Mostra di Elena Bellantoni presso la Fondazione Dino Zoli: un dialogo tra arte, lavoro e identità
La Fondazione Dino Zoli ha ospitato l'inaugurazione di una mostra dedicata all'artista Elena Bellantoni, un evento che ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo dell'arte, della cultura, dell'imprenditoria e delle istituzioni. L'evento ha offerto un'anteprima riservata ai lavoratori dell'azienda tessile che hanno contribuito alla realizzazione di un progetto artistico, seguito da una serata inaugurale con interventi significativi.
Interventi e personalità presenti
La serata inaugurale è stata arricchita dagli interventi di Monica Zoli, socia del Dino Zoli Group, Nadia Stefanel, curatrice della mostra e direttrice della Fondazione Dino Zoli, e dell'artista Elena Bellantoni. I saluti istituzionali sono stati portati dal vicesindaco di Forlì, Daniele Mezzacapo. Tra gli ospiti d'eccezione erano presenti il patron Dino Zoli, Livia Savorelli per l'Associazione Culturale Arteam, Gaia Gonni e Sabrina Lucchi per l'Istituto Tecnico Alberti Saffi ITAS di Forlì, e Roberto Grilli per DZ Engineering. La sala ha accolto inoltre noti rappresentanti del mondo dell'arte, del design, dell'architettura, della scuola, delle professioni e dell'impresa, provenienti da diverse parti d'Italia. Al termine della presentazione, i visitatori hanno avuto l'opportunità di esplorare la mostra in compagnia dell'artista e della curatrice.

Il progetto artistico di Elena Bellantoni
Le esperienze maturate da Elena Bellantoni durante la residenza d'artista, svoltasi in più fasi nel corso del 2022, hanno dato vita a un progetto che esplora il coinvolgimento dei lavoratori e il concetto di habitus, inteso come l'insieme dei comportamenti spontanei che definiscono l'individualità umana. L'esposizione presenta in anteprima nazionale il nuovo video di Bellantoni, "Se ci fosse luce sarebbe bellissimo", prodotto da Dino Zoli Textile e Fondazione Dino Zoli. Quest'opera, insieme all'installazione, alle lightbox e ai disegni, è caratterizzata da un segno poetico con una forte valenza politica.
Temi centrali: corpo, luce e relazioni
I temi centrali del progetto ruotano attorno al corpo, vissuto in relazione agli altri e agli spazi lavorativi, e alla luce, interpretata come simbolo di apertura, speranza, gioia e connessione dopo periodi di oscurità e solitudine. La luce funge da elemento ideale di apertura e chiusura del percorso espositivo, attraverso due scritte al neon che testimoniano un approccio artistico partecipativo-relazionale.
- La prima scritta al neon, di colore blu, riprende una frase tratta dall'ultima lettera di Aldo Moro alla moglie: "Se ci fosse luce sarebbe bellissimo".
- La seconda, di colore rosso, cita Francesco Guccini: "C’era una voglia di ballare che faceva luce…", evocando le speranze del secondo dopoguerra.

L'installazione degli abiti-scultura
La sala principale della Fondazione Dino Zoli ospita un'installazione di quattordici abiti-scultura, creati con i tessuti di Dino Zoli Textile. Realizzati in lino rosa per richiamare il corpo e in velluto grigio-azzurro per evocare le tute da lavoro, gli abiti presentano una forma a trapezio che accoglie sia la figura maschile che quella femminile, conferendo un aspetto onirico. Questi abiti sono il risultato finale della residenza d'artista e rappresentano il fulcro della mostra.
Il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti (video totale)
Il video "Se ci fosse luce sarebbe bellissimo"
Il video "Se ci fosse luce sarebbe bellissimo", realizzato nel gennaio 2023, unisce i gesti del lavoro quotidiano a performance collettive per tessere nuove relazioni e creare un nuovo habitus. Come sottolineato dalla curatrice Nadia Stefanel, il video rappresenta "un corpo nuovo - pieno di risorse per la fantasia, per le proiezioni e le “irrealizzazioni” immaginarie, come avrebbe detto Sartre. Rappresentato nella sua essenza da quell’abbraccio collettivo dei quattordici dipendenti vestiti con gli abiti-scultura che costituisce l’ultimo frame del video".
Disegni e lightbox
Il percorso espositivo è arricchito da sei disegni a china su carta da spolvero con interventi a collage, realizzati dall'artista per fissare gesti propedeutici alla performance del video. Completano l'allestimento quattro lightbox che evidenziano i passaggi chiave del video, nei quali l'artista interagisce con lo spazio aziendale di Dino Zoli Textile.

L'arte come strumento di benessere e creatività
Monica Zoli, socia del Dino Zoli Group, sottolinea l'importanza dell'arte nel contesto lavorativo: "Sul luogo di lavoro - dichiara - si trascorre una parte importante della propria giornata e della propria vita. L’incontro con l’arte favorisce la creatività e il benessere personale, contribuendo al miglioramento della qualità del tempo trascorso lavorando. In particolare, questo progetto ha toccato un punto nevralgico, quello delle relazioni interpersonali, portandole ad un livello emotivo intimo, nel rispetto del proprio spazio. È stata sicuramente un’esperienza impegnativa e coinvolgente, diversa ancora dalle precedenti. Mi sento di consigliare anche ai colleghi il “contagio” con l’Arte: un risultato certo è l’apertura di visione, a beneficio di tutti".
Elena Bellantoni: un percorso artistico
Elena Bellantoni ha vinto il “Premio Speciale Fondazione Dino Zoli e Dino Zoli Textile” nell'edizione 2020 di Arteam Cup, concorso artistico nazionale promosso dall’Associazione Culturale Arteam. La sua formazione include una laurea in Storia dell’Arte Contemporanea, studi a Parigi e Londra, e un MA in Visual Art presso la WCA University of Arts London. La sua ricerca artistica esplora i concetti di identità e alterità attraverso dinamiche relazionali che utilizzano il linguaggio e il corpo. Il suo lavoro spazia tra video, fotografia, performance, disegno e installazioni, nutrendosi del dialogo tra discipline umanistiche come la storia, l'antropologia e la psicoanalisi. L'elemento sociale e politico è un collante fondamentale della sua ricerca, sempre intrisa di uno sguardo poetico.
Riconoscimenti e mostre significative
- Residenze artistiche: Beo_Project (Belgrado, 2019), "The Subtle Urgencies" (Fondazione Pistoletto, 2017), "Soma Mexico Residency" (Città del Messico, 2016), "As long as I’m walking" (con Francis Alÿs e Cuauthémoc Medina, Beirut, 2009).
- Nel 2018, il progetto "On the Breadline" è stato tra i vincitori dell’Italian Council, con un Focus al MAXXI di Roma nel 2019.
- Il progetto "Ho annegato il Mare" è stato selezionato negli Eventi Collaterali di Manifesta12.
- Vincitrice assoluta di Arteam Cup 2020, ha allestito la mostra personale "Imperfetto mare" (a cura di Leonardo Regano) presso CUBO Condividere Cultura (museo d’impresa del Gruppo Unipol, Bologna) nel 2022.
Collezioni pubbliche e private includono la Collezione del Ministero Affari Esteri La Farnesina e la Fondazione Pietro ed Alberto Rossini. I suoi video sono presenti nell’Archivio Careof DOCVA e nell’Italian Area Contemporary Archive di Viafarini a Milano.

Dino Zoli Textile: innovazione e qualità tessile
Fondata nel 1972 da Dino Zoli, Dino Zoli Textile è un'azienda leader nella produzione e commercializzazione di tessuti per arredamento. Con una forte attenzione all'ambiente, all'innovazione tecnologica e alla qualità del Made in Italy, l'azienda esporta in oltre 60 paesi nel mondo. La gamma di prodotti include uniti, jacquard, stampati, outdoor (Collezione Opera®), microfibre e tessuti tecnici, disponibili in un'ampia palette di colori e pronti per la consegna. L'azienda ha sviluppato negli anni collezioni ecosostenibili con materiali riciclati (Respect Collection).
La produzione, prevalentemente italiana, si avvale di un reparto produttivo avanzato e di macchinari per stampa, finissaggi e nobilitazioni. Un team dedicato supervisiona la produzione anche in Cina, garantendo il controllo qualitativo e l'aderenza alle specifiche Dino Zoli. L'azienda offre anche soluzioni custom made per clienti che richiedono caratteristiche tecnico-creative particolari, estendendo la sua produzione a settori come il Motorhome, l'Abbigliamento e gli Accessori.
Nel 1994 è stata fondata Dino Zoli Brasil, una partecipata che si occupa della commercializzazione dei tessuti in Brasile e nel mercato sudamericano, con una sede operativa a Indaiatuba (San Paolo).

Informazioni sulla mostra
La mostra personale di Elena Bellantoni, inserita nel programma “Who’s next”, è visitabile presso la Fondazione Dino Zoli fino al 4 giugno 2023.
Orari e contatti
La Fondazione Dino Zoli è aperta al pubblico:
- Da martedì a venerdì: 9:30 - 12:30
- Sabato e domenica: 9:30 - 12:30 e 16:30 - 19:30
- Chiuso lunedì e festivi.
L'ingresso è libero.
Per informazioni: T. [Numero di telefono non specificato nel testo originale]
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