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Diserbo per Fave: Strategie e Prodotti Efficaci

La gestione delle erbe infestanti rappresenta una sfida costante per agricoltori e giardinieri, mirando a mantenere spazi verdi rigogliosi e colture sane. Comprendere la differenza tra diserbante totale e diserbante selettivo è fondamentale per un controllo efficace delle malerbe.

Tipologie di Diserbanti e Meccanismi d'Azione

I diserbanti si distinguono principalmente in due categorie: totali e selettivi. Il diserbante totale, noto anche come erbicida totale, è formulato per eliminare un'ampia gamma di piante infestanti. Un esempio comune è il glifosato, un diserbante totale, non selettivo e sistemico, che agisce penetrando le foglie della pianta e diffondendosi attraverso il suo sistema fino alle radici, garantendo l'eliminazione dell'intera pianta.

D'altra parte, il diserbante selettivo è progettato per colpire specifiche varietà di piante infestanti, lasciando intatte le altre colture. Questo tipo di diserbante è cruciale in agricoltura e giardinaggio quando si desidera eliminare erbe infestanti specifiche senza danneggiare le piante desiderate. Ad esempio, un diserbante selettivo foglia larga può essere impiegato in un prato per eliminare infestanti come il dente di leone o la piantaggine, senza compromettere l'erba.

Un'ulteriore distinzione riguarda i diserbanti di contatto e quelli sistemici. I diserbanti di contatto, come i cosiddetti "seccatutto", agiscono localmente, uccidendo solo la parte della pianta con cui entrano in diretto contatto. Al contrario, i diserbanti sistemici vengono assorbiti dalla pianta e agiscono internamente, diffondendosi attraverso il suo sistema.

Schema che illustra la differenza tra diserbante di contatto e sistemico, con esempi visivi.

Applicazione e Tempistiche Ottimali

L'efficacia di un diserbante dipende in larga misura dal corretto tempismo della sua applicazione. Il periodo ideale per l'uso può variare in base al tipo di pianta infestante e alle condizioni climatiche, ma generalmente si consiglia di intervenire quando la pianta è in fase di crescita attiva. Per i diserbanti selettivi, il momento migliore per l'applicazione è spesso in primavera o in autunno, quando le piante infestanti sono più attive vegetativamente.

Dopo l'applicazione di un diserbante selettivo, è importante evitare di innaffiare l'area trattata per almeno 24-48 ore, a meno che le indicazioni del prodotto non specifichino diversamente. Gli erbicidi di contatto possono mostrare effetti più rapidi, causando l'appassimento e la morte delle parti aeree delle piante in poche ore o giorni, mentre gli effetti degli erbicidi selettivi possono richiedere più tempo per diventare visibili.

Diserbo Specifico per le Fave: Strategie e Prodotti

Nel contesto del diserbo per le fave, è possibile effettuare un'unica applicazione o optare per due interventi frazionati, prestando particolare attenzione al controllo delle specie più difficili, come le chenopodiacee. Le sostanze attive di alcuni prodotti, come quelle impiegate per il diserbo del mais, agiscono sia per via radicale che fogliare, inibendo l'enzima ALS (acetolattato sintasi).

Prodotti a base di triflusulfuron-metile, come Safari, sono solfoniluree selettive nei confronti delle varietà convenzionali di bietola. Nuove miscele sono caratterizzate da un più ampio spettro d'azione dicotilenonicida e graminicida, aprendo nuove prospettive nel controllo delle malerbe, garantendo al contempo un'elevata selettività.

È possibile effettuare un'applicazione di 1 L/ha alle 2-4 foglie della coltura di fave, a condizione che venga assicurata una buona pulizia del letto di semina e senza interventi residuali in pre-emergenza. In presenza di elevate infestazioni, specialmente quelle a nascita ritardata, si consiglia di frazionare l'intervento in due applicazioni da 0,5 L/ha ciascuna. Il primo intervento dovrebbe essere anticipato allo stadio di 2 foglie, mentre il secondo, da effettuarsi dopo 7-14 giorni, dipenderà dalle condizioni climatiche (in particolare la temperatura) e dallo stato di vegetazione della coltura.

Grafico che mostra la crescita delle fave e i periodi ottimali per l'applicazione dei diserbanti.

Gestione di Infestanti Specifiche e Resistenti

Qualora le chenopodiacee si presentassero a uno stadio di sviluppo più avanzato, è necessario aumentare le dosi di olio vegetale per favorire la dissoluzione delle cere epicuticolari, specialmente in condizioni di elevata siccità. La barriera epicuticolare che si forma sulla pianta riduce la penetrazione delle sostanze attive sistemiche e, di conseguenza, l'efficacia del trattamento.

Alcune sostanze attive, come il tiencarbazone, vengono assorbite prevalentemente per via radicale, mentre altre, come il foramsulfuron, agiscono più per via fogliare. Entrambe svolgono un'azione frenante o di condizionamento nei confronti delle specie perenni (come Rumex, Cirsium, Convolvulus, Calystegia, Cyperus), sebbene il controllo non sia sempre completo o possa risultare parziale, come nel caso dell'Equisetum.

È importante monitorare la presenza di popolazioni di malerbe resistenti agli inibitori dell'ALS, come le diffuse amarantacee (Amaranthus retroflexus, A. hibrydus, A. rudis, A. tubercolatus). Nei letti di semina non gestiti preventivamente, possono manifestarsi anche popolazioni resistenti di Papaver rhoeas, Sinapis arvensis e graminacee microterme (Lolium, Avena).

Possono persistere malerbe meno sensibili, come Veronica persica e Papaver rhoeas, verso le quali l'efficacia del trattamento non è sempre sufficiente. Tra le popolazioni mediamente sensibili, particolare attenzione va prestata alle chenopodiacee, tra cui spiccano Atriplex spp., Chenopodium album, C. ficifolium, C. opulifolium e C. vulvaria, più ricche di cere, ma anche C. polyspermum.

Illustrazione delle principali specie di chenopodiacee infestanti.

Considerazioni sui Prodotti Agrofarmaci

Gli agrofarmaci svolgono un ruolo determinante nell'agricoltura moderna, aiutando a combattere, prevenire e curare le infezioni dei vegetali causate da organismi nocivi. Esistono diverse formulazioni e tipologie di prodotti, tra cui:

  • Acaricidi
  • Erbicidi selettivi per colture specifiche come carota, pisello, pomodoro, mais, patata, girasole, sorgo, tabacco.
  • Insetticidi per colza, pomacee e drupacee.
  • Fungicidi a base di rame (idrossido o ossicloruro) o con azione translaminare e sistemica (come PRETIL).
  • Diserbanti selettivi di post-emergenza per il controllo di infestanti dicotiledoni in cereali, asparagiaie, prati e frutteti.
  • Erbicidi ad azione fogliare, sistemici, non selettivi e non residuali.
  • Diserbanti selettivi in emulsione concentrata o con rapida azione fogliare e prolungato effetto residuale.
  • Erbicidi di post-emergenza per varietà di girasole tolleranti all'imazamox.
  • Diserbanti per il controllo di mono e dicotiledoni.
  • Insetticidi del terreno o per piante ornamentali.
  • Erbicidi selettivi per mais da granella e mais dolce.
  • Zolfo micronizzato per il controllo dell'Oidio.
  • Erbicidi selettivi per frumento, orzo, segale e triticale.
  • Fungicidi endoterapici translaminari e di contatto.
  • Anticrittogamici per uso agricolo.
  • Fungicidi sistemici con azione preventiva, curativa e bloccante.
  • Erbicidi selettivi contro infestanti annuali e poliennali.

Il diserbante naturale Beloukha è un esempio di erbicida biologico sicuro, liberamente vendibile, che non richiede patentino e risulta efficace.

CONVISO® SMART - Applicazione dell'erbicida

Nuove Soluzioni per il Diserbo

Una nuova soluzione che si affaccia sul mercato dei diserbi nelle colture alte, in special modo nei vigneti, è Rexxar, la cui sostanza attiva è il clomazone. Questo composto, appartenente alla famiglia chimica degli isossazolidoni, mostra un'elevata attività erbicida quando applicato in pre-emergenza delle specie infestanti, sia graminacee che dicotiledoni. Il clomazone agisce inibendo la sintesi della clorofilla e dei carotenoidi, mostrando un rapido assorbimento da parte delle infestanti in fase di germinazione attraverso radici e germogli.

Rexxar va impiegato prima della ripresa vegetativa delle piante nei sottofila delle colture indicate in etichetta. È inoltre autorizzato l'uso autunnale su tutte le colture, ad eccezione di agrumi e olivo. Tra le specie sensibili a Rexxar figurano graminacee come il Giavone comune e americano, Pabbio e Fienarola, e dicotiledoni come Cencio molle, Erba morella, Portulaca, Farinello comune e Calendula. Grazie all'ampio spettro d'azione del clomazone, Rexxar consente di controllare la maggior parte delle specie infestanti delle colture alte.

Rexxar è formulato come sospensione di capsule e contiene 360 grammi per litro di clomazone. Dopo l'applicazione al terreno, le capsule rilasciano progressivamente la sostanza attiva, prolungandone l'efficacia. È perfettamente compatibile con erbicidi a spettro d'azione complementare, ma in caso di miscela è necessario rispettare il periodo di carenza più lungo e le norme precauzionali prescritte per i prodotti più tossici.

L'uso ripetuto di erbicidi con lo stesso meccanismo d'azione può portare allo sviluppo di erbe infestanti resistenti. Per evitare o ritardare questo fenomeno, è fondamentale attenersi alle dosi e alle raccomandazioni riportate in etichetta, alternando formulati dotati di differenti meccanismi d'azione e monitorando attentamente la presenza di malerbe sensibili sfuggite ai trattamenti.

Infografica che illustra il meccanismo d'azione del clomazone e le colture in cui Rexxar può essere impiegato.

tags: #disserbo #per #fave

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