Chiara Appendino: Dalla Candidatura Olimpica alle Scelte Alimentari a Torino
La Candidatura Olimpica e le Dinamiche Politiche
La sindaca di Torino, Chiara Appendino, si è trovata al centro di un complesso dibattito riguardante la candidatura italiana ai Giochi Invernali del 2026. Inizialmente, Appendino ha dichiarato fermamente che "Torino non farà da stampella alle altre città", sottolineando la necessità di una candidatura forte e autonoma per la sua città. Questa posizione ha reso complicata l'ipotesi di una candidatura unitaria, soprattutto considerando i tempi ristretti e le mutate regole del CIO rispetto ai Giochi di Torino 2006.
A Palazzo H, sede del CONI, le idee erano chiare da tempo: l'unica città con concrete possibilità di successo era Milano, eventualmente in ticket con Cortina e/o Torino. La sindaca di Torino, pur dichiarando la disponibilità a valutare proposte di collaborazione messe nero su bianco, ha ribadito la convinzione che la candidatura del territorio torinese fosse la più forte e sostenibile. La sua strategia era quella di presentare un dossier solido per Torino, evitando di essere considerata una "stampella" per altre città.

Nonostante la determinazione di Appendino, consiglieri e rappresentanti del CONI, come Carraro e Pescante, hanno spiegato chiaramente alla sindaca che una candidatura di Torino da sola contro Stoccolma avrebbe avuto poche possibilità di successo. Il CONI, desideroso di evitare un altro scenario negativo dopo la rinuncia di Roma 2024, puntava a una soluzione che garantisse la vittoria.
Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha presentato la candidatura di Cortina come "la più bella e low cost", mostrando fiducia nel processo di valutazione del dossier e considerando le prossime 24 ore strategiche e decisive. Ha sottolineato che, partiti come outsider, ora la loro candidatura veniva valutata con serietà.
D'altro canto, il sindaco di Milano, Beppe Sala, si è mostrato più possibilista riguardo a una candidatura unitaria, inserendola anche in una delibera comunale. Ha espresso la volontà di valorizzare i punti di forza di Milano e di valutare le proposte delle altre città, pur mantenendo Milano come capofila. Sala ha evidenziato l'esperienza positiva dell'Expo come un fattore cruciale per dimostrare la capacità organizzativa e la maturità istituzionale di Milano, sottolineando anche la sua forte infrastruttura aeroportuale.
La posizione di Appendino, focalizzata esclusivamente sulla candidatura di Torino, ha rischiato di far saltare l'intero progetto. Il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, si è dimostrato più aperto a valutare una candidatura unitaria qualora venissero presentate proposte concrete.
Evoluzioni del Processo Olimpico e Cambiamenti Normativi
È emerso che le regole del CIO riguardo all'organizzazione dei Giochi sono cambiate significativamente. Attualmente, il CIO predilige "Giochi low cost" e accetta che alcune discipline possano svolgersi anche a notevole distanza dalla città candidata principale. Questo aspetto, secondo alcuni osservatori, non sarebbe stato pienamente compreso da chi ha preparato il dossier di Torino, a differenza di quanto avvenuto per altre candidature, come quella di Stoccolma, che prevedeva discipline come bob e slittino in Lettonia, a quasi 1000 chilometri di distanza.
La commissione Mornati ha tenuto riunioni strategiche, e il 1° agosto era la data stabilita per la decisione definitiva da parte della Giunta e del Consiglio Nazionale del CONI. In questo contesto, il governo dello sport ha analizzato anche questioni procedurali relative alla nomina del presidente dell'assemblea, alla verifica dei poteri e agli ufficiali di gara.
La Scelta Vegana e le Politiche Alimentari a Torino
Al di là delle dinamiche olimpiche, Chiara Appendino ha introdotto nel programma di governo del Comune di Torino la "promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale", definendola un "atto fondamentale per salvaguardare l'ambiente, la salute e gli animali". Questa iniziativa, ripresa anche dal quotidiano inglese The Guardian, prevede interventi di sensibilizzazione e percorsi educativi nelle scuole.
È importante notare che le diete vegetariane e vegane sono già una realtà consolidata nelle scuole pubbliche di diverse città italiane da molti anni. Secondo il rapporto Eurispes, i vegetariani costituiscono il 7% della popolazione italiana e i vegani l'1%. Di conseguenza, molti servizi di ristorazione scolastica si sono adattati a questa crescente domanda.

A Torino, vengono proposti menu vegetariani (senza carne e pesce) e vegani (senza alimenti di origine animale). Inoltre, vengono gestite diete speciali per ragioni mediche (celiachia, allergie, intolleranze) e menu specifici per esigenze etico-religiose, come quelli senza carne di maiale per i bambini di religione musulmana.
Milano, tramite la società Milano Ristorazione, offre un'ampia gamma di diete, tra cui cinque etico-religiose e diciannove sanitarie. In questa città, circa il 10% dei pasti serviti quotidianamente nelle scuole e nei servizi per l'infanzia rientra in queste categorie speciali. La scelta di Milano Ristorazione include un'alternanza bilanciata dei secondi piatti, riducendo il consumo di carne e pesce a favore di altre fonti proteiche come i legumi.
A Torino, i numeri dei menu non tradizionali sono più contenuti rispetto a Milano, con un numero inferiore di richieste per menu vegetariani e vegani. La strategia di Milano Ristorazione, che mira a ridurre la carne e il pesce, è vista come un approccio innovativo per integrare fonti proteiche alternative e meno presenti nell'alimentazione moderna.
Vicende Giudiziarie: La Tragedia di Piazza San Carlo
Chiara Appendino è stata coinvolta in un complesso iter giudiziario relativo alla tragedia di piazza San Carlo, avvenuta il 3 giugno 2017 durante la proiezione della finale di Champions League. In quell'occasione, la folla fu colpita dal panico a seguito dell'azione di rapinatori che utilizzarono spray al peperoncino, causando il ferimento di 1.672 persone anche a causa della presenza di bottiglie di vetro. L'accusa ha imputato presunte carenze nell'organizzazione e gestione dell'evento.
Inizialmente, Chiara Appendino è stata condannata a 1 anno e 6 mesi di carcere per i fatti di piazza San Carlo. La giudice ha descritto il suo approccio come "frettoloso, imprudente e negligente", sostenendo che avesse "commissionato" l'evento ma si fosse disinteressata degli aspetti operativi, imponendo una "traccia troppo rigida" agli organizzatori.
In un processo d'appello bis, conclusosi il 20 gennaio 2025, la pena è stata rivista a un anno, cinque mesi e 23 giorni. Questa riduzione è dovuta al fatto che alcune persone ferite hanno ritirato la loro querela. La condanna è stata confermata anche per l'ex capo di gabinetto Paolo Giordana. L'ex questore Angelo Sanna e l'ex capo di gabinetto della questura Michele Mollo sono stati assolti.
Appendino ha sempre sostenuto la propria difesa a testa alta, annunciando ricorso in Cassazione e dichiarando di rispettare la sentenza ma di essere sicura di poter far valere le proprie tesi difensive. Ha inoltre espresso vicinanza alle vittime e ai loro affetti.
10/12/21 - Tragedia di piazza San Carlo. In Assise i messaggi in chat degli organizzatori
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