Il termine "cazzo": Significato, etimologia e usi colloquiali nella lingua italiana
La parola cazzo è un termine della lingua italiana di registro colloquiale basso che, in senso proprio, indica il pene. Non si tratta di un semplice sinonimo del termine anatomico, bensì rappresenta una forma dell'espressività letteraria e popolare.
Talvolta, nella lingua parlata, può essere utilizzato per il compiacimento nell'uso di un termine proibito o di registro eccessivo, elemento che non può essere reso dal semplice uso di «pene!».
Il termine è usato piuttosto spesso nella lingua parlata anche senza correlativo semantico, con la funzione linguistica di "rafforzativo del pensiero", ovvero come un intercalare con funzione emotiva per rendere un'espressione colorita o enfatica. Questo uso può essere assimilato a quello di espressioni come "cazzo!" usate come espressione di insoddisfazione o di ira.
Etimologia e origini della parola
L'etimologia della parola è stata oggetto di dibattito tra numerosi studiosi. L'ipotesi più documentata e meno "fantasiosa" è quella formulata da Angelico Prati e ribadita con puntuali riscontri filologici da Glauco Sanga, entrambi linguisti esperti di gergo. Secondo questa teoria, si tratterebbe di una semplice estensione metaforica dell'uso del termine lombardo cazz, che significa "mestolo", derivato dal latino cattia, anch'esso "mestolo".
Un'altra ipotesi, ripresa da Antonio Lupis, suggerisce una connessione tra "cazzo" e il verbo latino capitiare, da cui deriva anche "cacciare", con il significato di "infilare, mettere dentro con forza".
In letteratura, uno dei testi più noti correlati con questo termine è il sonetto Er padre de li santi, scritto da Gioachino Belli il 6 dicembre 1832, insieme all'analogo La madre de le sante (relativo all'omologo termine femminile).
Il termine "cazzo", virtualmente la prima persona singolare del verbo di uso velico cazzare, è anche all'origine di un facile calembour sfruttato a fini di gag, anche se di grana grossa, in diversi film, tra cui uno della serie di Fantozzi.

Usi colloquiali e modi di dire
Il termine "cazzo" è utilizzato in numerosi modi di dire prettamente regionali, che non hanno una diffusione - e quindi una comprensione - più ampia sul territorio nazionale. Questi modi di dire potrebbero essere assimilati ai proverbi, dai quali però si distinguono nettamente sia per la loro brevità, sia perché mancano della profondità ed arguzia tipica dei proverbi. Il carattere principale di questi detti è soprattutto quello di essere improntati sull'immediatezza e sul divertimento.
Il termine ricorre in numerosi proverbi diffusi nelle diverse regioni d'Italia, dove la salacità, una buona dose di humour e un'attenta osservazione della quotidianità si mescolano in un tutt'uno con la saggezza popolare.
Esempi di espressioni e modi di dire regionali:
- (Napoletano) A 'o cazzo, 'o culo e 'a fessa fanne felice 'o stesso: indica che per il soddisfacimento sessuale va bene sia il davanti che il di dietro.
- (Napoletano) O sole ammoscia 'e fiche e tu m'ammusce 'o cazze!
Modi di dire comuni e loro significati:
- Testa di cazzo (ma anche cazzone): persona stupida, ignorante o stolta, priva di raziocinio, totalmente refrattaria a qualsiasi tentativo di migliorarla o farla ragionare. Può essere riferito anche ad una donna ed è talvolta enfatizzato con un aggettivo rafforzativo.
- Cazzo!: espressione di insoddisfazione o di ira.
- Cazzimma: termine napoletano, non traducibile in italiano, che si attribuisce ad una persona egoista ed arrivista, spesso priva di scrupoli, caratterizzata da furbizia opportunistica e cinica, che prova quasi piacere nell'arrecare volutamente un danno, un'arrabbiatura o un dispiacere ad altri. Spesso, per estensione, viene anche usato per indicare una cattiveria "spicciola", gratuita o immotivata, fatta giusto per il piacere di arrecare un danno agli altri.
- Stare sul cazzo opp. cazzata: un'affermazione oppure un'azione qualsiasi che sia stupida, sciocca, o priva di senso (dice / spara / fa cazzate: vedi più sopra cazzaro); oppure un'azione decisamente sconsiderata, pericolosa, dannosa (Ha fatto veramente una grande cazzata!).
- Cazzi amari, cazzi acidi, cazzi da cagare, cazzi per il culo: queste espressioni - sinonimiche fra loro - indicano gravi problemi previsti in futuro, o conseguenze nefaste.
- Del cazzo: di nessun valore, importanza o interesse (es. "questo è proprio un romanzo del cazzo", "siamo giunti in un paese del cazzo"); oppure da niente, stupido, assurdo (es. "ha un atteggiamento del cazzo", "è un divertimento del cazzo").
- Cazzo!: espressione di meraviglia e di sorpresa, sia riguardo avvenimenti positivi che negativi. Esiste anche la variante oh, cazzo!, con analogo significato seppur rafforzato dall'interiezione.
- Capo de cazzo opp. grazie al cazzo: espressione di risposta ad un'affermazione ovvia e di nessuna utilità, lapalissiana (es. "La Ferrari è un'auto bellissima...", "Eh!, grazie al cazzo!").
- Che cazzo dici / fai / vuoi?, non voglio un cazzo: locuzioni dalle quali si evince l'utilizzo sinonimico estensivo che viene fatto del termine nel parlare comune (nella domanda sostituisce il termine "cosa" - cosa vuoi?).
- 'Sti cazzi: espressione romanesca che si è andata diffondendo nel resto d'Italia col significato di "non me ne importa nulla / non mi riguarda", riferita a cosa e/o affermazione di scarsa importanza. Viene anche spesso usata per mostrare stupore o ammirazione (simile a "perbacco"), similmente al romano 'sto cazzo. È sempre più in uso anche nel senso di "col cazzo che...": 'Sti cazzi se lo aiuto!.
- Cazzomatto: espressione con cui si suole intendere una persona buontempona, un mattacchione.

Varianti parafoniche e metafore
Esistono diverse varianti parafoniche della parola, utilizzate per attenuarne la volgarità o per scopi ludici:
- càcchio, càkkio, kàcchio
- cànchero
- càpperi
- càppita
- càspita, caspiterìna
- catinàzzu (reggino)
- càvolo
- càzega (veneto)
- catanazzo (campano)
- càzzica
- kàiser
- cazzaròla
La parola, idealmente seguita da un punto esclamativo, viene spesso usata come interiezione o reazione di sorpresa/opposizione rispetto ad un evento del tutto inaspettato e/o sgradito. Questo uso, tuttavia, viene considerato piuttosto volgare e disdicevole; non a caso, nel doppiaggio in italiano dei film in lingua inglese, sostituisce spesso l'esclamazione "fuck!" (letteralmente fòttiti).
In area linguistica anglosassone, esistono metafore con termini simili, come "staff", "bastone", "palo", "pile-driver", "pilgrim's staff", "staff of love", "pike-staff", "hand-staff", "rod", "ramrod", "rammer", "fishing rod", "perch", "post", "club", "bludgeon", "crook", "pointer", "wand", "magic wand".
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