Carema: Un Viaggio nel Nebbiolo Eroico del Piemonte
Il Carema è un vino che incarna la storia, la tenacia e la passione del territorio piemontese, un vero e proprio monumento alla trasparenza e all'eleganza del Nebbiolo. Situato a cavallo tra Piemonte e Valle d'Aosta, il piccolo borgo di Carema è l'epicentro di una viticoltura eroica, dove la coltivazione della vite si svolge su terrazzamenti arditi e muretti a secco, strappati alla montagna con secoli di fatica.

Storia e Tradizione della Famiglia Ferrando
La storia del Carema è indissolubilmente legata alla famiglia Ferrando, la cui attività vitivinicola ebbe inizio nel 1890 con Giuseppe Ferrando, originario di Ovada, che commercializzava vini del sud Piemonte in Valle d'Aosta. Fu suo figlio, anch'egli Giuseppe, ad innamorarsi di Carema e a dare il via all'attività di produzione. La scommessa dei Ferrando prese forma negli stessi anni in cui Adriano Olivetti stupiva il mondo con il primo calcolatore elettronico italiano e promuoveva un'industrializzazione socio-sostenibile. Proprio ad Adriano Olivetti si deve la fondazione della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema.
Nonostante gli sforzi di Olivetti, il boom industriale portò a un progressivo abbandono delle campagne nel Canavese. Negli anni '50, Carema contava oltre 350 produttori d'uva e, alla nascita della DOC nel 1967, quasi 40 ettari iscritti. Oggi, la tradizione del vino a Carema persiste, sebbene la vigna sia vissuta più come un hobby, finalizzato quasi esclusivamente all'autoconsumo, con la cronica mancanza di manodopera, specialmente tra le giovani generazioni.
Le condizioni territoriali e produttive sono tanto affascinanti quanto ardue. I vigneti di Carema, localmente chiamati tuppiùn, si estendono tra i 200 e i 450 metri di altitudine, ma negli anni '60 si spingevano ancora più in alto. I muretti a secco, costruiti dai minatori della Valle d'Aosta in cambio di vino, testimoniano l'incredibile sforzo umano.

Il Terroir Unico di Carema
Il terroir di Carema è caratterizzato da suoli morenici, acidi, ricoperti da un sottile strato di terra riportata dalle rive della Dora Baltea, sotto cui affiora roccia granitica. Una zona che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, soffre la siccità, poiché la roccia dilava rapidamente l'acqua. La posizione e la ventilazione giocano un ruolo fondamentale. La famiglia Ferrando, affiancando acquisti mirati alle parcelle di proprietà e in fitto, vinifica e matura i propri Carema in una cantina nella parte bassa del paese, come previsto dal disciplinare.
Le Annate e la Lunga Evoluzione del Carema
Il Carema è un vino capace di evolvere magnificamente nel tempo, offrendo una complessità aromatica e gustativa che raramente si riscontra. La sua longevità è una testimonianza della sua struttura e della qualità del Nebbiolo coltivato in questo terroir.
Annate Significative e Caratteristiche Distintive
- Carema 1957: L'inizio di tutto per la famiglia Ferrando, un vino che evoca effluvi di menta, tisana alle erbe e melograno, con complessità date da striature di iodio e macchia.
- Etichetta Nera 2005: Paradigmatica, ideale per iniziare un viaggio nel tempo. Note di mandarino e china, nespola e legno antico, conversano con approfondimenti territoriali.
- Carema 2003: Annata calda e siccitosa, si avvertono toni di nocciola e cacao, marmellata di mirtilli e vin cotto, con una trama gustativa più quadrata.
- Etichetta Nera 1995: Prima Etichetta Nera maturata in barrique e tonneaux, offre un profilo di gran classe, quasi "bordolese", con sentori di sigaro, legno di cedro, talco mentolato e ribes.
- Carema 1990: La classica annata classica, un trentenne in grande forma con frutto chiaro, buccia d'arancia e crema balsamica.
- Etichetta Bianca 1976: Nonostante un'annata complicata, affascina con ricordi di caramella al caffè, toffee, erbe mediche e bacche schiacciate.
- Carema 1962: Un vino struggente, con una veste estremamente contemporanea e di straordinaria integrità, profumi di fiori secchi, tabacco trinciato e sali da bagno.
- Carema Doc "Classico": Caratterizzato da un limpido rosso rubino con riflessi granati, profuma di rose selvatiche e frutti rossi appena colti.
- Carema Riserva / Etichetta Bianca: Più complessa e profonda, sprigiona aromi di sottobosco, spezie delicate, prugne mature e liquirizia, elegante e persistente al palato.
COME RICONOSCERE I PRINCIPALI VINI AL PRIMO COLPO! (senza leggere l'etichetta)
Sopravvento: Passione e Incoscienza nel Nebbiolo di Carema
Una storia recente ma appassionata è quella di Sopravvento, nata dall'unione dei fratelli Michele e Matteo Melfa. La loro avventura inizia con l'acquisizione di un terrazzamento a Carema, un'impresa che richiede "passione e tanta incoscienza". Michele, con una lunga esperienza come sommelier, e Matteo, con esperienze in ristoranti stellati a Londra, condividono una filosofia di low intervention e assenza di additivi inutili.
Sopravvento si dedica alla produzione di Nebbiolo (che qui chiamano picotendro) in microvinificazioni, con vasche da 600 litri e lavorazioni manuali. Le loro etichette, come "Heroes!" (il loro Carema) e "Rebel Rebel" (un Erbaluce fermentato in legno), portano riferimenti musicali e sportivi. La loro produzione, seppur limitata (circa 1.600 bottiglie, con espansione in corso), è molto ricercata dagli appassionati di Nebbiolo.
Un esempio della loro dedizione è "Help!", un Carema nato da un'ossidazione accidentale, imbottigliato in sole 200 bottiglie, un omaggio alla purezza dell'Erbaluce. Matteo sogna anche un giardino-orto botanico accanto alle vigne, per difendere la biodiversità e creare un'energia unica che il visitatore possa percepire.

Altre Realtà e Prospettive Future
Oltre ai Ferrando e a Sopravvento, altre realtà contribuiscono a mantenere viva la tradizione del Carema. Tra queste, si segnalano:
- Cantina Produttori Nebbiolo di Carema: Fondata nel 1960, unisce piccoli produttori per ottenere una voce distintiva del Nebbiolo di Carema, con attenzione alla tutela della tradizione locale e alla sostenibilità. La loro vinificazione avviene in rosso da uve Nebbiolo in purezza, con affinamento in acciaio o grandi botti di rovere di Slavonia.
- Vigne Alte: Un progetto che, nonostante i prezzi d'uscita impegnativi, promette vini di grande interesse, come dimostra il "Vigne Alte" ancora in botte e già tutto venduto.
- Cantina Tognana di Achille Milanesio: Produce circa 5000 bottiglie, in maggioranza vendute all'estero. Il loro vino base "L'Arsin" si sta creando una buona reputazione per la sua freschezza e prontezza.
- Monte Maletto: Particolarmente apprezzato per il suo "Sole e Roccia", un vino che non lascia indifferenti per naso e sorso.
- Cantina 366 (a Bairo): Il loro Nebbiolo, inizialmente aggressivo, si apre in pochi minuti, rivelando frutto e spezia, con un sorso estremamente godibile e una leggera sapidità.
Il Nebbiolo di Carema è un vino che racconta montagne, storia e mani che hanno puntellato la roccia. Antico nel tempo ma contemporaneo nel sorso e nella prospettiva, ogni etichetta diventa immagine sensoriale del paesaggio eroico, trasformando la fatica dei vigneti in poesia nel bicchiere.

