Baccalà e Fenomeni Gassosi: Dalla Tradizione Culinaria alle Manifestazioni Geologiche
Il Baccalà: Un Piatto della Tradizione Veneta
Il baccalà, in particolare nella sua preparazione lessata con aglio e prezzemolo, è un piatto estremamente saporito e gustoso, profondamente radicato nella cucina veneta. Questa tradizione culinaria include anche il celebre baccalà mantecato. È importante notare che in Veneto, lo stoccafisso viene spesso chiamato impropriamente baccalà.
Questo piatto versatile può essere servito in diverse maniere: su crostini di pane tostato, adagiato su un letto di polenta o accompagnato da crostini di polenta abbrustolita e calda.
La preparazione del baccalà bollito è relativamente veloce. L'unica fase che richiede tempo è l'ammollo del baccalà. Tuttavia, è possibile ovviare a questa attesa acquistando baccalà già ammollato, facilmente reperibile dal pescivendolo o nei reparti pescheria della grande distribuzione.
Originariamente considerato un piatto "povero", il baccalà è stato recentemente riscoperto e rivalutato, trovando spazio nei menù di molti ristoranti rinomati, specialmente nella zona veneziana. Qui, il baccalà è considerato un pilastro della tradizione, al pari del baccalà mantecato e di quello alla vicentina. Se vi trovate a Venezia, noterete che il baccalà è quasi sempre presente tra gli antipasti proposti.
Per preparare il baccalà, dopo l'ammollo, è necessario scolarlo, eliminare la pelle e le lische, e poi romperlo a pezzi. Successivamente, va posto in una pentola con acqua leggermente salata e cotto per circa 20 minuti dal momento in cui l'acqua inizia a bollire. Per accelerare il processo, è possibile utilizzare una pentola a pressione, riducendo il tempo di cottura a 10 minuti. Una volta cotto, il baccalà deve essere scolato accuratamente.
Per condire, tritate finemente aglio e prezzemolo e uniteli in una terrina con il baccalà lessato. Regolate di sale, aggiungete pepe e olio extravergine d'oliva. Coprite il tutto e lasciate insaporire fino al momento di servire.

Fenomeni Gassosi e "Acqua Bolle"
Il tema del "bollire" o delle "bolle" emerge anche in contesti geologici, come nel caso della Sorgente Acqua Bolle nei pressi di Baccaiano, nel Comune di Montespertoli, situata nella valle del torrente Virginio. Sebbene il termine "sorgente" sia improprio, si tratta in realtà di una mofeta gassosa che fuoriesce da un piccolo fossato, creando l'impressione di acqua in ebollizione. La temperatura dell'acqua è quella ambientale, risultando fredda in inverno e appena tiepida d'estate.
Questo fenomeno si estende anche nelle immediate vicinanze: dopo una pioggia, è possibile udire il terreno gorgogliare a causa delle numerose e piccole emissioni gassose.

Un altro fenomeno di "bolle nell'acqua" è stato osservato sulla riva del lido di Bagnoli, nel Golfo di Napoli. Le immagini di queste bollicine, emerse dal fondale marino, hanno suscitato notevole curiosità.
La vulcanologa Lucia Pappalardo dell'Osservatorio Vesuviano dell'INGV ha spiegato che si tratta di un fenomeno comune nella zona dei Campi Flegrei. Le bollicine sono causate dalla fuoriuscita di gas, principalmente CO2, legata all'attività idrotermale della caldera flegrea. Questo fenomeno, noto come fumarole sottomarine, è considerato innocuo e fa parte delle manifestazioni tipiche di un'area vulcanica attiva. Molte zone con attività idrotermale simile sono diventate rinomate mete turistiche, come le Stufe di Nerone a Bacoli e le Terme di Agnano, anch'esse nei Campi Flegrei.
Le fumarole sottomarine, talvolta definite localmente "mare che bolle" o "acque che ribollono", sono state documentate nel tempo attraverso video realizzati da subacquei e pescatori. Il sistema idrotermale dei Campi Flegrei è costantemente monitorato dall'Osservatorio Vesuviano, sia sulla terraferma che in mare, tramite il sistema di monitoraggio sottomarino Medusa.
Oltre a Bagnoli, bolle in acqua sono state segnalate anche nel Lago d'Averno, nella Darsena di Pozzuoli e nel Parco Archeologico Sommerso di Baia.
VULC - L'essenza di un legame |4K| Campi Flegrei, Vesuvio, Stromboli e Etna
Tornando alla zona di Baccaiano, nel Comune di Montespertoli, il percorso per raggiungere la Sorgente Acqua Bolle parte dal centro del paese (quota 116 metri). Da qui si raggiunge Via Virginio, che collega Baccaiano a Ginestra Fiorentina. Successivamente, si imbocca Via Mandrie di Sotto e si attraversa il torrente Virginio. Dopo aver superato il ponte, si prende una strada sterrata che, dopo poche decine di metri, curva a sinistra. Percorrendo un tratto rettilineo e giungendo di fronte a un vecchio stabilimento industriale abbandonato, si svolta a destra. La strada bianca prosegue per alcune centinaia di metri, supera un piccolo torrente chiamato Borro dell’Acqua Bolle e termina in mezzo ai campi.
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