Mozzarella Nera e Anomalie di Colore: Cause, Prevenzione e Sicurezza
La mozzarella nera, spesso vista come un alimento insolito o esotico, è in realtà un prodotto lavorato con ingredienti naturali. Le sue forme scure, che possono apparire in qualche caseificio o ristorante, non sono un artificio chimico volto a stupire, ma il risultato di un'aggiunta volontaria. Inizialmente, la vista di un "bocconcino nero" tra quelli bianchi può generare una reazione di sorpresa, quasi come osservare un "brutto anatroccolo". La mozzarella nera è uno di quegli alimenti che richiedono un'abitudine, un adattamento visivo, poiché il suo colore si discosta nettamente dall'immaginario collettivo legato alla mozzarella.
Il motivo di questa iniziale perplessità risiede nel forte legame, spesso simbolico, tra la mozzarella e il latte materno, la cui tonalità è tipicamente biancastra. La simbologia della "zizzona", ad esempio, non si limita al nutrimento, ma include anche significati erotici, legati alla forma. Il fulcro della questione è il "biancore" intrinseco del latte. Essendo la mozzarella un prodotto derivato dal latte, filato e mozzato, il suo colore bianco è considerato naturale e primario. Di fronte a una mozzarella nera, la mente associa questo alimento, spesso definito il "primo alimento", a un colore che ne è l'antitesi, facendola apparire come un'idea fantasiosa di uno chef.
La Composizione della Mozzarella Nera
In realtà, la mozzarella nera si ottiene attraverso un processo semplice: l'aggiunta di carbone vegetale in polvere al latte prima della sua lavorazione. Questo processo è paragonabile all'aggiunta di acido citrico (la sostanza presente nel succo di limone) a una bevanda, o ad altri esempi simili in cui un elemento naturale con specifiche caratteristiche organolettiche viene integrato in una ricetta.
Il carbone vegetale, ottenuto dalla decomposizione termica di legni come betulla o tiglio, è ampiamente utilizzato in erboristeria per le sue proprietà protettive sull'apparato gastro-intestinale e per la sua capacità di facilitare la digestione. Un aspetto cruciale, e molto importante da sottolineare, è che il gusto della mozzarella nera è identico a quello della mozzarella classica, poiché il carbone vegetale è inodore e insapore. Questo rende la mozzarella nera un'opzione interessante da provare, specialmente per gli amanti della mozzarella di bufala.

Anomalie di Colore nella Mozzarella: Cause e Ricerche
Oltre alla mozzarella nera creata intenzionalmente, esistono casi in cui la mozzarella assume colorazioni anomale, destando allarme nei consumatori. Episodi di mozzarella blu o di altri colori sono tornati periodicamente alla ribalta, talvolta a causa di richiami alimentari o denunce di consumatori. Quando ciò accade, sorge spontanea la domanda: è sicuro consumare questo prodotto o va scartato?
Ricercatori dell'Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari (Ispa-Cnr) hanno condotto studi approfonditi su queste anomalie. Il pigmento responsabile della colorazione bluastra della mozzarella è stato identificato come indigoidina, un pigmento prodotto da specifici ceppi batterici, principalmente Pseudomonas fluorescens.
Fino a poco tempo fa, si riteneva che la colorazione anomala fosse associata a una miscela di pigmenti prodotti da due ceppi batterici: P. fluorescens e P. libanensis. Tuttavia, il lavoro dei ricercatori ha chiarito che è l'indigoidina, prodotta da P. fluorescens, il vero colpevole della colorazione blu della mozzarella.
Metodi Innovativi per Inibire la Crescita Batterica
Di fronte a questa scoperta, i ricercatori hanno sviluppato un metodo innovativo per inibire la sintesi dell'indigoidina da parte dei batteri pigmentanti e proteolitici. Poiché l'uso di antibiotici è vietato nel settore alimentare, la soluzione adottata consiste nell'utilizzo di peptidi derivati dalla lattoferrina, una proteina naturalmente presente nel latte e impiegata in integratori e prodotti per l'infanzia. Aggiungendo questo derivato al liquido di conservazione della mozzarella, è stato possibile inibire la crescita batterica e, di conseguenza, lo sviluppo del pigmento blu, prolungando così la shelf-life del prodotto in frigoconservazione.
Attualmente, la ricerca prosegue per individuare i fattori che promuovono l'aumento delle popolazioni alterative di Pseudomonas. Questo lavoro è stato riconosciuto per la sua originalità e importanza scientifica.
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Fattori che Favoriscono la Comparsa di Anomalie di Colore
La comparsa di colorazioni anomale, come il blu o il verdastro sulle mozzarelle, è favorita da diversi fattori:
- Acido del latte ridotta: La minore acidità della mozzarella e del liquido di mantenimento nelle confezioni moderne facilita la produzione di biofilm batterici. Storicamente, in ambienti acidi e senza confezioni, questo problema era meno diffuso.
- Contatto con l'aria: Lo Pseudomonas Luminescens si manifesta a contatto con l'aria. Una volta aperta la confezione, anche se la mozzarella viene conservata in un contenitore ermetico in frigorifero, l'alterazione può verificarsi.
- Temperatura di conservazione: La temperatura ottimale di crescita per Pseudomonas è intorno ai 25°C, ma può svilupparsi anche a temperature di refrigerazione. A 8°C il colore può comparire dopo una settimana, mentre a temperatura ambiente (20°C) si manifesta in circa 48 ore.
- Confezionamento: La crescita batterica è favorita nei biofilm aderenti a superfici umide, come quelle delle moderne confezioni commerciali di formaggi.
- Catena del freddo interrotta: Interruzioni nella catena del freddo durante la conservazione possono favorire lo sviluppo batterico.
È importante notare che lo Pseudomonas Luminescens è definito un "batterio alterante" perché altera l'aspetto degli alimenti, a differenza di batteri più pericolosi come la Salmonella o l'Escherichia coli, che non sono visibili.
Mozzarella Blu: È Sicura da Mangiare?
Le alterazioni provocate dallo Pseudomonas Luminescens non sono, di per sé, pericolose per la salute umana. Tuttavia, è sconsigliabile consumare una mozzarella blu o qualsiasi altro alimento contaminato da batteri. Senza un'analisi chimica specifica, non è possibile determinare con certezza la natura del batterio presente.
Anche la cottura, pur potendo eliminare i microrganismi, potrebbe non rimuovere le loro tossine. Nel caso della mozzarella alterata da Pseudomonas Luminescens, sebbene questo batterio non produca tossine dannose, la sua presenza può indicare che il prodotto non è stato conservato correttamente (ad esempio, a causa di un'interruzione nella catena del freddo). Pertanto, in presenza di alterazioni, è sempre meglio evitare il consumo.
I batteri che producono pigmenti, nella maggior parte dei casi innocui, sono diffusi nell'ambiente (acque marine, fluviali, sotterranee). Anche le acque potabili possono contenerne tracce, potendo contaminare gli alimenti durante le fasi di lavorazione, soprattutto nelle piccole imprese artigianali che seguono metodi tradizionali. I batteri del genere Pseudomonas sono considerati tra i meno pericolosi; è necessaria una quantità molto elevata di questi batteri per causare disturbi a un adulto sano.
Prevenzione e Segnalazione
Per prevenire la comparsa di mozzarella blu, è fondamentale prestare attenzione:
- Scadenze: Controllare sempre le date di scadenza.
- Modalità e stato di conservazione: Assicurarsi che gli alimenti siano conservati correttamente.
- Regolazione del frigorifero: Mantenere una temperatura adeguata nel frigorifero.
Molte aziende produttrici, per evitare pubblicità negativa, hanno ridotto la data di scadenza dei loro prodotti da tre a due settimane.
È importante segnalare all'azienda produttrice e/o al punto vendita i casi di mozzarella blu riscontrati. Questo contribuisce a monitorare la qualità dei prodotti e a intervenire tempestivamente.

Altri Alimenti con Anomalie di Colore
Le anomalie di colore non riguardano solo la mozzarella. Fenomeni simili si sono osservati in altri alimenti:
- Pesci e crostacei: Gamberetti e pesci possono diventare fluorescenti o luminosi. Questo fenomeno è spesso causato da batteri del genere Photobacterium e Pseudomonas, che prediligono i prodotti refrigerati e producono pigmenti che vanno dal giallo-rosso al verde fluorescente. Sebbene questi batteri non siano generalmente dannosi per la salute, la loro presenza indica una possibile non corretta conservazione.
- Carni suine: Talvolta, sulla superficie di taglio di carni suine conservate o cotte, possono comparire delle iridescenti. Questa iridescenza è dovuta alla formazione di cristalli di acidi grassi specifici durante la cottura o la conservazione e non rende le carni pericolose per il consumo.
È fondamentale ricordare che, sebbene alcuni batteri luminescenti siano innocui, lo sviluppo batterico su un alimento è un chiaro indicatore di pratiche di igiene non ottimali nella raccolta e lavorazione, o di una conservazione inadeguata. La presenza di batteri innocui potrebbe coesistere con quella di altri batteri potenzialmente rischiosi.
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