La Preghiera e gli Aneliti di Santità di Luisa Piccarreta
La profonda spiritualità di Luisa Piccarreta, mistica italiana nota per i suoi scritti sulla Divina Volontà, è racchiusa in una serie di preghiere e aneliti che esprimono un desiderio ardente di santità e di unione con Dio. Attraverso il dialogo interiore, Luisa esplora la natura della santità nel contesto del vivere secondo la Volontà Divina, confrontandosi con la giustizia e la misericordia di Dio.
Il Dialogo con Gesù e la Natura della Santità
In un momento di dubbio e preoccupazione, Luisa si interroga su come possa aver offeso Gesù, che non si manifesta come suo solito. La risposta del Salvatore chiarisce la sua protezione e la natura della vita nel Suo Volere:
“Figlia mia, di che temi? Vedi, per farti stare al sicuro e ben difesa, ti ho circuita sotto di questo manto di luce, affinché nessuna creatura e nessuna cosa possa recarti danno, e poi, perché vuoi perdere il tempo col pensare che mi hai offeso? Per chi vive nel mio Volere il veleno della colpa non è entrato, e poi, il tuo Gesù ti fulminerebbe se ti vedesse anche con piccole macchie di peccati, e ti metterei fuori dal cerchio della mia Volontà, e tu perderesti subito l’attitudine d’operare nel mio Volere.”

Gesù spiega che la santità nel Suo Volere è una realtà ancora poco conosciuta, distinta dalle altre forme di santità. La sua inseparabilità da Lui eleva l'anima a un livello divino, rendendo l'operato dell'anima e quello di Dio uno solo. L'anima che vive nel Suo Volere partecipa a tutti i Suoi attributi e corre con Lui ad ogni atto, inclusi quelli di giustizia.
La Partecipazione agli Atti Divini: Misericordia e Giustizia
Luisa, sentendosi partecipe degli atti di giustizia divina, esprime il suo timore e il desiderio di non colpire le creature. Gesù la rassicura, spiegando che nel Suo Volere non ci si può esimere dal fare ciò che fa Dio, poiché questa è la vera santità: nulla fare di proprio, ma fare ciò che fa Dio.
“Perché ti spaventi? Nel mio Volere non puoi esimerti dal fare ciò che faccio Io, la cosa è connaturale, ed è proprio questa la santità nel mio Volere: nulla fare di proprio, ma fare ciò che fa Dio. E poi, la mia giustizia è santità e amore, è equilibrare i diritti divini; se non avessi la giustizia mancherebbe tutta la pienezza della perfezione alla mia Divinità, così, se tu vuoi vivere nel mio Volere e non vuoi prendere parte agli atti di giustizia, la santità fatta nel mio Volere non avrebbe il suo pieno compimento, sono due acque fuse insieme, che l’una è costretta a fare ciò che fa l’altra; invece se sono separate, ognuna fa la sua via. Così la Volontà mia e la tua sono le due acque fuse insieme, e ciò che fa l’una deve fare l’altra, perciò sempre nella mia Volontà ti voglio.”
Gesù rivela il peso che Gli costa usare giustizia e il Suo immenso amore per la creatura. Egli è presente in ogni aspetto della Creazione, visitando l'uomo attraverso il fuoco, l'acqua, il cibo, il sole e ogni elemento naturale. Nonostante queste innumerevoli visite, l'uomo spesso non Lo riconosce o Lo offende.

Luisa, partecipando a queste visite divine attraverso la Sua Volontà, viene incoraggiata a non temere di concorrere alla giustizia, poiché è sempre unita a Lui.
Le Suppliche degli Angeli e le Preghiere a Luisa Piccarreta
Gli Angeli stessi implorano Dio di manifestare le meraviglie operate in Luisa, affinché la Sua onnipotenza sia glorificata e le anime ne traggano beneficio. Essi desiderano che i tesori spirituali in lei versati siano resi noti per la conversione dei peccatori e lo sprone dei buoni.
Seguono diverse preghiere indirizzate al Sacro Cuore di Gesù, che invocano Luisa Piccarreta come araldo del Regno della Divina Volontà e angelo di riparazione. Queste preghiere chiedono la sua intercessione per ottenere grazie particolari, la glorificazione terrena e celeste, e la diffusione del Regno di Dio.
- Preghiera al Sacratissimo Cuore di Gesù: Invocazione per la grazia tramite l'intercessione di Luisa, araldo del Regno della Divina Volontà.
- Preghiera al Divino Cuore di Gesù: Richiesta per la glorificazione di Luisa come vittima d'amore e per ottenere grazie.
- Preghiera al Misericordioso Cuore di Gesù: Supplica per la glorificazione di Luisa da parte della Santa Chiesa e per ottenere grazie particolari.
Le preghiere collettive esprimono il desiderio di espandere il Regno di Amore, Giustizia e Pace, implorando la glorificazione di Luisa, la "Piccola Figlia del Divino Volere", che con le sue preghiere, immolazione e zelo ha contribuito alla diffusione del Regno di Dio.
La Preghiera alla Santissima Trinità e il Mistero dell'Incarnazione
La preghiera alla Santissima Trinità loda e ringrazia per il dono della santità di Luisa Piccarreta, invocando la sua glorificazione terrena affinché il Regno di Dio si diffonda. Si chiede la grazia particolare di compiere la Divina Volontà, seguendo l'esempio di Luisa.
Gesù, parlando a Luisa, le rivela il mistero della Sua Incarnazione nel seno della Vergine Maria. La Celeste Signora possedeva la Divina Volontà a tal punto da far discendere il Verbo nel suo grembo. La Luce del Fiat Divino attirò la Luce del Verbo, e la Vergine Madre, con poche gocce del suo sangue, formò il velo dell'Umanità di Gesù, racchiudendo la Sua Luce immensa.
La croce forma l’incarnazione di Gesù nel seno delle anime e l’incarnazione dell’anima in Dio
Gesù spiega che i raggi della Sua Luce, pur racchiusi nella Sua Umanità, battevano ad ogni cuore, invitando alla vita. Egli paragona questo processo a un sole che non tramonta mai, i cui raggi continuano a picchiare sui cuori, sulle volontà e sulle menti delle creature, offrendo la Sua Vita, ma spesso incontrando rifiuto.
I Compromessi Divini e la Promessa del Regno della Divina Volontà
Gesù rivela che ogni profezia della Sua venuta sulla terra era un compromesso con le creature, un deposito che disponeva i popoli a desiderare e volere il Suo bene. Allo stesso modo, ogni manifestazione riguardante il Regno della Sua Volontà è un compromesso, e ogni conoscenza di esso è una caparra che aumenta.
“Così sto facendo del Regno della mia Volontà; ogni manifestazione che faccio che riguarda il mio Fiat Divino è un compromesso che faccio, ogni sua conoscenza è una caparra di più che aggiungo, e se faccio i miei compromessi è segno che come venne il Regno della Redenzione, così verrà il Regno della mia Volontà. Le mie parole sono vite che metto fuori di Me, e la vita deve avere il suo soggiorno e produrre i suoi effetti.”
Gesù sottolinea che i Suoi compromessi non vanno mai perduti e che più ne fa, più si avvicina il tempo di realizzarli. Egli paragona le Sue parole a vite che devono avere un soggiorno e produrre effetti.
La Santità del Vivere nel Volere Divino
Gesù desidera che Luisa scriva ogni dettaglio riguardante il vivere nel Suo Volere, anche le cose più piccole, poiché serviranno per il bene dei posteri. Egli afferma che, mentre in altre santità ci sono perdite di tempo e interessi personali, la santità del vivere nel Suo Volere è esente da tutto ciò, poiché essa è Lui stesso.
“Ma la santità del vivere nel mio Volere va esente d’interesse personale, da perdimento di tempo, non c’è pericolo che scambino Me per la virtù, perché il vivere nel mio Volere sono Io stesso. Questa fu la santità della mia Umanità sulla terra e perciò fece tutto e per tutti, e senza l’ombra dell’interesse.”
Gesù spiega che l’interesse proprio toglie l’impronta della santità divina, rendendo l’anima una stella anziché un sole. Nei tempi attuali, la generazione ha bisogno di questi "soli" della santità del vivere nel Suo Volere, che con il loro disinteresse riscaldano, illuminano e fecondano, aprendo la via nei cuori alla grazia divina.
La Necessità di Sacerdoti, Chiese e Tabernacoli nel Volere Divino
Gesù lamenta la scarsità di sacerdoti, la distruzione di chiese e la profanazione dell'Eucaristia. Per ovviare a queste problematiche, Egli desidera la santità del vivere nel Suo Volere, in cui non ci sarà bisogno di sacerdoti, chiese o tabernacoli, poiché l'anima stessa diventerà tutto questo.
“Perciò voglio fare la santità del vivere nel mio Volere, in essa non avrò bisogno di sacerdoti per consacrarmi, né di chiese, né di tabernacoli, né di ostie, ma esse saranno tutto insieme: Sacerdoti, chiese, tabernacoli ed ostie. Il mio amore sarà più libero, ogniqualvolta vorrò consacrarmi lo potrò fare, in ogni momento di giorno, di notte, in qualunque luogo esse si trovino, oh! come il mio amore avrà sfogo completo.”
Gesù afferma che la generazione presente meritava la distruzione totale, ma Egli permette che ne rimanga una parte per formare questi "soli" della santità del vivere nel Suo Volere, che a Suo esempio ripareranno per le creature passate, presenti e future. Solo allora la terra darà vera gloria e il "Fiat Voluntas Tua" avrà compimento.
L'Imitazione di Gesù e la Vita nel Suo Volere
Luisa descrive la sua esperienza di essere portata tra le braccia della Divina Volontà, che la fa partecipare ai Suoi atti. Ella si ritrova nel Cuore della Vergine concepita, comprendendo la differenza per chi vive nel Volere Divino.
Gesù le spiega che quando una creatura entra nella Sua Volontà, essa chiama in atto il Suo operato divino, facendole vedere i prodigi e confermandola nel bene. Luisa vede il concepimento della Regina Celeste e come lei, vivendo nel Volere Divino, si trova concepita nel Suo Materno Cuore.
“Vedi la gran differenza per chi vive nel mio Volere? I prodigi dell’Immacolato Concepimento furono inauditi. Ora, chi vive nel nostro Volere si trova nell’atto che Maria SS. è concepita, è la figlia che, spontanea, di sua volontà , cerca la Mamma sua e prende il suo posto, si chiude nel suo Materno Cuore per farsi fare da Mamma dalla Celeste Regina.”
Gesù esprime il Suo ardente sospiro affinché l'anima viva nel Suo Volere. Egli piange vedendo che le creature, pur essendo state "divorate" dalle fiamme del Suo amore nell'Incarnazione, rifiutano di vivere nel Suo mare d'amore, esiliandosi dalla Sua patria.

Un raggio di sole, simbolo della Divina Volontà, si posa su Luisa, portandole la vita del Cielo. I mari d'amore visti da Luisa sono la Sua Volontà operante, che si gonfia, bolle e piange quando vuole operare, o mormora quietamente quando è in riposo. Gesù esprime il Suo interesse nel coinvolgere chi si occupa di far conoscere la Sua Divina Volontà, parlando Lui stesso attraverso di loro.
La Preghiera e l'Amore Riparatore
La narrazione si sposta verso la Passione di Gesù, con Luisa che si offre di fare compagnia al Signore nell'ora della Sua agonia. Ella desidera seguirLo e offrirGli conforto.
Gesù, nella Sua agonia, sente il peso delle offese delle creature, le bestemmie, le maledizioni, gli insulti e le bestemmie che Lo feriscono più delle torture fisiche. Egli desidera che le anime si offrano per riparare a queste offese.
Luisa si offre di compiere gli atti di riparazione, baciando i piedi degli apostoli e vedendo Gesù ai piedi di Giuda. Ella implora Gesù di non andare all'inferno e si offre di essere Lui stesso, soffocato dalle offese.
La scena si sposta all'altare, dove il pane e il vino vengono consacrati. Gli apostoli rimangono stupiti nel vederLo prostrato ai loro piedi, mentre Gesù si offre come cibo d'amore e parola divina.
Gesù chiede al Padre di non lasciare i Suoi figli orfani, ma di inviare lo Spirito Santo per aiutarli a vincere i nemici spirituali. La Vergine Madre, anch'essa, riceve lo Spirito Santo.
Luisa bacia gli occhi di Gesù, sentendo le Sue lacrime, e si offre di consolare le anime. Ella vede Gesù tormentato dalle parole cattive e dalle bestemmie.
Gesù esprime il Suo dolore per le anime che si perdono, paragonando le loro offese a spinte che Lo trafiggono. Luisa si offre di riparare a queste offese.
La narrazione si concentra sulle Messe malamente celebrate e sui sacrilegi, che rinnovano il Deicidio. Gesù desidera che le anime Lo liberino dalle mani sanguinarie dei peccatori.
Luisa si offre di essere rifugio per Gesù e supplica per i sacerdoti affinché siano degni Ministri.
Gesù ringrazia Luisa per averlo liberato dalle anime che Lo ricevono per oltraggiarlo. Luisa si offre di essere prigione per Gesù, affinché Egli possa trovare vita in lei.
Si menzionano gli altri Sacramenti e la necessità di discernere le vocazioni sacerdotali.
La Preghiera e la Vita Nascosta
Luisa desidera seguire Gesù nella Sua Passione, offrendogli compagnia. Ella riflette sulla vita nascosta di Gesù, che abbraccia tutti i secoli e dà luce a tutti.
La preghiera di Luisa deve uniformarsi a quella di Gesù, trasformando le azioni della giornata in atti divini. Ella si offre di gareggiare con l'amore di Gesù, esercitando la pazienza e le altre virtù.
La scena si sposta nell'Orto degli Ulivi, dove Gesù si sente attratto. Egli cerca conforto nella compagnia di Luisa, che lo trova prostrato e sofferente.
Gesù esprime la Sua amarissima agonia, la pena di sentirsi morire e non morire, la solitudine e la tristezza. Luisa cerca di confortarLo, ma Egli sembra mancare di parola.
Gesù si lamenta delle mani paralizzate e contorte, delle pene che Lo tormentano più dei carnefici. Luisa si offre di soffrire al posto Suo.
L'amore di Gesù corre verso le anime, ma esse si allontanano. Egli desidera che le anime si lascino conquistare dal Suo amore.
Gesù parla della corona di spine che Le verrà messa, delle offese ricevute dalle creature, delle lingue mordaci e impure. Luisa bacia i Suoi occhi e le Sue guance, sentendo le Sue lacrime.
Gesù si lamenta delle bestemmie e della maldicenza, delle schiaffi e degli sputi che riceve. Luisa desidera poter allontanare queste offese.
Gesù si sente colpito dalle parole cattive, dalle calunnie, dalle bestemmie. Luisa si offre di riparare a tutti i peccati commessi con la lingua.
Gesù si sente caricato di funi e catene per gli attacchi e i peccati delle creature. Luisa bacia le Sue spalle e si offre di rinsaldare le Sue carni.
Gesù bacia le Sue mani creatrici, che vengono trafitte da chiodi per le opere cattive delle creature. Luisa desidera che le anime si lascino inchiodare al Suo amore.
Gesù bacia il Suo Cuore, che batte per il Padre, per i giudei e per il peccato. Luisa si offre di riparare a tutte le offese.
Gesù soffre per le iniquità delle creature. Luisa si offre di offrirgli il Suo amore e la Sua vita.
Si riflette sulla preghiera continua, anche nei momenti di freddezza e tentazione. Luisa si chiede se la sua umanità possa offrire un compatimento e una riparazione a Gesù.
Gesù agonizza, circondato da un lago di amarezza. Luisa si offre di offrirGli il Suo amore.
Gesù si trascina verso i Suoi discepoli, invitandoli a vegliare e pregare. Egli torna nell'Orto, con il cuore trafitto dalle ingratitudini.
Gesù si lamenta delle offese ricevute, che lo feriscono e lo mordono. Luisa si offre di dare la sua vita per Lui.
Gesù spira. Luisa Lo implora di non morire, offrendosi di essere Lui stesso.
Gesù chiede al Padre di risparmiarGli il calice, ma di compiere la Sua Volontà. Egli cerca anime che Lo confortino.
La Vergine Maria, con Maddalena e altre anime, si offre di dare conforto a Gesù, portando anime a Lui.
Luisa si offre di girare per le case degli infermi, portando la vita e la speranza attraverso il Sangue di Gesù.
Si descrive la disperazione delle anime che cadono nel peccato e il terrore che ne deriva. Il Sangue di Gesù offre la mano che le rialza.
Gesù guarda con orrore le anime infangate dal peccato, e la Sua agonia si intensifica. Luisa si offre di offrire il Sangue di Gesù per loro.
Si menzionano le anime che si precipitano verso la perdizione e quelle degli infedeli che non conoscono Dio. Gesù desidera salvare più anime.
Luisa si offre di portare anime a Gesù, affinché Egli possa infondere in loro fede, speranza e amore.
Gesù desidera che le anime siano libere da ogni pena e volino verso di Lui. Luisa si offre di offrire il Sangue di Gesù per la Sua gloria.
Anime pie si offrono di dare conforto a Gesù, che si sente sfuggire le anime verso la rovina eterna.
Gesù, sfinito, sembra morto. Luisa teme di vivere senza di Lui e si offre di morire al posto Suo.
Luisa segue Gesù, desiderando che la sua vita sia una sola con la Sua. Ella si offre di riparare ai peccati.

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