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La Carota Dialettale Barese: Tra Confusione Botanica e Ricchezza Linguistica

Il dialetto, pur rappresentando un inestimabile valore per la storia e le tradizioni, è spesso fonte di confusione, sinonimie e omonimie che rendono difficile il districarsi tra i suoi significati. Questa difficoltà si accentua quando il dialetto si confronta con la botanica.

Confusione Botanica nel Dialetto Pugliese

In molti comuni pugliesi, la carota (Daucus carota L. var. sativus) viene impropriamente indicata con termini come bastinaca o pestanaca. Esempi noti sono la ‘Bastinaca di San Vito’, che in realtà è la ‘Carota di Polignano’, e la ‘Pestanaca di Sant’Ippazio’, ovvero la ‘Carota di Tiggiano’. Tuttavia, la pastinaca (Pastinaca sativa L.) è un ortaggio distinto dalla carota. Entrambe appartengono alla famiglia delle Apiacee, ma rappresentano specie differenti, con la pastinaca caratterizzata da una radice completamente bianca e peculiarità organolettiche nettamente diverse.

Un altro errore comune nel dialetto è l'attribuzione del nome ‘carota rossa’ alla bietola da orto (Beta vulgaris L. var. conditiva), che appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee. In sintesi, per molti dialetti e comunità, la pastinaca viene scambiata per carota e la carota per bietola da orto. Questo è un errore botanico significativo.

Per la promozione della pregiata ‘Carota di Polignano’, una nota ditta di commercializzazione ha utilizzato il termine ‘Carote arlercchino’, introducendo un’errata aggiunta di una ‘r’.

Illustrazione botanica comparativa di carota e pastinaca, evidenziando le differenze nella radice.

Terminologia Barese per Frutta e Verdura: Influenze Greche e Latine

Il dialetto barese presenta termini per frutta e verdura che si discostano notevolmente dall'italiano, spesso con sonorità aspre e dure. Queste denominazioni riflettono le influenze storiche della regione, in particolare quelle derivanti dal greco e dal latino.

Influenze Greche

Per secoli, fino al 326 a.C., Bari fece parte della Magna Grecia. L'influenza ellenica si consolidò ulteriormente durante il secondo periodo bizantino (876-1071 d.C.), quando la città divenne sede di un importante Catepanato. Un esempio di questa eredità linguistica è la parola barese per mandorla, amínue, che deriva dal greco amygdàle (ἀμυγδάλη). Curiosamente, anche la lingua italiana ha adottato questo termine, ma per indicare una parte del sistema nervoso, l'amigdala, per la sua forma simile a una mandorla.

Un altro termine di origine greca è cime de cole, che indica il cavolfiore. L'origine greca si ritrova anche in prequèche, il nome dialettale per la percoca, una varietà di pesca tipica di Puglia e Campania.

Termini di Origine Latina

Il dialetto barese conserva parole di derivazione latina che si sono discostate dall'italiano moderno. La carota in barese è chiamata bbastenàche, derivante direttamente dal latino pastĭnāca, che indicava questa radice vegetale. La zucchina, chiamata checozze, è un incrocio di termini latini come cŭcŭtĭa e cŏchlĕa. Il sedano, noto in dialetto barese come u uàcce, deriva direttamente dal latino apium, con l'aggiunta dell'articolo determinativo "u".

Mappa della Puglia che evidenzia le aree della Magna Grecia e dell'Impero Bizantino.

Glossario Italiano - Barese: Un Viaggio nel Linguaggio Quotidiano

Il dialetto barese è ricco di espressioni locali che riflettono la vita quotidiana. Di seguito, un glossario che include termini per ortaggi, frutta, oggetti di uso comune, e persino nomignoli e modi di dire.

Ortaggi e Frutta

  • Il sedano: u acciè
  • Focaccia: F’cazz
  • La Zucchina: La cocozz
  • Carota: bastenac'
  • Le melanzane: le melengiane
  • Piselli: p'sidde
  • Le percoche: L'prquech
  • I peperoni: l' pa’p’russ
  • Peperoncino piccante: Diauichk
  • Cetriolo: u ciriol/u c'tron
  • Caroselli: Cucumarazz/Cap d'murtil
  • Prezzemolo: u ptrsiddil
  • Ravanello: u rapanidd
  • Cetrioli pelosi: Car’sidd
  • Castagne secche: stragaganass
  • Il fico: u Fic'
  • Il fiorone (varietà di fichi): U' c'lomb
  • Le olive: l’ auin / i Lè (Conversano)
  • Rape: Cimdrap
  • Cavoli: Cimdcol (Conversano)
  • Ciliegie: L’Ciras
  • Salsicce: Salzizz
  • Le seppioline: L'alliv
  • Mandorle: L' minuhe

Oggetti di Uso Comune

  • La forchetta: La fr’cin
  • L'acqua sporca: L'aqqua lord/L'aqqua nior
  • Il coltello: U cr’tidd
  • L'occhio: U'ecchie
  • Il cucchiaio: La c’cchiar
  • Lo stuzzicadenti: U scazzacarn
  • Le lenzuola: L' Lnzel
  • Manganello: U Mazzaridd
  • Occhiali: l’C’necchi/l'acchial
  • I debiti: l’ C’ppon
  • Il montato (Di testa): U D’cchiu
  • Lo sdentato: U Schignat
  • Mi sono ingrassato: M'So chiatrat
  • Mi sono dimagrito: M'So smazzat
  • Ubriaco: alluvionat/M'briac
  • Malato: accipinat
  • La corda: U Chiap
  • Bestemmie: Gastem
  • La pietra: La chianc
  • La bara: U tavut
  • Il tre ruote (veicolo): U'trerrot
  • Dolci con zucchero a velo: L'sporcamuss
  • La birra Dreher o La Peroni: La bir Dreghèr/La Peròun
  • La busta della spesa: La sport’
  • Gli avanzi: U R’mmat
  • Il cesso: U pris
  • Ragazza alquanto brutta: Nu Scattapris
  • Diarrea: U Frusc
  • Organo genitale femminile: U P’ccion
  • Organo genitale maschile: La ciola
  • Omosessuale: R’cchion
  • Masturbazione maschile: Tr’mon (Conversano = Margiel)
  • Fellatio: chinottil
  • Picchietto ammazzamosche: U Cazzamosc
  • Il padre: Uattan
  • Mio padre: Uattanm
  • Il cognato: U canat
  • La moglie: La M'gghier
  • L'amante: La comar
  • La prostituta: La Z'ccnedd
  • Il topo: La zocc'l
  • La fidanzata: La zit
  • Lo scarafaggio: la magnott (plurale i magnatt'l)
  • Lumache: l' Cazzavun
  • L’uccello: Uacidd
  • La tartaruga: sc'ttuscn
  • Il tacchino: u vicc
  • Asino: ciucc
  • Bue: u’ vuv
  • La pulce: la puddece
  • Il Balcone: La Loggih
  • La tasca: La pald
  • I soldi: l’ t’rriss
  • Ieri: Aglir
  • L’altro Ieri: Nu sterz /Avantjr
  • Tre giorni fa: Diaterz
  • Domani: crè/crà
  • Dopodomani: pscrè/pscrà
  • Tra tre giorni: Ps’criddil
  • Settentrionale: U Giorgianis
  • La pancia: la vendr
  • La pelle: la P’decchi
  • Allargare: Spanecchi
  • Il treno merci: La tradott’
  • Il pulmino della Fiat: U boriasch
  • Il vino: U’ mir
  • Consumare: strosc
  • Il lavoro: la Fatic’
  • Il vaso: La grast
  • La scatola: La buatt
  • La muffa: Palushnà
  • Fare la cresta: Fasc la ricott
  • Il muro: La Frabech
  • Il muratore: u Frabcator
  • Il calzolaio: u p'tak/u scarpar
  • Strabico: n'ecchi & n'ecchie
  • Coatto, cafone: U c'zzal (Conversano = Carburator)
  • Fare baccano: fe la jos
  • Rosa: Riosa

Nomi Propri

  • Raffaele: F'lucc/Faiel
  • Nicola: Colin
  • Anna: Jann'
  • Michele: M'cchèl
  • Giovanni: Giuann
  • Giuseppe: Peppin/Mba pepp/Pinucc'
  • Gaetano: Tanin/Iucc
  • Franco: Frankin
  • Domenico, Mimmo: M'ngucc'

Modi di Dire e Espressioni

  • Certo ke ne hai avuti di uomini: n si fr'sciut d' purpla
  • Cenere: la c'nis
  • La serratura: la n'zrrin
  • La caffettiera: la c'clater
  • Le federe: fasc'cscin
  • Microcefalo: u capasidd
  • Di sorpresa: alla s'grtur - all anvam
  • La culla: u uasc'
  • Il cassetto: u tratur
  • La nervatura: la zimzifagn
  • Il Giocherellone: u sc'quannar
  • Viso corrucciato: g'rdn'ziùs
  • Il dente molare: u gangan
  • Il cerotto: u sparatrap
  • Il frustino: u sckriet
  • Il mugnaio: u mallenaar
  • Fianco: Quest
  • La trottola: u verruzze
  • La trottola che saltella: trappeta trappè
  • L'ignorante arricchito: U'czzal arrchit
  • I forestieri: L'ziazi'
  • La trottola che gira normalmente: pennidde
  • Baffo: m'stazz
  • Schiacciare: scacazzà
  • Davanti: facc'mbrond'
  • Maestrale: maistr'
  • Riposo: r'stor'
  • La teglia: la t'jedd
  • Il terrazzo: u'aschère
  • Il vassoio: la spàs'
  • Persona che ha subito un pestaggio: Crsmat
  • Persona poco raffinata: Zagn
  • Baldoria: Gibillero
  • Fare una papera: P’gghià nu pr’quech
  • Sfortuna: Scmogn
  • Tirchio: Scrzun
  • Gira i tacchi e vattene, Stai alla larga!: Tacchiisce!!
  • Correre generale...: Fushafush...
  • Collo: u kued
  • Soggetto anomalo: Sdreus
  • Che bella ragazza!: C’ Sort de perchia!
  • Sporcaccione, zozzo: 'nzvus (Bari), muc'taz (Conversano)
  • Mettere a pecorino: a scappacecer
  • Tiella di Patate, riso e cozze: Tegghie d'Patan, ris e cozz
  • Il polpo arrostito: U pulp arrstut
  • Il granchio al sugo: la p'los au sug
  • Il barbier: U'varvir
  • L'addetto ad accendere i fuochi: U'mest fuegh

Nomignoli Baresi

  • Appìcce e stute: "accendi e spegni". Vale a dire: s'infiamma subito e si calma con la stessa rapidità.
  • Babbìssce: "mento lungo".
  • Brasciòle: "braciola". Nomignolo dato a persona rotondetta e pacioccona, di solito riferito ai barbieri.
  • Cacametànde, "cacamutande". Soprannome dato alla proprietaria di una cantina piuttosto sporcacciona.
  • Canìgghie: "crusca", "lentigginoso".
  • Cape d'acìdde: "testa d'uccello".
  • Cape de pezze: "testa di pezza". Attributo alla suora o alla monaca.
  • Carghe n gape: "carico in capo (di corna)". La definizione è molto chiara.
  • Carnatòsre: "carne dura".
  • Cazze cazze: "cazzo cazzo". Venire da ingenuo, da imbecille.
  • Caccà: "balbuziente".
  • Cacóne: "pauroso".
  • Checchevàsce": "civetta".
  • Cheppunìste: "debitore". Dedicato a chi contrae debiti a non finire.
  • Chiacòne: "fico secco".
  • Chiangòne: "grosso masso di pietra".
  • Ciaciàcche. (Intraducibile). Nomignolo affibbiato a persona obesa.
  • Cianne de le femmenìidde: "Gianni delle femminucce". Detto di tipo apparentemente innocuo che cerca di ingraziarsi le donnette prese di mira, per carpire al momento buono, qualche fuggevole concessione.
  • Fafellùse: "frettoloso". Si dà ad uno che si muove molto e conclude poco o niente.
  • Fafuèche: "colui che fa fuoco", "precipitoso, sbrigativo". Designa coloro che pur impegnandosi in una qualsiasi attività, con molte energie, non riescono a realizzarla.
  • Maccaròne: "babbeo".
  • Mamma cinònne: "mamma piccola". Soprannome dato ad una ragazza nana.
  • Mangia recòtte: "mangia-ricotta". Nomignolo affibbiato a protettori di prostitute.
  • Minze chichì: "effeminato". Soprannome abbinato a chi è effeminato.
  • Pappuìcchie: "papponcino". Diminutivo di pappone "sfruttatore". Il lessico della mala considera, infatti, sia pappa, sia pappone, sia pappetta.
  • Parl'e pìssce: "parla e piscia". Si dà a chi, mentre parla, spruzza la saliva sul viso dell'interlocutore.
  • Pedresìne: "prezzemolo". Chi va intrufolandosi in cose che non lo riguardano.
  • Rècchièpànne: "orecchie a sventola".
  • Spàreme mbìitte: "sparami in petto". Indicato a donne che ostentano il seno.
  • Spetale", "ospedale". Soprannome dato a chi aveva l'aspetto del malato cronico.
  • Spilacicì. (Intraducibile). Nomignolo dedicato a donne che hanno capelli lisci e radi.
  • Squagghiasòle: "rovina-suole", "perdigiorno". Soprannome molto diffuso per indicare una persona che non lavora mai, ossia disoccupato abituale, ma che, al contempo, cammina parecchio.
  • U sgubbàte. (Intraducibile). Persona con spalle asimmetriche e sporgenti.

Brindisi a Tavola

"Tazze e bicchieri, salute a questi cavalieri, cavalieri e tazze, salute a questo c......"

Espressioni Comuni

  • AAivògghìie - Certo!
  • Abbiòcche (sin. Adùne) - raccimolare, raccogliere, riordinare ..by G.
  • Alla buène - tipo dall'animo troppo buono, da sembrare stupido...
  • Aràgne aràgne - Attenzione stai girando attorno al pericolo! (dall’ingl.
  • Arrapate - con picco testoteronico acuto.., (Sin.
  • Arrète!! - Di nuovo!
  • Auande !! Aueee’!
  • Bunarìdde - di quantità soddisfacente !!
  • CCaacì!
  • Caldàre - colui che possiede una temperatura cranica molto elevata (testa calda).
  • Capisce a mmè! - capiscimi..!
  • Capooo!! - Scusa giovane, usato per chiamare il Maitre, il Cameriere ecc.
  • Ce rimate!
  • C'Cosce ! - ..come scotta !
  • C tip !!
  • Chiammendà - guardare...by S.
  • Chiammendè bbrutte - scrutare con particolare insistenza ed astio.
  • Ci auande auande!
  • Cime de rape e cime de cole - cime di rape e di cavoli, essenziali per ricette tipiche.
  • Chiaviche - chiavico, persona furba, che approfitta della bontà altrui...
  • Cundece! - contaci, terrò ciò che hai detto nella debita considerazione.
  • De cì? - di chi? usato con il verbo essere (de ci iè - di chi è?)...
  • De ià dà nu tuzze!
  • De dò sinde ?
  • Du iune !
  • Derruzze - ruttare...by Alan Mistero
  • EE cudde - indica qualcuno che ha compiuto un atto strano o incomprensibile.
  • E..statte !!
  • Figghìeme - mio figlio, rafforzativo di possessività...
  • Figghìe d'...
  • Gaggiane - corteggiatore/trice rapace tipico del centro cittadino....by G.
  • Ghiggione - Tipo di pesce facile da catturare, o fesso a qualcuno...
  • Giovanè!
  • Gocciadavè - che paura che mi hai fatto, che ti prenda un fulmine!
  • Iìsse - verbo uscire, molte volte rafforzato da fuori "iss daffor"- esci !
  • Iuscke - brucia, piccante
  • LLe chiaminte - spazio tra una piastrella ed un'altra..by G.
  • Le murte tu'! Le megghiìe murte tu'! Le murte de chi ttemmurte!
  • Maisììì !!
  • Madòòò - veramente?, davvero?, e ora che si fa? ecc.....
  • Mbacce - lett.
  • Mbernacchiàte - vestito di tutto punto, Es."A do a da sci tutt mbernacchiat?".
  • Meste o U mè !
  • Mo ciè! Mò! Mò mange !! Mooh, e ci è ddò! Moooh!!
  • Mocche - in bocca, Es:"..a chiddè murt, stramurt e quandà murt tin" Es: 'Mocc a da fà!
  • Mroscke o merosque - schiuma di mare, alici neonate in fermo biologico..by R.
  • Mudùùù!
  • Nbronde a ttè !!
  • N’do cule!!!
  • Né!
  • Non c'angozze !!
  • Non tene cè ffà!
  • Nudde - niente, Es: "coline ce stà fasce?" "non stogghe a fà nudde!"...
  • Ogne - unghia/e...
  • Peccione - colombo o per indicare la zona della felicità femminile..
  • Petrase - ...U cazz ch t tras !!
  • Quarte - quarto, per indicare l'ora ad es:"so l'undice manghe nu quarte!"...
  • Resarije - rosario, usato prevalentemente per pregare...
  • Rezzuà - rotolare
  • SSacce? Scitte u sang!
  • Scherzone - Biscia, serpente non velenoso, oppure tirchio...by V.
  • Se crède!
  • Sdumme, suatte, cinghe, liscebbusse, riduine, chppine - ceffone in molteplici modalità!
  • Sikinessa - forte tiro di pallone al volo (thanks to Maiellaro "ho tirato una S.imprendibile").
  • Spèdeche (da cui Spedecatrisce) - Pettine..(da cui parrucchiera)..
  • Spingiture - lett.
  • Statte bbune!
  • Stè sotte!
  • Stì ghigghiìune!!
  • Strenge!, fasce fridde!
  • Sevune - cicorielle selvatiche
  • TTacchisce - vai via!
  • Tanne - Allora (al momento dell'azione, per es.
  • Te ià sckattà le malàndre - penetrazione profonda fino alle interiora...by M.
  • Trase!
  • U'atterone - torrone, Es. passm nu stezz d'u'att'rron!!!
  • Uagliò! - Ragazzo!
  • Uè - Ciao, eccoti qui, finalmente sei arrivato, dove eri finito?...
  • Uè spadriate!
  • Varrile - barile, ma spesso indica signore di sproporzionate dimensioni!
  • Vattinne và!
  • Vè bunarìdde!
  • Vudeche - il gomito
  • ZZambe, zagne - sinonimo, spesso più duro, di cozzalo, es.: cudde iè proooppiìe nù zagne!

La Carota di Polignano: Un Prodotto Tipico a Rischio

La Carota di Polignano è un ortaggio unico, la cui coltivazione è strettamente legata alle peculiarità ambientali della zona. La semina avviene alla fine dell'estate (da fine agosto a inizio settembre), mentre la raccolta si estende da dicembre a marzo. Gli agricoltori selezionano le piante più sane e vigorose, prestando attenzione alla colorazione delle radici.

Sia la semina che la raccolta sono solitamente effettuate in modo scalare per garantire la disponibilità di prodotto fresco durante tutto il periodo invernale. I campi, situati a breve distanza dal mare, presentano terreni tendenzialmente sabbiosi e una salinità elevata, ulteriormente esaltata dall'irrigazione con acqua salmastra.

Campi di carote vicino al mare a Polignano a Mare.

Raccolta e Produzione

La fase più delicata del ciclo colturale è la raccolta, che viene eseguita manualmente con l'ausilio di un forcone. Questo strumento viene conficcato nel terreno per smuovere la terra attorno alle radici, che vengono poi estratte con cura per evitare fratture. La particolare consistenza e la forma irregolare di queste carote rendono impossibile la raccolta meccanizzata, tipica delle carote comuni. Ciò comporta costi di produzione più elevati a causa della maggiore necessità di manodopera.

Analisi Nutrizionali

Studi comparativi sui principali zuccheri presenti (glucosio, fruttosio e saccarosio) hanno rivelato che le carote di Polignano presentano un contenuto totale di questi zuccheri mediamente inferiore di circa il 22% rispetto alla carota comune. Si osserva inoltre una maggiore percentuale di glucosio e fruttosio rispetto al saccarosio. L'indice di dolcezza relativa, ovvero la percezione del gusto dolce al palato, è influenzato dalla quantità e dalla tipologia di sostanze con "potere dolcificante" presenti.

The crop cycle of Polignano carrot - Il ciclo di coltivazione della carota di Polignano -

tags: #carota #in #dialetto #barese

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