30-40 cm. Questo sistema rende anche più agevole il lavoro di sfemminellatura, ovvero l'eliminazione dei germogli ascellari, permettendo di eseguirla in verticale. Le femminelle del pomodoro possono inoltre essere utilizzate per preparare un eccellente macerato naturale ad azione antiparassitaria.

Legatura di Peperoni e Melanzane
La legatura dei peperoni e delle melanzane è simile a quella dei pomodori, ma generalmente più semplice. Non è sempre necessario utilizzare pali molto alti; pali in legno di circa 1 metro, distanziati di circa 2 metri l'uno dall'altro, possono essere sufficienti. Le piante di peperoni e melanzane tendono a stare in piedi da sole, ma la legatura è necessaria per prevenire la rottura delle ramificazioni e i danni causati dal maltempo. Il peso dei frutti, specialmente nelle melanzane, può causare la rottura dei rami, sebbene la pianta di melanzana sia molto forte e quasi legnosa. Nei peperoni, invece, la consistenza dei fusti e dei rami è più tenera, rendendo il sostegno ancora più utile per evitare che le piante si accascino o si spezzino.
Un'altra differenza rispetto ai pomodori è che peperoni e melanzane crescono più lentamente, offrendo più tempo per effettuare la legatura. Si può attendere che le piante raggiungano circa 50 cm di altezza prima di procedere con la prima legatura, che dovrebbe correre a circa metà altezza della pianta (25-30 cm da terra). Questa legatura si effettua in modo analogo a quella dei pomodori, con filo di nylon e rafia per stringere. La legatura di melanzane e peperoni potrebbe dover essere ripetuta una seconda volta, magari nel mese di agosto, se le piante crescono ulteriormente e necessitano di un supporto aggiuntivo.

Condizioni Ottimali per Peperoni e Melanzane
La Melanzana (Solanum melongena L.) predilige un terreno soffice, fresco, di medio impasto o sabbioso, ben fertile e con un elevato regime idrico. Sono da evitare terreni compatti, asfittici o con eccessi idrici, che possono compromettere la capacità produttiva e la qualità dei frutti. Le irrigazioni devono essere regolari, poiché la melanzana teme gli stress idrici ed è una pianta esigente. Operazioni come la scelta di cultivar poco vigorose, la pacciamatura, l'irrigazione localizzata e sarchiature superficiali (in assenza di pacciamatura) contribuiscono al risparmio idrico. La pianta è esigente anche in termini di azoto e potassio. L'apparato radicale può esplorare 50-60 cm di profondità, quindi è importante rimuovere eventuali "suole di lavorazione" nel terreno.
Le temperature ideali per la crescita della melanzana si aggirano tra i 20°C e i 30°C. Temperature inferiori ai 10-12°C arrestano la crescita, mentre quelle superiori ai 30-32°C in fase di fioritura possono causare cascola fiorale e rallentare lo sviluppo. La melanzana tollera un certo grado di salinità.
Per quanto riguarda le operazioni colturali, all'inizio della fioritura è consigliabile effettuare la scacchiatura, eliminando i getti ascellari sotto la prima biforcazione. È buona norma rimuovere le foglie basali ingiallite per favorire la circolazione dell'aria e prevenire malattie. Il trapianto delle giovani piantine va effettuato nel periodo più favorevole, che può essere individuato anche consultando il calendario biodinamico. Un "bagno-radice" con il preparato biodinamico 500K in fase di trapianto può essere utile. Molte patologie possono essere prevenute con ampie e valide rotazioni colturali. Tra i parassiti principali vi è la Dorifora, controllabile allo stadio larvale con Bacillus thuringiensis. Per le patologie fungine, è importante favorire la circolazione dell'aria e l'ingresso della luce, intervenendo eventualmente con decotto di Equiseto.
Il Peperone (Capsicum annuum L.) interrompe la crescita e la formazione dei frutti con temperature inferiori ai 9-10°C. Temperature prolungate superiori ai 32°C possono causare interruzione dello sviluppo, con caduta di fiori e frutti. L'uso di tutori e reti ombreggianti può essere utile per proteggere le piante dall'eccessivo irraggiamento solare, che può provocare macchie necrotiche sui frutti.
Anche per il peperone, come per la melanzana, è importante effettuare il bagno radice con il preparato 500K prima del trapianto. L'apporto di compost biodinamico prima del trapianto è vantaggioso, poiché non solo apporta nutrienti, ma incrementa la vitalità del suolo e funge da inoculo batterico e microbico benefico.
Le irrigazioni dopo il trapianto sono cruciali e vanno ripetute regolarmente, utilizzando poca acqua a temperatura ambientale. In prossimità dell'ingrossamento dei frutti, la richiesta idrica aumenta, richiedendo irrigazioni più frequenti ma senza eccessi di volume d'acqua.
Per quanto riguarda le avversità, il controllo della Piralide allo stadio larvale si effettua con Bacillus thuringiensis. Il controllo degli afidi può essere realizzato con olio di Soia miscelato con sapone molle vegetale.
Trapiantare Melanzane e Peperoni
Consigli Pratici e Varietà Consigliate
Molti coltivatori riscontrano difficoltà nella produzione di melanzane e peperoni, spesso attribuita alla mancanza di cure colturali specifiche durante la crescita. Queste colture necessitano di un terreno sciolto, ricco di sostanza organica e di continui apporti idrici. Mentre i pomodori richiedono livelli di azoto relativamente bassi, peperoni e melanzane necessitano di livelli mediamente elevati.
L'utilizzo di un concime granulare universale con un contenuto di azoto intorno al 20% (circa mezzo etto per metro quadrato) può essere benefico. È inoltre importante assicurarsi di utilizzare varietà adatte al proprio clima. Essendo piante originarie di climi tropicali, richiedono temperature e umidità relativamente elevate (sopra i 20°C e oltre il 70% di umidità).
Per climi meno caldi, si possono provare piante innestate o varietà specifiche per climi più freddi. Tra le melanzane consigliate vi sono la Moneymaker, la Black Beauty e la Rosanna. Per i peperoni, si suggeriscono le varietà Ace, Luteus, Unicorn e Bendigo.
Le piante innestate di melanzana, anche dopo eventi atmosferici avversi come la grandine, hanno mostrato una buona capacità di allegare i frutti. Le varietà nere di melanzana (come Bella Vittoria, Zuccherina) tendono a prosperare meglio nei climi del nord-est rispetto a quelle violette (Palermitana, Prosperosa).
Per quanto riguarda i peperoni, i Jalapeno hanno dato ottimi risultati, maturando precocemente e offrendo rese elevate. Anche il Lungo di Chiasso può essere una buona scelta, mentre varietà quadrate e altre come Sweet Chocolate e Sigaretta possono risultare più difficili da coltivare in certi climi. Il Parigino, una varietà molto precoce di peperoncino piccante, vale la pena di essere provato.
Per i peperoncini piccanti, che partono abbastanza tardi alle nostre latitudini, allevare in vaso e spostare al coperto può far guadagnare tempo. Anche in piena terra, con le giuste attenzioni, daranno soddisfazioni.
Per quanto riguarda la consociazione, una buona pratica è mescolare pomodori e basilico, posizionare una fila di peperoncini e poi una di melanzane, affiancate dai peperoni e chiudere con i cetrioli. La vicinanza di zucchine e cetrioli solitamente non crea problemi significativi.
L'obiettivo di Bonduelle è ispirare la transizione verso una dieta a base vegetale per contribuire al benessere delle persone e del pianeta.
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